VINI DELL’ALTO ADIGE: DUE REALTÀ, TANTE ECCELLENZE

Da un lato ci sono le grandi cooperative, dall’altro lato piccoli e medi viticultori indipendenti, ma tutti hanno un solo obiettivo: produrre vini di grande qualità

La viticultura dell’Alto Adige è estremamente parcellizzata, molti vignaioli non possiedono più di un ettaro di vigne e pochi sono coloro che coltivano più di 30 ettari. Pertanto alcuni viticultori hanno preferito unire le forze, riunirsi in cooperative e consorzi, spesso di proporzioni notevoli, con centinaia di soci. Altri hanno preferito continuare in proprio e puntare su una produzione di vini anche limitata, ma a suo modo unica. E quindi puntare sull’eccellenza. Tutto questo ha creato ovviamente qualche attrito, ma al tempo stesso è una spinta notevole a gareggiare gli uni con gli altri in vigna e in cantina. Qui si “lotta” per conquistare e coltivare anche in condizioni davvero estreme i migliori terreni e vigneti, dai pendii intorno al Lago di Caldaro fino ai masi oltre i mille metri di altitudine. Dai vitigni più vocati per la Schiava a quelli dove il Pinot Nero esprime il meglio di sé. Qui si coltivano almeno 20 varietà diverse, grazie all’ampia varietà dei terreni e alle favorevoli condizioni climatiche. Qui il territorio è tutto. Qui la denominazione “Vigna” indica la provenienza di un vino da un unico vigneto. Qui in Alto Adige, i grandi consorzi come i viticultori indipendenti gestiscono le proprie cantine con criteri e tecnologie innovative e con competenze notevolissime. Consapevoli di possedere un tesoro vitivinicolo unico. Qui si fa a gara per ottenere il miglior Gewurtztraminer, un Sauvignon memorabile, un Pinot Nero da urlo, un Lagrein strepitoso, Pinot Bianco e Pinot Grigio formidabili, Chardonnay da far impallidire tutti gli altri produttori di Chardonnay.

E il bello è che sovente si raggiunge l’obiettivo. E il bello dell’Alto Adige è che qui i vini parlano tante lingue europee, l’italiano, il tedesco, il ladino e che il suo territorio si trova a cavallo tra l’Europa e l’Italia, tra le Alpi e il mediterraneo.

 

Durante le giornate “Enjoy It’s From Europe” abbiamo assaggiato le bottiglie più prestigiose di molte interessanti cantine. Ecco una selezione di quelle che ci hanno particolarmente colpito.

 

HOFSTÄTTER

Tra i viticultori più dinamici e produttivi dell’Alto Adige va certamente segnalato Martin Foradori. Vero e proprio guerriero del vino e insieme sentinella del territorio. Ogni bottiglia è una medaglia. D’oro, argento o bronzo, giudicate voi. Tra le medaglie d’oro della Cantina Hofstätter c’è certamente Barthenau Vigna S. Urbano. Un cru di Pinot Nero proveniente dalla tenuta di Mazon, con viti che hanno anche oltre 65 anni di età. Il vino matura almeno 28 mesi tra botti piccole di rovere, botti grandi e bottiglia.

 

CANTINA BOLZANO

Le referenze di questa cantina sono tantissime e con un alto livello qualitativo. Molti sono i suoi vini di cui ci si può innamorare. Eppure non ci stanchiamo di portare in tavola il Lagrein Riserva Taber. Il capitello ionico viola in etichetta individua il vino, ma è l’annata il dato a cui fare più attenzione, perché più passano gli anni maggiore è il piacere. Anche le viti da cui proviene hanno la loro età, almeno 80 anni. E nel bicchiere tutta la sua storia si sprigiona conquistando naso e bocca con con una sinfonia di note gustative.

 

FRANZ HAAS

Di Franz in Franz questa azienda familiare dal 1880 è dedita alla viticoltura con eccellenti risultati. Una generazione più visionaria e audace dell’altra (come insistere sull’impiego del tappo a vite). Fino a spingersi a piantare vigneti oltre i mille metri sul livello del mare e creare cuvée uniche, quali il bianco Manna (Riesling, Kerner, Chardonnay, Gewürztraminer e Sauvignon) e soprattutto elevare il Pinot Nero a livelli sempre più alti, con un lavoro sapiente in vigna quanto in cantina.

