PIGHIN, ODE ALL’ANIMA BIANCA DEL VINO

Sono un “bianchista”, lo sono sempre stato. Una volta, troppi anni fa, dichiararsi bianchista era un atteggiamento giacobino ed estremista, e venivi guardato con sospetto. Nel “club degli eletti” c’era solo spazio per i vini rossi, come se l’universo della degustazione fosse totalmente vermigliocentrico. Ma io adoravo i bianchi, la loro freschezza, la loro duttilità di abbinamento, la loro incomparabile bevibilità e anche, in molti casi, la loro incredibile capacità d’invecchiamento. Mi scontravo con un mostro bicefalo (legno e tannino) che più partoriva pesantezza e concentrazione, più mieteva successi. Ma per fortuna il mondo, il mio mondo, nel frattempo, è cambiato più di una volta e oggi l’esercito dei bianchisti è folto e sicuro di sé. Bene, anche perché contemporaneamente l’anima rossa dell’universo del vino ha snellito la sua feroce tendenza a riempirti lo stomaco e la mente senza pudore, prediligendo la lievità di una carezza e la finezza di un sorriso. Ma tutta la bellezza naturale che ho sempre ricercato nella vita è innata in un vino bianco, ne sono convinto.

Va da sé che il Friuli e il Collio siano, per un bianchista, il paese dei balocchi. Territori meravigliosi, aspri e dolci al tempo stesso, dove la cultura dei vitigni a bacca bianca da sempre regna incontrastata. Ogni volta che ci vado, mi sento a casa. E scopro qualcosa di nuovo, di entusiasmante.

La scoperta prevede necessariamente il viaggio, una regola aurea che da sempre disegna la strada del cronista. Ma quando sei costretto a startene a casa devi affidarti alla tua capacità di immaginazione, leggendo, studiando, sognando e costruendo nella mente ciò che avresti potuto scoprire ma non sei stato in grado di vedere. E in una bottiglia di vino c’è tutto questo: hai davanti un concentrato di storia, lavoro, passioni, cultura. Ti basta stapparlo e in un attimo sei con la fantasia in quel luogo, a parlare con quelle persone.

Così è stato il mio viaggio virtuale in terra friulana grazie a Pighin. Ho centellinato i loro vini, goccia a goccia. Ne ho goduto ogni sorso, fra momenti d’intensità, piacevolezza, sorpresa e infinita soavità. Vini di straordinaria capacità comunicativa, d’indiscutibile qualità, che raccontano molto più delle poche righe di un’etichetta di grande purezza stilistica, evocativa del loro stile, della loro identità.

 

 

PIGHIN, LA STORIA

Famiglia Pighin

L’Azienda agricola Pighin si trova nella culla della tradizione vinicola friulana: a Risano nelle Grave e a Capriva in provincia di Udine nel Collio Goriziano. Due grandissimi terroir Doc, su cui si estendono rispettivamente per 160 e 30 ettari di vigneti.

La storia di Pighin parte da lontano e unisce due generazioni legate insieme da ancestrali valori e tradizioni forti che parlano di fatica, sudore, impegno e profondo rispetto e amore per la natura.

Siamo nel 1947 e l’Italia, così come la Germania, doveva essere ricostruita e l’economia rilanciata. Importanti aziende del calibro della Zanussi Elettrodomestici in primis, La Savio e una moltitudine di attività industriali a livello nazionale, diverranno le protagoniste del così detto “miracolo italiano” post bellico. In questo dinamico momento storico si rivela l’intuizione imprenditoriale dei Fratelli Pighin di noleggiare un vecchio autocarro per il trasporto di merci e materiali su brevi distanze. Questo sarebbe stato l’inizio di un vero e proprio successo imprenditoriale. Nel giro di pochi anni l’attività di trasporto delle merci, infatti, si espande, gli automezzi aumentano e le tratte si allungano sempre di più tanto da essere la prima azienda di trasporti a raggiungere le isole per poi sviluppare una vasta clientela europea.

