Lo Chef Yojl Tokuyoshi, nato in Giappone ma cresciuto professionalmente accanto a Massimo Bottura all’Osteria Francescana come sous-chef, dopo 9 anni nel 2015 ha aperto il suo ristorante a Milano e dopo appena 10 mesi ha preso la prima stella Michelin. La sua cucina si basa sull’incontro tra la cultura italiana e quella giapponese che si completano senza sovrastarsi, dando vita a una identità creativa.
Federico Fossati
In questo contesto ideale la brava sommelier Debora Villa ci ha seguiti nella degustazione dei Franciacorta di Corteaura, azienda nata nel 2009 per volontà di Federico Fossati, che da sempre ha avuto un sogno enologico: produrre un vino di grande qualità. Lasciò così lo studio di commercialista e sceglie la Franciacorta come luogo per far nascere il suo progetto, ad Adro precisamente, comune situato a 6 chilometri dal Lago d’Iseo, con il Monte Alto a proteggere i vigneti dal vento e dalla nebbia creando un clima temperato ideale per la coltivazione della vigna.
I 6 ettari vitati a Chardonnay e Pinot Noir con rese sotto i 100 q.li /ettaro sono dislocate nei comuni di Erbusco, Adro, Monticelli Brusati e Rodengo Saiano. Questa varietà di territori, esposizioni, diversità geologica e climatica dà vini di qualità e poliedrici. Federico insieme alla mamma trasforma un antico edificio rurale in cantina e qui nascono i suoi Franciacorta che fermentano in acciaio.
Corteaura è un nome che viene dalla cultura greca ed ha più significati etimologici: “Aura”, figlia di Peribea, è una ninfa della mitologia greca, ma anche Aura dal greco “Alos” (corona), denota un sottile campo di radiazione luminosa, invisibile alla normale percezione, che circonda e anima tutti gli esseri viventi, rappresentazione di energia positiva. La “Corte” rievoca la storia della Franciacorta: nel medioevo il territorio era amministrato da monaci benedettini e cluniacensi che in cambio del lavoro prestato non pagavano i dazi da qui il nome “La Francia Curta”. L’unione delle due parole “Corte-aura” è un omaggio a questa terra. Simbolo della cantina è la tartaruga, animale che rappresenta il tempo che passa lentamente, come il vino che ha bisogno di tempo e pazienza per evolversi e dare il meglio nella longevità.
I vini ci vengono raccontati da Pierangelo Bonomi, uomo dalla lunga esperienza nel campo della spumantizzazione tra la Franciacorta e il Trentino. Per Corteaura, ha un progetto ambizioso che punta alla Costanza Qualitativa, all’identità del territorio e alla facilità di beva. In sinergia con Federico Fossati, ha quindi deciso di allungare l’affinamento sui lieviti per creare cuvée longeve e di grande espressione. La gamma comprende vini volutamente non millesimati con un affinamento sui lieviti di almeno 36 mesi per garantire l’alta qualità e una bella struttura. Le uve provengono da vigneti dei diversi comuni della Franciacorta, per avere in una sola cuvée la rappresentazione generale del territorio. La vendemmia è manuale, la pressatura soffice e la fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio a temperatura controllata.
Degustazione
Chardonnay (90% ) e Pinot Nero (10%)
Pinot Noir (75%) e Chardonnay (25%)
Chardonnay (100%)
Chardonnay (65%) e Pinot Noir (35%)