Con Zéro Dosage, Gosset presenta il primo Champagne nature della propria storia. Una cuvée-manifesto, concepita rinunciando a ogni liqueur d’expédition per restituire la lettura più pura e diretta dell’equilibrio naturale del vino. Il dosaggio rappresenta l’ultimo gesto attraverso il quale lo chef de cave definisce l’assetto finale di uno Champagne. Negli ultimi anni, tuttavia, il suo ruolo è diventato progressivamente più discreto: il cambiamento climatico, l’evoluzione del lavoro in vigna e una selezione sempre più rigorosa delle uve consentono oggi di ottenere maturità ed equilibrio senza dover necessariamente ricorrere all’aggiunta di zucchero. “Zero dosaggio affinché il vino possa esprimersi al cento per cento”, spiega Odilon de Varine, Chef de Cave di Gosset.
L’assenza della liqueur d’expédition, però, non è una semplice sottrazione: richiede che il vino sia pensato fin dall’origine per affrontarla. Un non dosato improvvisato rischia infatti di apparire contratto, soprattutto nella parte conclusiva dell’assaggio. Lo Champagne è stato storicamente dosato anche per attenuare le asperità dell’acidità; quando lo zucchero aggiunto viene meno, occorre cercare altrove equilibrio, profondità e generosità. Diventano quindi determinanti un assemblaggio concepito appositamente e una permanenza sui lieviti sufficientemente lunga da ampliare la tessitura del vino. Per realizzare il primo Champagne non dosato della storia di Gosset, Odilon de Varine ha lavorato proprio su questi due principi. La cuvée è stata inoltre sottoposta a una serie di poignettage, rimessa in sospensione dei lieviti, così da prolungarne e intensificarne il contatto. Una scelta destinata ad accrescere volume e complessità, rendendo possibile l’assenza di dosaggio senza compromettere l’armonia complessiva.
Elaborato prevalentemente sulla vendemmia 2013, completata da circa il 10% di vin de réserve, Zéro Dosage nasce da un assemblaggio composto per il 62% da Chardonnay e per il 38% da Pinot Noir. Le uve provengono da alcuni villaggi emblematici della Champagne: Ambonnay, Bouzy, Cumières, Rilly-la-Montagne, Avize, Cramant e Villers-Marmery.
La fermentazione avviene in acciaio e, secondo la tradizione stilistica della Maison, non viene svolta la fermentazione malolattica. Il tirage, volutamente tardivo, è stato effettuato nella primavera del 2015. Sono seguiti dieci anni di affinamento sui lieviti, prima del dégorgement, avvenuto nella primavera del 2025. Se una permanenza così prolungata in cantina è consueta per i millesimati di Gosset, dieci anni rappresentano una scelta fuori dall’ordinario per una cuvée non millesimata. È proprio questo lungo tempo di maturazione a compensare l’assenza di zucchero aggiunto, favorendo una tessitura più articolata e una maggiore profondità espressiva.