Il 1963 segna un vero e proprio spartiacque nella storia della famiglia. Ai Fratelli Pighin, educati da sempre dal padre Ernesto di origini contadine all’amore e al massimo rispetto per la terra, si presenta l’opportunità di acquistare una vasta tenuta di 220 ettari nel cuore delle pregiate Grave del Friuli, all’epoca di proprietà di una famiglia nobile, i conti Agricola. Questa importante acquisizione coronerà un sogno lungamente coltivato. Nasce così quella che di lì in avanti prenderà il nome di Azienda Agricola F.LLI Pighin. Il decennio che va dal ’63 ai primi anni ‘70 si caratterizza per una radicale ristrutturazione dell’azienda. Nel 1968 la famiglia affida al noto architetto designer di fama mondiale Gino Valle l’incarico di progettare il moderno centro aziendale comprensivo di razionali cantine sito in Viale Grado a Risano. Nello stesso anno la produzione si amplia ulteriormente grazie all’acquisto di un’altra tenuta, di 30 ettari con cantina di vinificazione annessa sita a Spessa di Capriva, nella rinomata zona Collio Doc. Alla fine degli anni ’70, la conduzione aziendale viene affidata a Fernando che raccogliere volentieri la sfida con la massima dedizione e tenacia che lo hanno sempre caratterizzato: nel 1980, oltre che continuare a seguire la principale attività di famiglia, inizia ad occuparsi con grande umiltà delle aziende agricole avvalendosi del nipote Livio e dei responsabili settoriali di quel tempo. Il suo spiccato spirito imprenditoriale associato alle sue indiscutibili doti commerciali gli consentiranno di apportare quei fondamentali investimenti mirati all’aggiornamento globale delle aziende sotto tutti gli aspetti, incidendo enormemente nel successo dell’azienda friulana. In questi anni, infatti, Fernando inizia ad esportare i vini in Germania diventando nel giro di poco il primo produttore friulano a rifornire la Deutsche Lufthansa AG, la compagnia aerea di bandiera tedesca. Nel 1985, dopo un’esperienza lavorativa post scolastica di oltre un anno in Germania, fa il suo debutto in azienda il figlio Roberto che diverrà il più stretto collaboratore del padre Fernando. Nel 2004 le aziende vitivinicole vengono acquistate interamente dal gruppo familiare di Fernando, con la moglie Dianila ed i figli Roberto e Raffaela che oggi ne portano avanti la gestione coadiuvati da un giovanissimo, professionale ed efficiente staff.

A partire dal 2008 la famiglia Pighin è fortemente impegnata nel costante aggiornamento e rinnovamento delle realtà aziendali sotto tutti i punti di vista: sia nell’impianto dei vigneti (con il passaggio al sistema di impianto Guyot, con una densità che è progressivamente incrementata fino a raggiungere gli attuali 4700 ceppi/ha in entrambe le aziende), sia nei locali di vinificazione e affinamento delle cantine. Viene ristrutturata l’antica bottaia e risanata l’antica Villa storica. Nel 2010 vengono realizzati importanti investimenti dal punto di vista tecnologico: largo spazio viene dato ai contenitori in acciaio inox termocondizionati, alle presse pneumatiche, ai vinificatori a pistoni per la più adeguata vinificazione dei vini rossi. Vengono acquistati filtri di ultimissima generazione e installato un sistema di refrigerazione ad alta tecnologia la cui ultimazione nella Cantina di Risano è ad oggi in corso.

 

 

PIGHIN, LE TENUTE

L’azienda Pighin si divide in due cantine autonome, due realtà aziendali costituite rispettivamente da 150 ettari di splendidi vigneti siti in zona Friuli Grave Doc e da un’ulteriore tenuta di 30 ettari felicemente ubicata nel cuore del Collio Goriziano in quella che si può senz’altro definire la più bella e soleggiata collina di questa eccellente zona di produzione. L’anfiteatro naturale di Spessa di Capriva e i terreni di limo e ghiaia fina di Risano offrono prodotti diversi dai bianchi corposi e rinomati del Collio, ai vini delle Grave, più freschi ed equilibrati.

 

Risano

Friuli Grave Doc

La zona di produzione Grave del Friuli si trova al centro della regione Friuli Venezia Giulia a ridosso delle Alpi. Questo territorio pianeggiante di origine fluviale si è creato per effetto dello scorrimento delle acque generate dallo scioglimento dei ghiacci durante l’era Quaternaria. Tale fenomeno ha comportato il trascinamento di detriti rocciosi che si sono sedimentati in dimensioni più consistenti a monte e più sottili a valle. Questo fattore ha reso questo terreno di molteplici densità ghiaiose ed argillose, rendendolo particolarmente vocato alla coltivazione della vite. In questa importante zona si trova il più grande vivaio produttore di barbatelle di vite del mondo. Nelle Grave del Friuli vengono prodotte circa cento milioni di viti l’anno. Il clima è caratterizzato da una temperatura media annua di 12/13°C con un’estate calda e ventilata ed un inverno particolarmente freddo con temperature attorno allo zero. Le precipitazioni piovose sono mediamente ottimali. Il tenore di umidità nell’aria è generalmente basso. Queste favorevoli condizioni climatiche, associate all’ottima natura del terreno, sono alla base della grande vocazione viticola di questa zona Doc.

L’azienda di Risano, con i suoi 160 ettari vitati, rappresenta la parte più consistente della produzione Pighin, dove sorge anche la sede direzionale dell’azienda e la moderna cantina. L’azienda presenta vigneti rigogliosi, piantati dopo aver effettuato una rigorosa selezione clonale dei singoli vitigni, scelti dopo aver individuato i più compatibili con la natura dei terreni. I terreni sono di origine alluvionale e conferiscono ai vini complessità aromatica, grande equilibrio e una gradevole freschezza.

