MOSNEL: QUEL SATÈN 2014 …

Quando ti capita, in una degustazione alla cieca di spumanti italiani e Champagne, di assaggiare una meraviglia di Franciacorta che gareggia senza timore con i cugini d’oltralpe, ne devi assolutamente parlare. E quella meraviglia sia chiama Satèn 2014 di Mosnel.

Nel 1836 la famiglia Barboglio ereditò la tenuta di Camignone, di cui il vino era già una delle principali attività. Emanuela Barboglio, nel 1954, a 18 anni, prese in mano la proprietà e la trasformò in un’ azienda vitivinicola moderna. A inizio anni ’60 si hanno i primi esperimenti con viti di Chardonnay e Pinot Bianco, allora chiamato “Pinot di Franciacorta” e nel 1976 l’azienda, prende il nome Il Mosnel, oggi Mosnel, che significa “pietraia”. Da allora la ricerca della qualità ha sempre permeato la filosofia di produzione dell’azienda guidata da Emanuela fino alla sua morte nel 2007.

Oggi Mosnel è condotta con passione dai due figli di Emanuela: Giulio e Lucia Barzanò. Giulio segue la parte tecnica, produttiva e commerciale. Lucia si occupa del marketing, delle relazioni esterne e dell’export. Si tratta di 41 ettari vitati suddivisi in 17 vigneti, condotti secondo la viticoltura biologica. L’altitudine è intorno ai 250 metri slm e troviamo i tre vitigni: Chardonnay (70%), Pinot Bianco (15%) e Pinot Nero (15%). Il Pinot Bianco in particolare costituisce con i suoi 7 ettari una delle identità dell’azienda che ha sempre creduto in questa varietà, complementare allo Chardonnay ma sempre meno presente in territorio.

Il Satèn di Mosnel è composto dal 100% di uve Chardonnay provenienti dai vigneti Larga Cani, Mosnel e Camilì, nelle zone di Passirano, Monterotondo e Fantecolo, impiantati a Guyot, con un’esposizione est-sud-est, orientamento che consente alla vite di beneficiare per tutto il giorno dei raggi del sole. La tipologia di suolo è morenico profondo, suoli molto profondi, con scheletro, franco-sabbiosi in superficie, ghiaiosi e con buon drenaggio, con vigneti che presentano una precoce maturazione delle uve, ottimi livelli zuccherini in equilibrio con l’acidità. Il microclima è caratterizzato da venti provenienti dalla Val Camonica mitigati dal Lago d’Iseo e dalla vicinanza delle Prealpi bresciane, con conseguente assenza di nebbie invernali come una ridotta afa nel periodo estivo.

Frutto della vendemmia 2014, incarna la freschezza dell’annata sposandola alla finezza di perlage e cremosità tipiche del Satèn, prodotto in versione millesimata sin dalla prima annata nel 1996.L’annata fu caratterizzata da una primavera calda e da un’estate più fresca della media, con una fioritura leggermente precoce, ma poi si ebbe un ritardo nella maturazione delle uve, imponendo una selezione dei grappoli al momento della raccolta. La vendemmia manuale si svolse dal 18 agosto all’8 settembre in piccole casse da 15 kg. La fermentazione è avvenuta a temperatura controllata in vasche di acciaio e per il 40% in barrique, con svolgimento della malolattica. “L’uso della barrique di rovere francese per la fermentazione è una delle chiavi della nostra filosofia di produzione” ci spiega Giulio “Le usiamo per tutti i nostri Franciacorta, ovviamente in percentuali diverse e sempre almeno di secondo passaggio. Le barrique nuove vengono usate, infatti, il primo anno per il Passito che, togliendo il gusto di nuovo, rende la botte perfetta per i Franciacorta per i successivi vent’anni”.

 

Satèn 2014 Mosnel

94/100

Affina sui lieviti per 36 mesi nelle seicentesche cantine, con una produzione di sole 28.000 bottiglie, 1.000 magum e 100 Jeroboam. Profilo aromatico interessante con nuance agrumate di pompelmo e agrumi canditi, un bouquet floreale, gelsomino, note speziate, pepe bianco, sentori fruttati, pesca e ananas, mandorla dolce e un tocco di pietra focaia. Al palato, elegante, bella freschezza, satinato, aromi di frutta a polpa gialla, frutta secca, una bella nota salina, ritornano gli agrumi canditi, una nota di pompelmo, fino alla scatola di caramelle inglesi e sul finale lungo, una nota dolce e poi fumé.

 

 

mosnel.com

 

Cover: Lucia Barzanò