L’OLTREPÒ DI GERRY SCOTTI

E’ un ricordo che accomuna molta gente: la mattina della domenica, accompagnare il nonno che andava in Oltrepò a riempire di vino le damigiane e conoscere la realtà più schietta del vignaiolo. Questo è quanto ha vissuto, nella sua infanzia, anche Gerry Scotti, il noto presentatore televisivo originario della terra pavese. Dalla stessa suggestione e dal medesimo genuino desiderio di creare vino da consumare con gli amici, nasce la nuova linea di vini “a quattro mani”, firmata dalla Cantina Giorgi e da Gerry Scotti. Due nomi, quattro etichette, destinate, con grande probabilità, ad aumentare nel tempo.

A fronte di una moltitudine di possibilità e di proposte, Gerry Scotti ha scelto di affidarsi a una cantina della sua terra, imbottigliando vini dal profondo legame autoctono con la tradizione. La sua scelta è ricaduta su Giorgi, azienda che ha contribuito fortemente a radicare il Pinot Nero nelle profondità del suolo e della cultura pavese. È stata una scelta molto ragionata, frutto della consapevolezza che “nel mondo del cibo e del vino bisogna stare attenti a tante cose, facendole seriamente e per bene” ci dice Gerry Scotti. “Dopo i primi anni, in cui pensavo di andare a cercare romanticamente il podere, la vigna e il vignaiolo, mi sono informato bene attraverso le riviste di settore e ho capito che così non avrebbe funzionato. Ho iniziato a cercare un’azienda che fosse a misura d’uomo. Ci ho messo un po’, ma poi ho incontrato Giorgi, azienda familiare e della mia terra. Mi sono piaciuti molto e, a mia volta, io devo essere piaciuto a loro. Ci siamo stimolati a vicenda su molte cose”.

Abituato com’era a entrare tutte le sere in casa degli italiani con il suo famosissimo quiz show “Chi vuol essere milionario”, Gerry Scotti ha voluto creare una linea di vini destinata innanzitutto alla GDO. Vuole che siano presenti sugli scaffali dei supermercati, così da partecipare alla quotidianità della tavola ed essere alla portata di molti. Tuttavia, l’etichetta di Gerry Scotti farà la sua comparsa anche sulle tavole dei ristoranti e viaggerà nel canale Ho.re.ca., forte delle competenze e della rete commerciale di Giorgi.

Il Metodo Classico ricalca la tipologia di Spumante Gianfranco Giorgi, quasi fosse un omaggio ma anche un buon auspicio. Si compone di un 70% di Pinot Nero ed un 30% di Chardonnay, maturati a contatto con i lieviti di rifermentazione per circa 36 mesi. Come bianco, Gerry Scotti ha scelto, in perfetto stile Oltrepò pavese, un Riesling. Frutto di una vendemmia tardiva, viene vinificato in acciaio ed affina in bottiglia per circa un anno. Il rosato, prodotto a partire da Pinot Nero, è stata una rivoluzione di cui il signor Scotti va estremamente fiero. Desiderava da tempo creare un vino rosato non spumantizzato, scostandosi dal tipico Cruasè dell’Oltrepò e dirigendosi verso una sorta di impronta provenzale. E infine il rosso, composto da un blend di Croatina e Uva Rara, che dà origine ad un vino di struttura. Curiosi sono i nomi che campeggiano in etichetta, provenienti dal vocabolario del dialetto pavese: Mesdì, per il Riesling, Pumgranin, il Pinot Nero rosato, e Regiû il rosso, a rimarcare la genuinità popolare della vita contadina.

Questo progetto è al suo esordio, presentato a un vasto pubblico di giornalisti e ristoratori sulla scenografica terrazza dell’Hotel Gallia a Milano. Il lavoro è appena cominciato. Ma Gerry guarda già al futuro e lascia trapelare la possibilità di altre due referenze. Si lascia andare nel confessare una (probabile) futura Bonarda. Il resto aleggia ancora nel mistero, ma dopo la sua frase conclusiva “ci ho preso gusto: l’appetito vien mangiando, ma l’appetito viene anche bevendo”, c’è da aspettarsi di tutto.