TENUTE LA MONTINA: AFFINAMENTI A CONFRONTO

E’ ormai un appuntamento fisso quello organizzato da Tenute La Montina, ovvero presentare alla stampa specializzata vecchie annate dei suoi Franciacorta con due sboccature diverse: una fatta dopo qualche anno dalla vendemmia e l’altra dopo una decina di anni e proveniente dalla riserva di famiglia.
La Montina si trova a Monticelli Brusati ed è nata nel 1987, per volere di tre dei sette fratelli Bozza: Vittorio, Gian Carlo e Alberto. La sua area vitata si sviluppa oggi su una superficie di circa 72 ettari, dislocati in 7 Comuni della Franciacorta, da cui si ricava una produzione di circa 380.000 bottiglie annue.
L’azienda si estende in complesso di 12.000 mq e, oltre alla produzione di Franciacorta, ospita Villa Baiana, elegante location per la celebrazione di eventi privati e aziendali; Baiana Centro Congressi dotato delle più moderne attrezzature per i convegni e il Museo di Arte Contemporanea, primo ed unico in Franciacorta, nonché un’esposizione permanente delle opere dell’artista Remo Bianco. Periodicamente il Museo ospita personali di artisti contemporanei internazionali. Ultima ma non meno importante, l’Associazione no profit “Dedicato A Te”, fondata nel 2013 da Barbara Bozza, figlia di Giancarlo, e dal marito Luca Pasini, in seguito alla scomparsa del loro secondogenito per una rara forma di tumore, con l’obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca.


La degustazione è stata condotta da Nicola Bonera, uno dei numeri uno della sommellerie, Miglior Sommelier d’Italia nel 2010 e, come ironicamente si è auto definito, “parroco predicatore”. I vini messi a confronto sono stati il Satèn 2005 con sboccatura febbraio 2008 e giugno 2018; Satèn 2006 con sboccatura ottobre 2008 e giugno 2018; Millesimato Brut 2004 sboccatura febbraio 2008 versus Millesimato Brut 2004 sboccatura giugno 2018 e infine Millesimato Brut 2006 sboccatura ottobre 2010 e  giugno 2018.
Tra le otto bollicine degustate ho apprezzato maggiormente il Millesimato 2006, 136 mesi sui lieviti, perché mi è sembrato perfetto, giovane e delicato, con una bella apertura finale, mentre tra i due Satèn il 2006 pur restando ampiamente bevibile non mi ha entusiasmato. Una nota speciale per i Satèn 2005 dove il 24 mesi mi è parso più complesso e strutturato rispetto al 148 mesi, che forse ha ancora bisogno di un po’ di tempo per esprimere tutto il suo potenziale. Due bolle sensuali che in modo diverso regalano piacevoli emozioni, con un piglio più marcato per il Millesimato Brut per via dell’assemblage di Chardonnay e Pinot Nero.

Dopo la degustazione è seguita la visita alla cantina e una cena placée preparata dal giovanissimo e talentuoso chef David Fiordigiglio, che ha raccontato nel menu “la sua estate” con piatti creativi abbinati a Franciacorta Brut, Satèn, Quor e Rosé Demi-sec.

 

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