FEUERSTEIN NATURE FAMILY RESORT, A MISURA DI BAMBINO
Giocare nella sabbia e nel fango è un sogno di bambino che ci riporta agli anni spensierati dell’infanzia e ogni tanto torna a farsi strada in noi. Nella stanza del fango del resort Feuerstein Nature Family Resort in Val di Fleres, si può. Un ambiente luminoso, vetrato, sorvegliato, in totale sicurezza, senza timore di sporcarsi o farsi male, dovei bambini, muniti di apposite tutine e stivaletti in gomma, possono giocare con la sabbia e il fango, con pale e secchielli, fino a quando ne hanno voglia. È solo una delle tante attività, che i più piccoli possono svolgere, in questo esclusivo resort family altoatesino, dove le premure che vengono profuse ogni giorno, rispecchiano una proposta che pone i bambini al centro e solleva i genitori, che in qualsiasi istante possono unirsi ed essere coinvolti.

Questo e tanto altro al Feuerstein Nature Family Resort, una meta nella natura, totalizzante per la famiglia, a cui affidarsi per soggiorni sartoriali che prevedono attività diverse, a seconda dell’età e delle esigenze, un luogo magico, che sarebbe piaciuto alla pedagogista Maria Montessori, tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia, a cui si deve una filosofia diffusa in tutto il mondo, basata sul processo naturale di apprendimento dei bambini, che diede il via, a una vera e propria rivoluzione pedagogica. Tutto inizia nove anni fa, nel 2017, quando l’imprenditore altoatesino Peter Mader, insieme alla moglie Sarah, decide di affidare all’architetto Volggeruna delle sfide più complesse della sua carriera, la realizzazione del family resort Feuerstein in Val di Fleres, nel nord dell’Alto Adige, a pochi passi dall’Austria. Una struttura innovativa, inserita in modo armonioso nel contesto paesaggistico della valle, che ha impegnato lo studio Baukraft, 30 imprese artigiane e 250 operai per ben 256 giorni. Gli eleganti interni del resort, realizzati con materiali naturali, il legno, la quarzite argentata, la lana, grazie alle ampie vetrate si fondono con le cime, i boschi e le radure, diventando tutt’uno con l’ambiente esterno.

Qui la sostenibilità non è un obbligo è un valore, il resort è autosufficiente al 100%, dal punto di vista energetico, grazie al riscaldamento a cippato e alla vicina centrale elettrica, operando al 98,4% senza impiego di plastica, l’acqua viene da una sorgente di montagna e la cucina è focalizzata sui produttori locali della Val di Fleres, attenti alla qualità, al benessere degli animali e a pratiche naturali nelle coltivazioni, sostenendo i cicli dell’economia locale, con percorsi di trasporto brevi. È davvero un paradiso per piccoli e adulti, questo resort al termine della Val di Fleres, a 1.250 metri di altitudine, a pochi chilometri dal Passo del Brennero, principale valico dell’arco alpino, che in oltre duemila anni ha visto passare viaggiatori illustri di ogni ordine e grado, da Goethe a Mozart, da Dürer a Michelangelo, da Carlo Magno a Federico Barbarossa. Un idilliaco resort adagiato al culmine di una valle chiusa densa di storia e tradizioni, ultima propaggine rigogliosa in territorio italiano, prima del confine con l’Austria. Un luogo immerso nella natura, circondato dalle Alpi innevate dello Stubai, montessoriano nella filosofia, che dal primo all’ultimo giorno del soggiorno pone i più piccoli e i genitori al centro della proposta, attraverso un’esperienza immersiva che riporta all’essenza dell’ospitalità. Nella Baby & Mini Room, ampliata di recente, c’è la casa delle bambole, con le macchinine in legno e la pista da corsa, l’angolo delle coccole, della creatività e dei libri, oppure ci si arrampica sul nido d’ape o ancora ci si immerge nel catino della polenta o si fa un pisolino nella stanza della nanna.

