Houda Bakkali presenta la sua nuova opera, “Passion Bleue, Passion Rouge”, un progetto che fonde opere fisiche e spazi immersivi, in cui l’arte diventa un’interfaccia per trasmettere conoscenza oltre i tradizionali spazi fisici.
“Uso l’arte come interfaccia e contenitore di conoscenza, sapendo che l’arte è arte. Unica, senza tempo, inspiegabile per sua stessa natura. La sua utilità va oltre qualsiasi messaggio perché è la voce dell’anima del suo creatore. Tuttavia, nel mio lavoro, l’arte assume una dimensione di utilità terrena, al di là dell’emozione e della libertà concettuale ed estetica. È il primo impatto visivo; è anche il contenitore di messaggi che possono essere o meno legati all’opera stessa. È uno strumento per acquisire conoscenza di altri argomenti e ambiti. Trova nuovi spazi – praticamente ogni spazio immaginabile – per informare, educare e intrattenere, oltre la sua prima incarnazione, quella puramente artistica e contemplativa. In questo contesto, trovo nella tecnologia l’alleato perfetto per portare questa interfaccia e questo contenitore oltre i confini fisici, svolgendo funzioni diverse, per spazi diversi e pubblici diversi. La stessa opera in versioni differenti, che, attraverso interattività, animazione e immersione, ci avvicina a contenuti diversi, sempre attraverso lo stesso sguardo, lo stesso stile e la stessa anima. Questa combinazione, su cui lavoro da anni, mi lascia una sensazione di libertà, di arte infinita capace di crescere e reinventarsi continuamente, ma anche, in termini di utilità e impatto pratico nella sfera sociale, solleva molteplici interrogativi, tensioni e linee di lavoro da esplorare all’interno di una duplice passione che si alimenta reciprocamente: passion bleue, passion rouge”, commenta Bakkali.