Il nome del locale, che sorge ai primi del Novecento, e poi cade in disuso, è ironicamente provocatorio, e si ispira al palazzo che lo ospita: in antichità un convento francescano che, si narra, abbia ospitato anche Dante Alighieri.

Quindici anni fa Massimo, riapre questa osteria tipica veneta, vino al bicchiere e bocconcino di pane al latte, come si usava un tempo a Verona, nel cuore del centro storico, a pochi passi da Ponte Pietra e davanti all’Anfiteatro romano, facendola evolvere, col tempo, in ristorante.

Una cantina che vanta oggi circa 1400 etichette, alcune esposte sulla parete che nasconde, ma non troppo, la cucina semi a vista che si si estende per buona parte del locale, in cui lo chef Luca fonde i sapori tipici della tradizione con più di qualche innovazione, puntando soprattutto sulla carne di cavallo, declinata in differenti ricette, oltre ad alcuni prodotti di importazione francese e spagnola, un’idea innovativa in città, che hanno reso questo indirizzo ormai un punto di riferimento ben conosciuto.

Questo è un locale denso e ricchissimo di storia”, dice Massimo, per quello che racconta da sé, con le sue origini lontane, per quello che sono le leggende e per quello che accade ogni giorno, qui, fra i tavoli, fra gli avventori che si raccontano ed ascoltano l’oste, che all’inizio ha affrontato la sfida affidandosi solo al suo istinto e alla fiducia che un luogo così gli ha ispirato, a ragione, ed oggi ne è fiero e felice.

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ALCOVA DEL FRATE, VERONA

Address

Via Ponte Pietra, 19
Verona Italia

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