Baby & Mini Room
Per gli adolescenti, c’è la nuova Action Room, con il percorso Ninja Warrior a ostacoli, il trampolino Valo Jump con giochi interattivi o la Teenie Room, un’area libera dai genitori, accessibile 24 ore su 24, con la tessera della camera, per guardare un film, leggere o giocare con i compagni,ma anche il laghetto balneabile, al centro del Feuerstein, con la zattera dei pirati e le case sugli alberi. E ancora il mini-calcio, la pallacanestro, l’hockey indoor, la parete per arrampicare, il fienile dei giochi, la falegnameria, l’atelier di pittura. E all’esterno attività per la famiglia, altrettanto gratificanti, per il corpo e la mente, abbandonandosi a rigeneranti camminate nei boschi, attrezzate per il passeggino, per raggiungere le Cascate di Fleres, circondati da cime imponenti, percorrendo il sentiero delle malghe, con tour in vetta ed escursioni in bicicletta, per raggiungere la vicina fattoria degli animali o salire in quota con le cabinovie di Ladurns, Monte Cavallo e Racines, per avvicinarsi alle cime, ma anche i corsi di nuoto, aggiunti in queste settimane, per imparare a nuotare da zero o per perfezionarsi, dai quattro anni in poi, nella Didactiv Pool, anche con lezioni individuali. Un contesto lontano da tutto, con uno staff qualificato che si prende cura delle più intime necessità degli ospiti, per poter davvero staccare, mentre il bambino si riappropria della dimensione del gioco.

Che sarà un’esperienza non consueta, lo si scopre fin dai primi minuti, al momento del check-in, dove i bimbi possono giocare in un’area sicura, mentre i genitori sbrigano le incombenze amministrative, con un bancone su due livelli, accessibile per i bimbi, che mentre salgono le scale, possono disporre di un corrimano alla loro altezza. Anche gli adulti sono importanti al Feuerstein, per loro ci sono altrettante opportunità di divertimento e relax, come la Mountain Spa, dove l’energia della natura e delle montagne, scorrono insieme all’acqua cristallina, grazie a una superficie di 3.000 metri quadrati per vivere preziosi momenti di benessere e tranquillità, con l’area Adults Only, la Family Sauna, le tre piscine indoor, l’outdoor infinity pool con il turbo-scivolo, insieme a un’ampia gamma di trattamenti, alle lezioni di yoga, alla sala fitness. La cucina è centrale al Feuerstein, si basa su alimenti freschi e stagionali della Val Fleres e su ciò che produce l’orto del resort, scandisce lo scorrere della giornata, con il monumentale breakfast della mattina, il buffet del pranzo e del pomeriggio, la cena della sera con cinque portate e proposte per adulti e bambini, con tutto ciò che occorre, dai seggioloni, alle posate della Lego, ai bavaglini.

Andrea Moccia
A guidare le 14 persone dello staff di cucina, lo chef Andrea Moccia, arrivato da un anno al Feuerstein, con una filosofia alpino-mediterranea, che si ispira alle tradizioni culinarie altoatesine, alle sue esperienze e alle sue radici campane. Il ristorante gourmet Artifex con soli cinque tavoli, è il laboratorio delle meraviglie dello chef campano, classe 1980, un luogo dove tutto è possibile e nascono piccoli capolavori, che raccontano la sua dimensione espressiva, la sua abilità, il suo denso percorso professionale e umano. “Ho iniziato a cucinare con le mie zie sin da piccolo e ho fatto i miei primi esperimenti. È con loro che ho sviluppato la mia passione. Cucinare per me è allo stesso tempo evasione e soddisfazione, soprattutto quando gli ospiti apprezzano i miei piatti”. Per diventare chef, capisce che deve viaggiare e acquisire le competenze tecniche necessarie, così, dopo l’Alberghiero parte per Rimini dove fa una stagione, il rapporto fiduciario consolidato con l’executive chef in quei pochi mesi, gli procura un secondo ingaggio al prestigioso Castello di Monte Gridolfo, della stilista Alberta Ferretti, in Val Conca, sei anni densi, nei quali lavora accanto agli chef Tiziano Rossetti e Felix Lo Basso. Ed è proprio con lo chef pugliese che coglie l’opportunità di andare in Alto Adige, per insediarsi all’Alpen Royal, poi va a Racines e infine prende le redini della cucina del Granbaita Dolomites di Selva di Val Gardena, dove rimane per sedici anni, prima di approdare un anno fa al Feuerstein Nature Family Resort.

