VIENNA, CAPITALE AL CALICE (VOL. I)

C’è un fraintendimento riguardo la cultura austriaca, spesso identificata con quella tedesca. Un fraintendimento che si ripercuote anche nel settore enogastronomico.
Ce lo spiega Claudio Magris in Danubio: “Il Danubio è spesso avvolto da un alone simbolico antitedesco, è il fiume lungo il quale s’incontrano, s’incrociano e si mescolano genti diverse, anzichè essere, come il Reno, un mitico custode della purezza della stirpe.” Un fiume che accoglie culture profondamente diverse, vocato all’internazionalità, con un cultura del cibo più vicina alla ungherese che alla tedesca.
Se l’Austria, semplificando, è dunque più Mitteleuropa che germanesimo, non deve sorprendere che Vienna sia una importante città del vino, forse molto più che della birra. Una città con un apparente ordine esteriore creato da un senso di ribellione interiore.

Addirittura non è possibile parlare di Vienna senza menzionare il suo vino, così come è impossibile descrivere la capitale austriaca senza menzionare il Duomo di Santo Stefano, la Reggia di Schönbrunn e i Piccoli Cantori.
Nato come prodotto per i tipici Heurige, le osterie cittadine di cui parleremo nel prossimo appuntamento, il vino della capitale è ormai stabilmente ai vertici della qualità austriaca.
Vienna è l’unica metropoli al mondo che può vantare all’interno del proprio territorio urbano una produzione enologica degna di tal nome, motivo per cui il vino è anche un po’ l’emblema della città.

Ma il vino viennese è molto di più: esso costituisce anche un fattore economico, un elemento caratterizzante della città, un contributo all’ecosistema urbano ed anche al benessere dei cittadini. Una legge unica al mondo prevede dall’inizio del 2015 che le superfici vitivinicole cittadine vengano utilizzate in modo da tutelare i vigneti dalle speculazioni edilizie, come se i vigneti della città fossero tutelati dalla sovrintendenza ai monumenti.
Dopo che, perde cenni, il vino viennese è stato associato esclusivamente agli heurige, ora il vino a Vienna è sulla bocca di tutti, e questo nel vero senso della parola. Vienna si fa notare sempre di più in qualità di regione vitivinicola, il vino viennese ogni anno è al centro di numerose manifestazioni e le sue varietà hanno ormai un posto fisso in molti locali, ristoranti ed enoteche della città.

 

LA REGIONE VITIVINICOLA E IL SUOLO

Vienna non è soltanto una regione e la capitale dell’Austria ma anche un’area vitivinicola a sé con una superficie di circa 700 ettari e una produzione media di 2,4 milioni di litri all’anno. L’80% della superficie coltivata è dedicata a diverse varietà di vitigni bianchi come Riesling, Weissburgunder, Grüner Veltliner, Sauvignon blanc e Gelber Muskateller, con i quali si producono vini fruttati ed eleganti. Negli ultimi anni però si è risvegliata anche l’attenzione per i vini rossi, e si coltivano così soprattutto uve Zweigelt e St. Laurent, ma anche varietà internazionali attualmente molto in voga come Merlot, Pinot noir e Syrah. Grazie al clima pannonico, le uve possono giungere a piena maturazione, mentre i venti del nord conferiscono loro il carattere fruttato e la freschezza. Una perfetta combinazione, grazie alla quale nascono ottimi vini profumati e raffinati che si adattano anche ad accompagnare una sostanziosa merenda all’heurige o le specialità della Cucina Viennese.

A dispetto dell’unità ammnistrativa, la vigna viennese presenta una certa varietà geologica.
I vigneti del nord ovest, per la precisione dei distretti di Döbling, Dornbach e Ottakring si nutrono di rocce sedimentarie, il cosiddetto flysch, e di marne colorate, nonché dei sedimenti del bacino viennese risalenti al Neogene.
Il flysch è costituito da arenarie in parte calcaree e in parte ricche di quarzo, con strati di marna e argilla.
I sedimenti marini sono composti da calcare consolidato, sabbia e ghiaia sciolte e per lo più grossolane e raramente da marna, depositate dai 16 ai 12 milioni di anni fa.
Qui prevalgono Riesling e Weissburgunder (il nostro Pinot Bianco).

Anche il substrato dei vigneti dei distretti di Mauer e Kalksburg, a sud del centro, è formato da sedimenti del bacino viennese, sviluppatisi a causa della deposizione da parte di fiumi e flussi di detriti dai boschi di Vienna di ghiaia sabbiosa che si sono solidificati come conglomerati o brecce.
Qui prevalgono corposi blend, sia bianchi che rossi.
I vigneti di Stammersdorf e Hungerberg, a nord est, e Oberlaa, a sud del centro, si trovano invece su terrazze che rappresentano i vecchi livelli del Danubio, e sono costituiti da ghiaie ricche di quarzo con uno strato superficiale argilloso e una base formata principalmente da ghiaia sabbiosa o sedimenti a grana fine, definiti localmente come Tegel, del bacino di Vienna.
Nel nord est vengono coltivate la varietà Borgognone, Chardonnay e Pinot Noir, e vengono prodotti vini rossi.

 

 I NOSTRI CONSIGLI

Wiener Riesling 2018 Ried Preussen Nussberg

 

Weingut Mayer am Pfarrpltaz

 

Wiener Riesling 2018 Ried Preussen Nussberg. Colore scarico e molto vivo, tocco di idrocarburi, pesca, il palato è pieno e secco, molto vivo, fresco senza essere teso.

 

Stift Kleusterneuburg

 

Wiener Gemischter Satz 2019. Questo blend di vigna di uve bianche intreccia note aromatiche e un tocco di lievito, al palato l’acidità è viva ma dolce, il finale aromatico.

Wien Weissburgunder Reserve 2018. Dorato pieno, sfumatura di cenere tipica del vitigno, albicocche, pesche, il palato è molto fruttato, il finale un po’ appiccicoso ma lungo.

Wien Pinot Noir Reserve 2016. Classico Pinot Noir mitteleuropeo: fragrante e amarognolo, su note di tè nero. Finale complesso, su note di balsami e cumino.

 

Wiener Gemischter Satz Ried Hackenberg

 

Kroiss

 

Wiener Gemischter Satz Ried Hackenberg 2016. Giallo verdognolo scarico, idrocarburi e mango, al palato entra leggero e fruttato, per poi esprimere una carica acida impressionante. Finale di mango, pesca, idrocarburi, potenza senza peso, profondissimo.

Wiener Gemischter Satz Ried Reissern 2017. Verdognolo medio, più disteso e fruttato ma sempre elettrico, note da Sauvignon (pesca noce), finisce asciutto su una nota di banana.

 

Weingut Rotes Haus

 

Wiener Gemischter Satz DAC Erste Lage Ried Preussen-Nussberg 2017. Blend di Chardonnay, Pinot Blanc, Pinot Gris, Neuburger e Traminer, per un vino imponente nelle note di frutto e biscotti, dal palato speziato e potente. Finale cremoso e molto lungo. Un grande vino.