San Marzano, un’ottima annata

Quando ti capita l’occasione di un incontro in amicizia, per parlare amabilmente della vendemmia appena conclusa, non puoi fartela scappare. Ed eccoci da San Marzano, la dinamica cooperativa pugliese, volata in trasferta al Ceresio 7, la meravigliosa terrazza su Milano.

Ritroviamo i volti giovali dei protagonisti che avevamo incontrato in Puglia solo pochi mesi fa: Francesco Cavallo, il Presidente, Mauro di Maggio, Direttore Generale, Tommaso Galiotta, l’Agronomo, Luca Marruffa e Maria Galeone.

Cantine San Marzano, azienda leader dell’area Dop del Primitivo di Manduria a cavallo tra i due mari Ionio e Adriatico, è una realtà oramai consolidata sia per qualità e che per fama: grandi volumi di export, estrema professionalità e organizzazione, vini d’eccellenza. Un esempio per tutta la Puglia e non solo, una cooperativa estremamente all’avanguardia ed efficiente, in stile Alto Adige per intenderci.

L’argomento del nostro incontro è la vendemmia appena conclusa. Quest’anno il tempo ha inciso più del solito. Ma San Marzano ha limitato i danni, con uve eccellenti a discapito di un decremento quantitativo assolutamente naturale.

Il nostro lavoro cela la passione e l’esperienza di tutti i nostri viticultori ed esperti, senza i quali non saremmo in grado di portare in cantina la migliore uva possibile” ci racconta Francesco Cavalloed è grazie a loro se anche quest’anno siamo riusciti a raccogliere un’uva salubre e qualitativamente buona”. Gli fa eco Mauro di Maggio: “ogni vendemmia aggiunge un tassello importante alla storia della nostra cantina, che dal 1962 ha fatto parecchi passi avanti dal punto di vista commerciale e produttivo, strizzando l’occhio ad un futuro di condivisione e bellezza”.

La vendemmia numero 55 di San Marzano è iniziata con largo anticipo rispetto alla media degli anni passati: nella prima decade di agosto per i vitigni a bacca bianca e nell’ultima per i vitigni a bacca rossa (con il Primitivo), partendo dalle zone costiere per arrivare a quelle dell’entroterra.

Per Tommaso Galiotta “le uniche vere criticità di quest’anno sono state le alte temperature e, di conseguenza, il controllo dello stress idrico. Abbiamo avuto un inverno mediamente rigido con eventi nevosi, una primavera regolare con piogge scarse, e un incremento esponenziale delle temperature da aprile, con punte di 35-40° ad agosto. Andamento stagionale che ha ridotto l’utilizzo di trattamenti fitosanitari di circa l’80%, senza tuttavia compromettere la salubrità delle uve”.

Tommaso Galiotta è giovane e appassionato, oltre che un grande professionista. È a lui che il Presidente lascia volentieri la parola. Il suo lungo racconto è a tratti tecnico, ma è necessario per spiegare quanta tecnologia e lavoro c’è dietro una vendemmia perfetta. Le sue parole insistono spesso sui vitigni autoctoni, di cui San Marzano si è fatta paladina da molto tempo, salvando varietà che rischiavano di finire nel dimenticatoio.

Masseria Samia

E a propostito di politiche aziendali virtuose siamo proprio curiosi di poter visitare presto uno dei progetti più ambiziosi di San Marzano, la Masseria Samia, un gioiello architettonico risalente al XVI secolo sito in località Torre Ovo, a due passi dal Mar Ionio. I restauri vanno avanti, e una volta ultimati restituiranno lo splendore di una tenuta di 100 ettari abitata dai cosiddetti “pagghjiari“, i trulli tipici della zona. Sui suoli sabbiosi e argillosi attorno alla masseria e grazie alla collaborazione del Centro di Ricerca “Basile Caramia” di Locorotondo nascerà un vero e proprio “giardino mediterraneo”. La vigna, certo, ma anche il frutteto e l’uliveto, immergeranno il visitatore in un percorso nella biodiversità pugliese e in quel patrimonio genetico dimenticato negli ultimi decenni. Un progetto agronomico, ma soprattutto culturale, che ben rappresenta l’idea di futuro di Cantine San Marzano: quella di una ricerca costante basata sulla condivisione di conoscenza e sulla bellezza.

Per ora godiamoci volentieri il frutto del lavoro degli uomini e delle donne di San Marzano. Il vino icona, prima di tutto, il SESSANTANNI Primitivo di Manduria DOP, nato dalla felice intuizione di Francesco Cavallo, determinato nel creare un vino capace di rendere la massima espressione e identità del vitigno principe della Puglia. Un Primitivo 100% da 20 ettari nella “Valle dei Sessantanni”, tra San Marzano e Sava, con una densità di 5.000 alberelli per ettaro. Dopo 12 mesi in barriques di pregiati legni francesi ed americani, ecco un vino di intensità assoluta, incredibile profondità, morbido e avvolgente, con un frutto ricco e dolce, un tannino rotondo e nobilissimo. Un vino anche molto moderno e attuale, capace di trasvolare l’Oceano e portare il verbo pugliese in terre lontane.

L’altra etichetta a cui siamo molto affezionati (e sospettiamo che anche a San Marzano condividano il sentimento) è EDDA (Lei) Bianco Salento IGP. Lo Chardonnay che si unisce a vitigni locali in un tripudio di frutto, esuberanza e ricchezza. La sua opulenza si sposa con una mineralità e una freschezza vivace e piacevoli, tale da spingere volentieri verso ripetuti assaggi.

In sostanza, in attesa di Masseria Samia, le suggestioni non mancano.