Salina: l’isola dentro l’isola, un cuore vulcanico nel più vasto arcipelago eoliano, tra profumi di macchia mediterranea e tramonti infuocati che si godono da spiagge e insenature. Rappresenta uno tra i più bei scenari naturali e d’attrazione turistica, sia per le sue caratteristiche ambientali e paesaggistiche davvero uniche, sia per la capacità dei suoi abitanti nel sapere salvaguardare e valorizzare la produzione del vino. Viticoltura eroica, vigne su piccoli appezzamenti e filari ordinati su terreni scoscesi arginati da muretti a secco che impongono vendemmie manuali, sono le particolarità di questa terra morfologicamente inquieta. Suoli vulcanici ricchi di sostanze organiche e minerali, nessuna irrigazione dei vigneti ed etichette che esprimono, in un contesto speciale di sole, vento e mare, la bellezza della Malvasia, vitigno principe dell’arcipelago che si narra sia giunto nelle Lipari nel 600 a.C. grazie agli antichi Greci. Cantina Colosi con i suoi 11,5 ettari posti nei migliori areali tra Capo Faro e Porri, è tra i principali produttori di Salina. Un impegno costante nella produzione di vino sin dagli anni ‘70, prima con Pietro Colosi al fianco dell’amico Carlo Hauner, di cui ne diresse anche la cantina, poi dal 1987 con Piero – il figlio – che diede un nuovo impulso all’attività. Negli anni ’90 la scelta di investire nel loro piccolo appezzamento sull’isola di Salina e il successivo acquisto di altre parcelle, fino al completamento, nel 2004, della cantina. Oggi è nuovamente Pietro, la quarta generazione, ad occuparsi dell’attività enologica ampliatasi in Italia e nel mondo grazie anche al sito produttivo di Giammoro in provincia di Messina.
I migliori filari dei terrazzamenti di Capo Faro e Porri, considerati veri e propri Cru, diventano Secca del Capo IGP Salina, un bianco importante e un progetto che nasce nel 2011 per dare ancor più valore e rilievo alla Malvasia delle Lipari, vitigno di evidente intensità aromatica ma anche di grande eleganza. Una Malvasia in cui spinge il territorio, avvantaggiato da vento e mare, che si allunga in vivacità e freschezza, che custodisce una fitta aromaticità di pesche mature, fichi d’india e corbezzolo.
Photo credits: Fabiana Meneghini/Ronny Kiaulehn