Il vino è condivisione. Condivisione sulla tavola, insieme a un buon piatto, alle persone giuste e condivisione di esperienze, di emozioni e di incontri. E sono proprio gli incontri che hanno guidato la storia recente di Cantina Ripa della Volta. Un produttore sui generis che unisce vino a olio ed erbe officinali all’interno della stessa tenuta.
Photo credits Emilio Cali
Un primo incontro sfocia in un’opera di oltre 90 metri quadrati. Ripa della Volta incontra, o forse dovremmo meglio dire, scopre, si imbatte in Samuele Bassani, in arte Etereo, per caso. Il giovane artista di street art si era intrufolato all’interno della proprietà per realizzare una sua opera sui muri di un edificio abbandonato, una vecchia casa di campagna. Un dipendente di Ripa della Volta lo trova, lo intercetta e gli chiede di andarsene facendogli presente che è una proprietà privata e che non ha nessun diritto di imbrattare i muri con le sue bombolette spray. Il giovane si giustifica, spiega, chiede di poter finire il lavoro iniziato. Le sue spiegazioni sono convincenti tanto che gli viene dato il permesso di proseguire la sua opera, anzi gli viene richiesto il numero di telefono per poterlo ricontattare. La direzione dell’azienda sta infatti cercando una soluzione su come rendere più gradevole un lungo muro bianco di quasi 50 metri che costeggia la cantina. A una settimana di distanza Samuele riceve la proposta: realizzare un murales che racconti la cantina e la famiglia che la guida.
Photo credits Emilio Cali
Il muro è ora a far bella mostra di sé e accompagna il visitatore lungo un percorso che parte dalle origini, un grosso ulivo dal quale nasce un dorato olio che si trasforma poi in piante officinali, elemento distintivo della Creative Organic Farm Pernigo, la società che riunisce tutte le attività agricole del Gruppo, per arrivare, attraverso le pratiche di cantina, ad un calice traboccante di vino.
Le piante officinali sono una delle attività che la famiglia Pernigo conduce in Valpantena, una delle aree più storiche della Valpolicella, in provincia di Verona. La curiosità e la voglia di indagare i fenomeni naturali di Andrea Pernigo, presidente e vero ispiratore del Gruppo, porta Ripa della Volta a investigare le interazioni che ci sono, sia a livello aereo che radicale, tra le piante di uva e quelle officinali. Nasce quindi un vigneto sperimentale nel quale tre filari di viti sono accostati ad altrettanti di piante officinali. Elicriso, salvia e rosmarino quindi accompagnano le uve nel loro percorso di crescita. Dopo la vendemmia, le uve mantenute rigorosamente separate, hanno subito un identico processo di vinificazione con lo scopo di poter apprezzare le differenze, qualora presenti. Il risultato è sorprendente: ogni essenza officinale ha interagito con l’uva trasferendone alcuni caratteri al vino. Il vino realizzato con le uve accostate all’elicriso ha mostrato un finale gusto-olfattivo di liquirizia, finale che ha mostrato una nota finale amaricante da erbe bruciate in quello appaiato alla salvia e un centrobocca più balsamico e con note maggiormente leggiadre in quello relativo al rosmarino.
Un terzo incontro ha portato alla collaborazione tra il resident chef dell’Agriturismo Trattoria della Ripa Alberto Masotti e Jordan Giusti, chef alla guida del Dieci Ristorante, di Nepi, in provincia di Viterbo. Da questa collaborazione è nata una cena a quattro mani che ha unito due tradizioni culinarie, quella veneta e quella romana differenti.
Ma non dimentichiamo la vera vocazione di Ripa della Volta, ovvero la produzione di vino, quello classico del territorio.
Cover: Photo credits Emilio Cali