 

Capriva

Collio Doc

La zona Doc Collio è ubicata sul lato est della regione Friuli Venezia Giulia lungo il confine con la Slovenia. La zona ha una superficie totale di 4.500 ettari dei quali circa 1.400 coltivati a vigneto. Questo territorio è formato interamente da colline che si sono generate per effetto della sedimentazione del materiale calcareo eroso alle alpi dal mare Adriatico durante l’era Quaternaria. Questo materiale sgretolato per effetto del trascinamento marino si è trasformato in sedimenti sottili e stratificati originando il terreno oggi denominato “marnoso arenario di origine eocenica”, essendo stato sommerso dal mare Adriatico prima del ritiro delle acque avvenuto nei millenni successivi.

La sua straordinaria natura è costituita da un ampio spettro di sostanze minerali. Il clima di quest’area è particolarmente secco durante l’estate, molto freddo durante l’inverno, con una costante ventilazione in tutto l’arco dell’anno, dovuta al vento di Bora proveniente dal golfo di Trieste. Gli esperti internazionali, per queste caratteristiche morfologiche e microclimatiche, classificano questa zona Doc tra le più vocate del mondo alla coltivazione della vite.

In quest’area si trovano i 30 ettari della tenuta gioiello dell’azienda Pighin. L’azienda di Capriva accoglie, infatti, i vigneti ubicati nella più bella e soleggiata collina della zona dove le viti disegnano i gradoni di un anfiteatro naturale e circondano la cantina, ristrutturata e attrezzata per accogliere lo spettacolo della vendemmia. Anche in questo caso il sistema d’impianto è il Guyot a 4700 ceppi/ha. I vini prodotti in questa zona esaltano grande personalità, equilibrio ed eleganza.

 

 

 

 

PIGHIN, LA DEGUSTAZIONE

 

 

 

Friulano Doc Collio 2018

92/100

Friulano 100%

Un Friulano di grande intensità e stile che si apre con suadenti aromi fruttati e vegetali, di notevole purezza. In evoluzione ammalia con delicate note di erbe officinali, di pesca e passion fruit, dipingendo un quadro sensoriale equilibrato e complesso. Al palato è vigoroso, avvolgete, con una meravigliosa spinta acida che verticalizza l’esperienza.

 

 

Pinot Grigio Doc Collio 2019

92/100

Pinot Grigio 100%

Colpisce l’attacco aromatico, dominato da incantevoli profumi fruttati, tra cui svetta la pera, iconica e fiabesca, fresca, dolce e matura. Un aroma raffinato, d’indubbia complessità. Al palato è volitivo, dinamico, supportato da una bella acidità fruttata, croccante e morbido. Uno splendido Pinot Grigio.

 

 

Ribolla Gialla Doc Collio 2018

92/100

Ribolla 100%

Un vino da condivisione, brioso, gioviale, brillante. Pretende amici e frutti di mare, in una calda serata estiva. L’aroma è fruttato, delicatamente erbaceo, di infinita piacevolezza, come al palato la cui franchezza si materializza in un sorso minerale e leggero. Finisce in un minuto.

 

 

Pinot Grigio Doc Friuli Grave 2019

93/100

Pinot Grigio 100%

L’altra faccia del Pinot Grigio targato Pighin, versante Grave. Aroma di frutta matura e quel profumo di pera, netto e organico all’identità del vino, che firma ancora lo stile. Ma non si svela monotono, anzi si rilancia armonicamente in una complessità fusa alla piacevolezza. Al palato il sorso è pieno, totalizzante, con un sapido finale che declina tutta la sua freschezza.

 

 

Pinot Bianco Doc Friuli Grave 2019

93/100

Pinot Bianco 100%

Colpisce la dinamicità di questo magnifico Pinot Bianco, una vivacità da quadro futurista. Mi ha ricordato la profondità, le linee e i colori di Gerardo Dottori, accennati dagli aromi fruttati e di erbe officinali, che al palato prendono materia e consistenza, in un sapore agrumato, mordace, rigoroso, magistrale e squisito.

 

 

Sauvignon Doc Friuli Grave 2019

94/100

Sauvignon 100%

Il ventaglio aromatico è caldo come una spiaggia tropicale: frutta matura, mango e mela golden delicius, erbe officinali. Al palato amabile, succulento, avvolgente, ma soprattutto di notevole sapidità e mineralità, che scolpiscono l’assaggio con sferzate di freschezza crescenti. E’ il mio vino della degustazione.

 

 

 

pighin.com

 

Cover: Roberto Pighin