Perlé Zero, la nuova cuvée di Casa Ferrari

La presentazione della nuova etichetta Ferrari è stato un grande evento: nel cuore di Milano, i moltissimi invitati alla Permanente di via Turati hanno assistito ad uno spettacolo vero. Sul palco Matteo, Marcello, Alessandro e Camilla Lunelli, entusiasti e fieri di presentare la “star” assoluta della serata, il Perlé Zero.

Marcello, Alessandro, Camilla e Matteo Lunelli

Questa nuova etichetta si va ad inserire in una gamma già ampia e variegata, ed occupa un posto di rilievo accanto al mitico Giulio Ferrari e al Perlé Nero. La cosa che sorprende maggiormente è la sua identità, autentica e originale, che regala l’ennesima lettura vincente delle grandi potenzialità di un territorio come il Trentodoc, di cui i Lunelli e Casa Ferrari sono, da sempre, indiscussi protagonisti.

Ferrari Perlé Zero rivela molte novità. E’ pas dosé, nasce dall’assemblaggio di tre millesimi, è soprattutto una cuvée raffinata che si giova di un sapiente lavoro in cantina, dove i vini base di più annate sono stati affinati con diverse tecniche: l’acciaio, che esalta l’espressione del frutto e dell’eleganza aromatica dello Chardonnay; il legno, che conferisce struttura e ricchezza gustativa; il vetro, nel caso specifico bottiglie Magnum, che dona un ulteriore tocco di profondità ed espressività. Una volta imbottigliata, la cuvée affronta un lungo affinamento sui lieviti, di almeno 6 anni, prima di venire sboccata senza l’aggiunta di zuccheri, quindi a dosaggio zero.

Le parole di Matteo Lunelli hanno indicato la filosofia che ha indirizzato la creazione di Perlé Zero: offrire la massima espressione dell’identità di queste uve che crescono sulle montagne trentine, senza aggiungere nulla. A “rafforzare” il concetto hanno chiamato durante la serata milanese due Chef come Alfio Ghezzi e Norbert Niederkofler, che di “altezze” se ne intendono bene. Le loro creazioni (notevole il Coregone in tartare, squame croccanti e olio al levistico di Niederkofler e splendido il Filetto di vitello con foglie di cavolo, nasturzio e zuppa di funghi di Ghezzi) sono state accompagnate dalla degustazione di questa impeccabile bollicina, piena, elegante ed equilibrata, dotata di una beva agevole e di un carattere luminoso e vivace. La complessità con cui si è arrivati ad assemblare la cuvée è sorprendente, perché il risultato rende una sensazione di unicità esemplare. La Cuvée Zero 10, che richiama quindi l’anno del tirage in etichetta, è un mosaico di tre millesimi diversi, il 2006, il 2008 e il 2009, messo appunto in bottiglia nel 2010.

Un grande lavoro di cantina per rendere tutta la purezza dello Chardonnay di Montagna. E da un punto di vista grafico i Lunelli si sono avvalsi del lavoro dello Studio Robilant Associati, che ha creato la nuova immagine della linea Perlé. La cromia scelta adotta il verde inglese, sinonimo di eleganza e naturalità, con un lettering originale per sottolineare l’artigianalità di un prodotto che richiede anni di cura e attenzione.

 

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