Dalla curiosità di un giovane appassionato alle interpretazioni contemporanee del metodo classico: una riserva che racconta la storia della famiglia Malfer attraverso la profondità del Pinot Nero e la precisione del sorso.
La storia di Reví comincia con un esperimento e qualche tappo saltato. Durante gli anni della scuola di avviamento agrario, Paolo Malfer scopre tra le pagine di un libro i segreti della spumantizzazione e decide di metterli alla prova nella cantina di famiglia. Le prime chiusure non reggono la pressione della rifermentazione e il vino finisce sul pavimento. Paolo torna a studiare, corregge l’errore e assicura i tappi con il filo di ferro. Secondo il racconto familiare, a Natale del 1963 si brinda con le sue prime bottiglie. Nel 1982 quella passione prende il nome di Reví.
Oggi Stefano e Giacomo Malfer proseguono il lavoro del padre, coniugando dimensione artigianale e apertura all’innovazione. Il loro metodo classico trentino ricerca integrità del frutto, freschezza ed equilibrio, anche attraverso affinamenti prolungati. Accanto alla predilezione per il Dosaggio Zero trovano spazio interpretazioni Extra Brut, nelle quali un apporto zuccherino misurato accompagna la struttura del vino.
Il Cavaliere Bianco Riserva Blanc de Noir 2018 nasce interamente da Pinot Nero vinificato in bianco. Il nome richiama l’immaginario cavalleresco della maison e la volontà di custodire l’identità del territorio. Le uve, raccolte all’inizio di settembre 2018, sono sottoposte a pressatura soffice; il mosto fermenta a temperatura controllata, prima della rifermentazione in bottiglia e del lungo riposo sui lieviti. La sboccatura risale all’autunno 2025; il residuo zuccherino dichiarato è di 2,5 g/l.
Nel calice si presenta di un giallo dorato intenso. Il bouquet si apre su pesca, mela, susina e ananas, con sfumature di ribes, lampone e fragolina che richiamano la matrice varietale. Il bergamotto introduce una nota agrumata, seguita da glicine e sambuco. Con l’ossigenazione affiorano mandorle e nocciole tostate, spezie leggere, vaniglia e cioccolato, insieme a una suggestione di pietra bianca. Il sorso è avvolgente e succoso, sorretto da una struttura definita e da un’effervescenza setosa. La freschezza scandisce la progressione, mentre una vena salina accompagna il ritorno del frutto e prolunga il finale, tra richiami agrumati, frutta secca e una persistente impronta sapida e pietrosa. Un Pinot Nero capace di coniugare ampiezza, tensione e misura.