LAMOLE DI LAMOLE: VERTICALE 1995-2014

L’habitat di Lamole è pressappoco un altipiano, una balconata sull’incantevole valle di Greve in Chianti. E’ qui che il Gruppo Santa Margherita ha acquisito nel 1993 la tenuta di Lamole di Lamole investendo nella salvaguardia e nel potenziamento di una delle sottozone più affascinanti di tutta la denominazione. Più di 50 ettari vitati, tra i 350 e i 600 m slm, sui tipici suoli di macigno toscano con inserti di galestro e alberese, su cui nascono nettari che restituiscono le genuine sensazioni del territorio chiantigiano e che riposano in una cantina edificata tra il 1350 e il 1450.

 

LAMOLE DI LAMOLE

Chianti Classico Dogc

 

 

Riserva 2014 – 92/100

Una freschezza abbastanza pungente con frutto croccante di grinta puerile. Eccellente tensione gustativa che manifesta egregiamente il macigno del Chianti. Il ferro e il manganese sembrano trionfare in un circolo virtuoso di salinità e sapidità.

 

Riserva 2012 – 87/100

Profumi terziari di cacao e foglie di tabacco che si manifestano con lieve timidezza. Frutto maturo, discreta evoluzione. Cremoso, avvolgente, sicuramente rotondo, con un finale forse inatteso, ma gradevolmente amaro.

 

Riserva 2005 – 88/100

Sottobosco, tartufo ma anche tanta prugna. Sicuramente frutta nera, frutta sotto spirito, fiori in macerazione e qualche speziatura. Alquanto penetrante, profondo, talvolta anche graffiante, in cui l’alcolicità e il tannino diventano assoluti protagonisti.

 

Riserva 2001 (Vigneto di Campolungo) – 94/100

Olfatto sopraffino di erbe montane. Balsamicità trionfante che precede una folata di rose appassite. Possente ma equilibrata struttura, tannino oltremodo setoso. Una spumeggiante salinità chiude un sorso di notevole freschezza e persistenza.

 

Riserva 1999 – 93/100

Tocchi marsaleggianti per nulla invasivi o disturbanti. Polvere di caffè e liquirizia si alternano a garbate note di tostatura. Ottimo l’equilibrio al palato. Freschezza, salinità e lunghezza davvero sopra le righe.

 

Riserva 1995 (Vigneto di Campolungo) – 91/100

Naso lievemente terroso, vernice, anche con cenni di plasticità. Acidità evidente, a tratti esuberante, comunque corretta e molto piacevole. Ammanta con la sua delicatezza agrumata di arancia sanguinella e termina quasi sornione, lasciando trapelare ancora brio e un deciso nerbo chiantigiano.

 

 

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