MOSNEL, “MESSAGE IN A BOTTLE”

Ad un certo punto del proprio percorso può emergere con forza il desiderio di raccontarsi. Qualcuno lo fa scrivendo un libro, qualcun altro componendo uno spartito, altri ancora trasponendo su una tela le pennellate della propria sensibilità. Ebbene, c’è anche chi può esprimere tutto questo attraverso un vino. Ma non un vino qualunque: quel vino capace di riassumere i tratti essenziali maturati nel tempo che ne ha scolpito le fattezze.

Per la storica tenuta di Franciacorta Mosnel questo momento è arrivato nel 2008. Una buona annata, in grado di assorbire dal terreno tutta l’anima che l’ha pervaso fin dal lontano 1836.

Lucia Barzanò

L’azienda agricola nasce in quegli anni e nel più recente 1954, grazie al prodigioso e lungimirante intervento dell’appena diciottenne Emanuela Barboglio, ha inizio l’avventura ad una vitivinicoltura affrontata in chiave moderna. Oggi sono i due figli, Giulio e Lucia Barzanò, a proseguire la strada coraggiosamente tracciata dalla madre, mettendo a tema quell’attitudine visionaria che appartiene loro per una sorta di eredità umana. Non è un caso, infatti, se tra i 41 ettari vitati del Mosnel ben 7 sono oggi dedicati alla sempre più rara varietà Pinot Bianco. I 17 vigneti di proprietà del Mosnel si sviluppano nei dintorni della tenuta, una villa seicentesca a cui fa da perno un cedro centenario. È separata dall’esterno tramite un cancello ed è circondata da antiche mura che la proteggono. Ancora più all’interno è custodito un giardino, quasi come fosse un intimo segreto nascosto ai più.

Giulio Barzanò

Tutto questo andava raccontato, andava riassunto in un sorso che sapesse comunicare un’identità ed emozionare con la nuda espressione di ciò che essa è. I vini del Mosnel hanno sempre saputo raccontare di questa classe delicata, in cui nulla è ostentato e urlato ma, al contrario, è sussurrato. C’è fermezza ma c’è discrezione, c’è carattere ma c’è sobrietà. Ogni annata e ogni etichetta ne hanno regalato un assaggio. Il 5 giugno 2018 Mosnel ha presentato il Pas Dosé Riserva 2008 e ha offerto al mondo la pagina più esaustiva del proprio diario, quella scritta nel tentativo di riassumersi. Un tentativo che può comunicare molto ma che, per fortuna, non potrà mai esaurire del tutto ciò che si è: Il Mosnel e i suoi vini si sveleranno ancora e sempre di più, sorso dopo sorso, annata dopo annata.

 

MOSNEL FRANCIACORTA PAS DOSÉ S.A.

60% Chardonnay, 30% Pinot Bianco, 10% Pinot Nero

La delicatezza del naso si manifesta con note di limone e ananas che s’inseriscono su uno sfondo di lievito e mandorla. La frequente orma tagliente dei Pas Dosè qui è perfettamente domata in una percezione vellutata e in una struttura perfettamente coesa. La leggerissima traccia di liquirizia e il finale amaricante appena accennato aprono, come un sipario, alla persistenza, dove questo Pas Dosè raggiunge il massimo della sua espressività.

 

MOSNEL FRANCIACORTA BRUT S.A.

60% Chardonnay, 30% Pinot Bianco, 10% Pinot Nero

Stessa base del Pas Dosé, ma maggior tempo di contatto con i lieviti e differente dosaggio. Questo basta a determinare una diversità che si esprime su un bouquet olfattivo di frutta più polposa e dolce, come la pesca bianca e il melone. La coesione del corpo si percepisce anche in questo vino, nella cornice di una maggiore morbidezza, equilibrata da una finitura fresco-sapida che scorta il sorso in tutto il suo svolgimento.

 

MOSNEL FRANCIACORTA BRUT SATEN MILLESIMATO 2013

100% Chardonnay

Al naso impatta anteponendo alle note fruttate una trama di nocciola e brioche, su uno sfondo vagamente roccioso. In bocca ha un incedere suadente, coadiuvato dalla personalità dello Chardonnay che, qui, sa esprimere il suo tratto avvolgente ed ammaliante, più che quello intenso ed irruente. La finezza è comune denominatore del profumo e del gusto, così come della persistenza che si allunga in una sottile e delicata precisione.

 

MOSNEL FRANCIACORTA EXTRABRUT EBB MILLESIMATO 2013

100% Chardonnay

Ebb è figlio di annate calde, come la 2003 che lo vide nascere. Interagisce alla perfezione con la barrique e si arricchisce di una complessità fatta di note fruttate gialle e speziate. La vaniglia e il pepe bianco si intrecciano con richiami di frutta secca e con una leggerissima traccia erbacea. In bocca conferma quel tratto comune ai precedenti che si manifesta in un profilo gustativo coeso e coerente in tutte le sue parti. Ma è soprattutto il carattere mordente a stupire, capace di imprimere la sua impronta asciutta e sapida. Si fa ricordare nella persistenza di questa personalità fine e incisiva.

 

FRANCIACORTA PAS DOSÉ RISERVA 2008

60% Chardonnay, 20% Pinot Bianco, 20% Pinot Nero

Ha limato e rifinito ogni suo dettaglio in 102 mesi di vita in bottiglia, condivisa con i propri lieviti di rifermentazione. Un’attesa che non è mai stata immobile, ma è stata bensì valorizzata in ogni suo minuto prezioso, fino a raggiungere il desiderato momento del debutto. Il fascino dell’interazione con il tempo ha sostenuto la pazienza e l’ha premiata, oggi, con un Franciacorta speciale. Al naso si rintraccia ancora la vivacità delle note fruttate che ricordano l’uva spina. C’è una nota pungente, un po’ erbacea e un po’ mentolata, che spicca da uno sfondo burroso e di lievito. Parla di precisione, di finezza puntuale e decisa pur nella mansuetudine e nella classe della sua espressione. L’acidità è vivida e persistente, con la tipica coesione dei vini Mosnel. È un’armonizzazione ben riuscita, dove le note vanno ascoltate con l’attenzione che meritano. I vini Mosnel queste note non le urleranno mai, ma ne offriranno la profondità a tutti coloro che ne apprezzeranno i colori, assaporandole in silenzio.

 

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