 

CANTINA TERLANO

Quasi 150 soci che a mala pena possiedono mediamente un ettaro di vigneto e una storia cominciata nel 1893 con la vocazione per i vini bianchi. Una cantina che continua a guardare avanti, con una serie di prodotti davvero eccellenti e punte di diamante quali la selezione “Rarità”, che comprende bottiglie da favola, maturati per almeno 10 anni sui lieviti fini in botti d’acciaio. Vedi l’ultimo Rarità Pinot Bianco 2005. Mozzafiato.

 

ELENA WALCH

Elena e le sue figlie sono come le pistolere dell’Alto Adige. Anno dopo anno estraggono dalla cantina vini micidiali, che sia un Pinot Nero, un Gewurtztraminer, un Pinot Bianco o un Pinot Grigio. Ogni singolo vigneto è considerato e trattato come un tesoro. Il terroir non è solo uno slogan, ma cultura da trasmettere da generazione a generazione. Bere per credere.

 

CANTINA TRAMIN

Qui il Gewürtztraminer non è un idolo, ma un sogno che si realizza annata dopo annata, grazie al lavoro e alla passione di 300 viticultori. Un esercito compatto di agricoltori che curano un territorio antico e insieme guardano al futuro. Così nasce uno dei vini più pregevoli e pregiati dell’Alto Adige, Spätlese Epokale, che affina per sette anni nella miniera di Monteneve, in Val Ridanna, ad oltre 2000 metri di quota.

 

TIEFENBRUNNER

Difficile segnalare un solo vino tra le tante eccellenti etichette della storica famiglia altoatesina, che da cinque generazioni coltiva l’arte vinicola nella regione. Regione estremamente vocata, tuttavia, nella coltivazione di un vitigno internazionale quale il Sauvignon Blanc. Ed ecco allora un Sauvignon che nel calice trasmette l’essenza delle Dolomiti e di un terroir unico. Un Sauvignon, magari da non bere immediatamente, perché grazie alla sua notevole longevità si può stappare anche dopo diversi anni dal suo rilascio. Ci riferiamo quindi al Sauvignon Blanc Riserva Rachtl. Una vera e propria perla incastonata in una corona ricca di aromi e sapori, danne note di pietra focaia e grafite fino ai sentori fruttati più esotici e un sorprendente e persistente finale al palato, che non chiude la degustazione, ma suscita subito il desiderio di riempire di nuovo il calice.

 

CANTINA KALTERN

Un’altra realtà sociale profondamente legata al territorio, in particolare quello che circonda il Lago di Caldaro è questa grande cooperativa storica, capace comunque di rinnovarsi nel tempo. E tra le principali e più recenti innovazioni vi è la nuova linea di vini chiamata Quintessenz, una selezione di vigneti e uve, tra i migliori dei propri soci conferitori. Su ben cinque varietà: Sauvignon, Kalterersee, Cabernet Sauvignon, Pinot Bianco, Moscato Giallo dolce. E tra esse spicca, a nostro parere, il Kalterersee Classico Superiore Doc, ovvero la Schiava, vitigno su cui l’enologo Andrea Moser sta conducendo negli ultimi anni un lavoro davvero eccellente.

 

TENUTA PFITSCHER

Dai vigneti piantati su pendii assai ripidi e scoscesi della zona di Gleno, a Montagna, proviene un’altra notevole testimonianza del Pinot Nero altoatesino, Il Matan Riserva. Vino robusto, ma anche di grande freschezza e facile bevibilità. Una nota caratteristica di tutti i vini della maison, che tra l’altro vanta di essere la prima Cantina certificata CasaClima Wine d’Italia. Assolutamente da visitare.

 

CANTINA CORTACCIA (KURTATSCH)

La forte pendenza caratterizza anche i vigneti che si estendono tra i 200 e i 900 metri s.l.m. della cantina che riunisce 190 viticultori per 190 ettari vitati. Una cooperativa con anche una suggestiva sede storica risalente al XVI secolo, che ospita una barricaia, un archivio enologico e un ambiente adibito alle degustazioni. Ed ecco Alto Adige Cuvée Bianco Doc Amos, l’esclusiva bottiglia rappresentativa dei grandi bianchi altoatesini. Un blend di sei uve, selezionatissime, sostenuto in gran parte da Pinot Bianco, Pinot Grigio e Chardonnay, con aggiunte di vitigni autoctoni e internazionali più aromatici in percentuali che variano da annata ad annata.