Entrée
La sua è una cucina delle idee e delle materie, senza frontiere, pensiero e competenze tecniche affinate tra Campania e Alto Adige, si fondono, mostrando mano ferma, tecnica ed efficaci accorgimenti stilistici. “La responsabilità è arrivata passo dopo passo, ma non mi sento mai arrivato: voglio continuare a imparare e scoprire cose nuove”. Ampia e stuzzicante la scelta dei menù degustazione, con il sei portate; l’otto portate; il Giro del mondo; l’Altitude, ma affidarsi allo chef è sempre la migliore delle opzioni, soprattutto quando il percorso professionale è di livello e la carta si palesa ricca di suggestioni, lasciando trasparire tecnica e talento. Si comincia con i croccanti e saporiti grissini di segale all’olio di oliva, i taralli con farina di porcini, il cardoncello essiccato con liquerizia, la chips di polenta con farina di girasole, i cracker di patate con garum di verdure fermentate. Tra gli Amouse bouche, la Finta oliva, con farcia di olive, polvere di olive e foglioline di capperi; la Crocchetta di zucca, dolce all’interno, con parmigiano e fior di carota; il Cannolo di sfoglia, con farcia di scamorza affumicata e prosciutto di rapa rossa; la finta Caesar salad con fogliolina di verbena; la Tartelletta di alghe e mozzarelline, con tartare di trota e uova; inaspettato quanto riuscito lo Gnocco fritto con speck di malga di Vipiteno.

Capasanta Jack
La successione dei piatti è un crescendo, che porta a entrare nel vivo con l’eccellente Astice blu canadese, in tre parti, contornato da puntarelle croccanti e cialde dai ritorni erbacei, in armonia con le note animali della salsa nduja e la freschezza del pomelo. La chela grigliata, la chela cotta a bassa temperatura nell’olio e il busto del carapace cotto a vapore, servito con un dressing a base di ciliegia fermentata, che con la sua acidità, solo apparentemente contrasta il bilanciamento dei sapori e conduce il piatto a un equilibrio sublime. Impareggiabile la Capasanta Jack, nelle tre forme e consistenze, con il tiramisù di capasanta grigliata, creme fresh, polvere di cacao amaro, purea di sedano rapa e chips al miso; la zuppetta di capasanta con zucca, brunoise di verdure, caviale e tartufo nero; e la granita di mela verde, chips di carota croccante e capasanta in cruditè.

Homarus
Goloso e lattico, il Risotto al formaggio di grotta, con riso di Termeno (unica varietà autoctona altoatesina), mantecato al formaggio di malga affinato in grotta, servito con spuma di formaggio, radicchio cotto nel vino rosso e in aceto di lampone e bruscandolo, spolverato con polvere di porro. Una vera delizia la Trota alla mugnaia, efficace rilettura dello storico piatto francese, amato da Picasso, dove la salsa al frutto della passione, sostituisce il limone, insieme a polvere di asparago, carpaccio di asparago, asparagini con gambo, chips di pane alla zucca. Menzione di merito al personale di sala, che fornisce un contributo determinante all’esperienza, grazie a un servizio accurato, premuroso, attento, con il sommelier sempre a suo agio nel consigliare il miglior pairing possibile, attingendo a una cantina ampia e ricercata.
feuerstein.info
Photo credits: Hannes Niederkofler