Cozzo Mario, un’azienda di Dogliani che, dal 1827, restituisce al territorio le proprie fatiche nel lavorare la terra, nel tempo mutuate per un prosieguo di sensazioni e trasposizioni da vigna a vino sempre più importanti. Dalla storica Cascina Lasagna, la cui costruzione risale al XVIII secolo, si è poi aggiunta come sede operativa la Cascina Braida. In una superficie vitata di circa dieci ettari in cui trionfa giustamente il Dolcetto, c’è anche spazio per Nebbiolo, Barbera, Arneis e Freisa. Cultivar che godono di altezze importanti, coltivate infatti a quasi 500 metri s.l.m.
Langhe Nebbiolo Doc
Un colore trasparente – un rubino che quasi ricorda un grignolino – dal profumo schietto e così nitido: inequivocabilmente si sta parlando di nebbiolo. Basta solo lo sguardo e il bicchiere ti proietta in Langa. La vigna del 2001 è un plein sud, dunque un’esposizione perfetta per l’uva che si trova a Dogliani, non in un posto qualunque delle Langhe. Il sorso è intenso, manifesta tutta la potenza e l’equilibrio dell’annata con un tocco in più: c’è una vinificazione che non punta solo sul frutto ma estrapola freschezza e tannicità, per ricordare l’anima del vitigno che in questa parte più nota per il Dolcetto sembra non ammettere soluzioni diverse. Vino compiuto, da sorseggiare e sorseggiare. Pulito. Un artista di un teatro che resta ammutolito durante il suo monologo.