TASCA D’ALMERITA: SFUMATURE DI UN ETERNO CHIAROSCURO

Probabilmente nessuno saprà mai quali emozioni e quali pensieri hanno attraversato il cuore e la testa del Conte Giuseppe Tasca, a metà del ‘900, quando guardava quelle terre che oscillano fra la provincia di Palermo e quella di Caltanissetta in un dondolo armonico quanto il profilo delle colline, quanto la danza della brezza serale. Nessuno lo saprà. Forse la moglie Franca, al suo fianco fin dall’inizio di quest’avventura, può averlo intuito e condiviso.

Lui ha guardato quelle terre con la creatività che sa vedere le cose per ciò che ancora non sono, intravedendo il potenziale su cui nessuno, ancora, aveva osato scommettere. Giuseppe Tasca guardava le colline di Sclafani Bagni e ne vedeva vigneti, ne progettava varietà e ne pregustava i vini. Lui ebbe una lungimiranza che cambiò il destino della Sicilia agricola e ne permise l’espressione attraverso un’attitudine nuova, estremamente congeniale alle fattezze di quelle colline e di quel vento, del sole e del terreno.

Le Tenute della famiglia Tasca, negli anni, crebbero e aumentarono in numero, fino a diventare – ad oggi – cinque, dislocate in diversi meravigliosi angoli di Sicilia. Capofaro, Tascante, Sallier de La Tour, Regaleali e la Fondazione Whitaker a Mozia, per andare a toccare le sponde delle Eolie e le pendici dell’Etna, la campagna palermitana e la schiettezza dell’entroterra più affascinante, fino ad estendersi nelle propaggini dell’Isola che sfumano con i terreni salini del trapanese.

L’approccio della famiglia Tasca, oggi rappresentata dai fratelli Alberto e Giuseppe che guidano queste realtà, non è mai stato tanto colonialistico ma quanto, piuttosto, agricolo. Non c’era bisogno di assegnare contenuti alla Sicilia, ad una terra che è già di per sé gravida di vita; c’era da permetterne l’espressione realistica, valorizzandone tutte le sue più piccole rughe, ogni sua diversa inquadratura ed ogni suo umore. E, dalla Sicilia stessa, imparare tutto.

Così è stato fatto in casa Tasca e così si fa ancora. Nasce per questo motivo la nuova selezione di oli provenienti dalle 5 diverse tenute e verrà presentata per questo, a settembre, la linea che racchiuderà 4 etichette corrispondenti alle 4 contrade dell’Etna che afferiscono alla Tenuta Tascante. Ed è sempre per questo che, in collaborazione con la cucina dello Chef di Capofaro Malvasia e Resort di SalinaLudovico De Vivo – è stato avviato un progetto articolato finalizzato ad esaltare la cucina siciliana e i suoi prodotti unici, come i grani antichi coltivati nella Tenuta di Regaleali e impiegati per la produzione della pasta e del pane, che di recente si è aggiudicato il titolo di miglior pane d’Italia. Non mancano gli eventi di cene a quattro mani ed eventi di natura sia enogastronomica che legati ad esperienze di benessere come yoga o pilates, ma anche un piccolo museo dedicato interamente alla Malvasia delle Lipari, vitigno principe di questa isola contesa fra il mare, il sole e il cielo.

L’attenzione che veniva dedicata al territorio da quei contadini che lo interpretavano nelle sue sfumature quotidiane, è lo stesso rispetto che i Tasca vogliono riservare oggi ad ognuna delle Tenute, nella loro interezza di strutture e di ambiente. La sostenibilità diventa, quindi, un tema centrale nelle scelte che coinvolgono qualunque tipo di dettaglio del Resort e dell’attività agricola made in Tasca.

A rappresentanza non di uno stile ma di una realtà concreta e di una terra magica, una serie di etichette che ritraggono le fattezze di una Sicilia complessa ma pacificante, criptica e solare, varia eppure identitaria.

Ogni vino segna un passo della storia di Tasca, legata in qualche modo ad un amore o ad una scelta, ma anche al coraggio di osare e alla tenacia di proseguire, nel calore di un sole accogliente che rende giustizia alla vita di una regione fra le più belle del mondo.

 

 

Degustazione d’autore firmata da Manlio Giustiniani

 

 

Didyme 2018

Salina IGT

87/100

Il Didyme, l’antico nome dell’isola, è una Malvasia 100% allevata a Spalliera con potatura Guyot e vendemmiata al momento preciso di maturazione, vinificata in acciaio inox, senza lo svolgimento della malolattica ed affinata per 4 mesi in presenza di lieviti. Vino secco di originale finezza. Giallo paglierino, al naso integro e ricco di frutta a polpa bianca, con note di erbe aromatiche, ed elegante mineralità sulfurea. Gusto piacevole, di buona struttura, la sapidità marina si fa largo tra gli aromi di frutta, lunga persistenza aromatica. Vino mediterraneo.

 

Nozze d’Oro 2017

Sicilia Doc

90/100

66% Inzolia della Vigna Barbabitole, 34% Sauvignon della Vigna Tea, allevata a spalliera, fermentazione in presenza di lieviti autoctoni a temperatura controllata di 16/18 gradi con un affinamento per 4/5 mesi. Nel 1984 il Conte Giuseppe Tasca d’Almerita decise di celebrare i 50 anni di matrimonio con la moglie Franca con un vino che raccontasse “il loro immenso amore”. Vino nato da una composizione unica, Insolia e Sauvignon, quest’ultimo proveniente da una vigna presente a Regaleali dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Bel floreale, note di zagara al naso, che ci portano nell’isola. Erbe aromatiche, nuance agrumate e citrine e note di frutta bianca. Al gusto bella sapidità e acidità con un ritorno gusto olfattivo e una lunga persistenza.

 

Tascante Ghiaia Nera 2016

Sicilia Doc

89/100

100%di Nerello Mascalese, allevato a spalliera da vigneti giovani nella contrada Piano Dario, versante Nord-Est del vulcano. Terrazzamenti a muro a secco circondati da boschi di castagno, con un suolo di origine vulcanica di età diversa. Fermentazione in vasche di acciaio a temperatura controllata e affinamento in botti di rovere di Slavonia da 60 ettolitri per 12 mesi. Sentori di piccoli frutti rossi, note balsamiche, e poi la caratteristica mineralità sulfurea, note silicee del terroir. Al gusto tannini morbidi, di grande piacevolezza e freschezza.

 

Cannolo Siciliano

100/100

È il re dei dolci siciliani. Ricotta delle pecore allevate nella tenuta di Regaleali e spruzzata di Pistacchio. Cannoli riempiti dallo Chef della tenuta Capofaro, Ludovico De Vivo. Sublimi e indimenticabili per chi vive da emigrato…

Manlio Giustiniani (l’emigrato)

 

 

tascadalmerita.it