IL VIGNETO RITROVATO: LA SFIDA DI MONTELVINI

Non c’è nulla di più simbolico e antico del dare un nome a qualcosa o a qualcuno. Un atto dalle precise connotazioni antropologiche, che affonda la sua valenza persino nella Bibbia, quando Adamo viene chiamato a dare un nome a tutti gli animali del creato. Quello che può sembrare un atto semplice, cela in realtà la precisa responsabilità dell’essere umano su quella cosa, che – non appena nominata – prende forma, trasformandosi talvolta in un progetto. Capita coi figli, con gli animali, e può capitare persino con un vigneto.

Montelivini, il vigneto ritrovato

E’ questo il caso di Montelvini, un gruppo da 24 milioni di euro, di cui 6.5 milioni nell’export, che ha ridato vita a un antico vigneto nel cuore di Asolo, in provincia di Treviso. Ogni barbatella porta il nome di qualcuno legato alla famiglia Serena, titolare di Montelvini, dei suoi amici, dei brand ambassador e di un piccolo gruppo di giornalisti. Sofia, Alberto, Alessandro, Fabio e Paola sono alcuni dei nomi che campeggiano sui cartelli che indicano le barbatelle di Glera, clone ISV VA8, che daranno i primi frutti solo nella vendemmia 2021. Questo vigneto produrrà, secondo le stime, circa 5000 bottiglie di un extra brut che verrà messo in vendita nel 2022.

Montelivini: da sx Eleonora Pedron, Alberto e Sarah Serena

Un atto di responsabilità, quello della famiglia Serena, che testimonia il suo legame col territorio, la sua cura e valorizzazione. Questo progetto riporta la vigna laddove è sempre esistita, in quel terreno scosceso alle spalle della cosiddetta “Villa degli Armeni”, fatta edificare nel 1558 dalla nobile famiglia Contarini.

Montelivini: da sx Alberto, Sarah e Armando Serena

Un Vigneto Ritrovato immerso nella bellezza, osservabile da uno splendido giardino all’italiana, il cui progetto ha coinvolto un pool di professionisti, fatto da architetti, specialisti del paesaggio, docenti universitari, documentaristi, storici, istituzioni comunali ed esperti di viticoltura. Tra questi il CREA-VE (Centro di Ricerca per la Viticoltura e l’Enologia), ha individuato un clone di Glera tipico dell’area (il ISV VA8), quasi completamente scomparso negli anni perché poco produttivo.

L’iniziativa rientra nel progetto “Alleati in vigna”, che lega Montelvini all’ambizioso obiettivo di essere ambasciatori del Prosecco in Italia e nel mondo. Alberto Serena, AD di Montelvini: “Si tratta di un progetto di condivisione che parte dal territorio attraverso il coinvolgimento dei nostri clienti, che saranno da noi supportati nel lavoro di promozione e divulgazione delle nostre eccellenze vinicole. Un modo concreto e diretto per scoprire un patrimonio enologico ancora poca conosciuto e le peculiarità della nostra DOCG Asolo Montello”.

In questo territorio si contano ben tre DOCG: Asolo Prosecco, Asolo Prosecco “frizzante” e Asolo Prosecco “Spumante Superiore”. Da Asolo nasce molto più di un vigneto, quindi, perché prende il via di fatto il rilancio di questa denominazione, certamente poco nota rispetto a quella di Conegliano Valdobbiadene. Il Vigneto Ritrovato ha di fatto un nuovo nome, non ufficiale, ma che nasce da quel senso di responsabilità, che si è assunto il gruppo Montenvini. Questo nome si chiama “sfida”.

 

 

montelvini.it

 

Cover: Armando Serena, Montelivini