Il Tridente per la sua forma a cuneo fu una delle massime realizzazioni urbanistiche nella Roma del XVI secolo, quando il quartiere tra piazza di Spagna, via Ripetta, via del Babuino, via del Corso e Piazza del Popolo, venne interamente ripensato, per poi assumere nel corso dei secoli un particolare rilievo nell’immaginario dei romani e di chi viene da fuori, grazie ai suoi edifici storici, ai palazzi della politica, ai monumenti, ai luoghi di culto, ai musei, ai personaggi famosi che vi hanno vissuto, da John Keats a Percy Bysshe Shelly, da Johann Wolfgang Goethe, ad Antonio Canova e a Giorgio De Chirico, con celebri ristoranti, hotel lussuosi e negozi storici, come l’Ottica Spiezia, una piccola occhialeria, balzata agli onori delle cronache per i tanti personaggi famosi che l’hanno frequentata e per l’amabile personalità del suo fondatore Alessandro Spiezia.
A pochi passi, al civico 199 di via del Babuino, accanto alla chiesa degli artisti, c’è l’occhialeria di Alessandro Spiezia, un luogo della romanità molto speciale, dove sono avvenuti incontri memorabili, tra cui quello con Papa Francesco. E’ il 10 marzo del 1967, quando Alessandro Spiezia facendo un debito di 10 milioni di lire, rileva il negozio di occhiali della signora Priotti, aperto nel 1921. Quella di quegli anni è una Roma che ha ancora le sue trattorie tipiche, dove gli artisti pagano il pranzo con un quadro, gli artigiani lavorano per strada, discutendo in romanesco, Little Tony canta Cuore matto, Don Backy Nell’immensità e alla sera si va al cinema a vedere L’armata Brancaleone, I soliti ignoti, Divorzio all’italiana. Un traguardo per il giovane, che si è preparato a lungo, ha studiato, ha appreso il mestiere in importanti occhialerie della città, animato da un’infinita passione per quella che si delinea come la sua professione. Ma i primi sette anni nessuna ristrutturazione, occorre ripagare il debito alla famiglia e avviare l’attività, facendosi la clientela e allora ecco i giornalisti della vicina RAI, le persone della zona e dei quartieri vicini, la gente di passaggio, ma anche l’aristocrazia, con le principesse da accogliere facendo il baciamano, che ordinano non uno, ma diversi paia di occhiali, per il pranzo, i cocktail, le serate a teatro e mandano l’autista a ritirarli.
“Quello che questo insieme di racconti potrebbe sembrare a prima vista è un viaggio in una Roma che non c’è più, ma in realtà è un vero e proprio manuale d’istruzioni per giovani intraprendenti” sottolinea Riccardo Rossi che, assieme a Liguori, ha curato la prefazione del libro, “leggere le fatiche, peraltro mai ritenute tali da Alessandro, indispensabili per costruire con le sue sole forze il successo della sua attività, potrebbe addirittura aprire uno squarcio nella fitta nebbia sulle incerte prospettive di alcune mal formate nuove generazioni”. La ricerca è uno dei principali ingredienti del mestiere dell’ottico, nuovi materiali, innovazioni tecniche, tendenze della moda, comportano uno scambio continuo che anima la settimana di Spiezia, che incontra anche l’ottico personale della regina Elisabetta, consolidando un’autentica amicizia. Spiezia ama il confronto, visita aziende e frequenta convegni, di cui in seguito sarà anche organizzatore, ricoprendo il ruolo di presidente nell’associazione nazionale di categoria, a cui seguiranno il riconoscimento dell’Associazione internazionale degli ottici (Ioa) e la carica di socio onorario della più antica associazione di ottici d’Inghilterra. La riapertura dell’Hotel De Russie nel 2000 gioverà al quartiere e confermerà l’autorevolezza di Spiezia, capace di essere a suo agio e dispensare professionalità, con persone comuni e personaggi famosi, mentre la galleria dei clienti si amplia sempre più. Chi passa dal Tridente vuole conoscerlo e lui mette tutto sé stesso nel valorizzare quei volti noti e meno noti. Il viso espressivo e gli occhi vivaci di Tom Hanks, che non verrà riconosciuto perché indossa il cappellino, ma poi scriverà una simpatica dedica. E ancora la montatura rettangolare in celluloide per Harvey Keitel, Cameron Diaz inseguita dai fans, gli occhiali a goccia e le lenti gialle per Rod Steiger, l’incontro con il presidente americano Bill Clinton insieme alla figlia Chelsea accompagnati dai body guard, che colpiti da quell’incontro faranno recapitare il giorno dopo due gemelli con lo stemma presidenziale. Mariah Carey con le guardie del corpo che debbono attendere fuori, perché nel piccolo negozio non c’è posto. David Sassoli, quando conduceva il TG1, che per il suo viso espressivo sceglierà occhiali leggeri, con la montatura sottile, a cui seguiranno i giornalisti Gianni Riotta e Massimo Franco.
“Tra il 1950 e il 1960 l’Ottica Spiezia è stato un luogo simbolo per i colleghi della redazione del Giornale Radio” ricorda l’amico e giornalista Luca Liguori, “Alessandro Spiezia è stato per noi giornalisti il consigliere per la giusta scelta di un buon paio d’occhiali da sole ma è stato anche un amico che ci accoglieva ogni volta con l’amabile sorriso di chi ha il piacere genuino di incontrare qualcuno, di sapere della sua salute, del suo impegno professionale, dei suoi problemi esistenziali. E, a giudicare dalla qualificata clientela che, a distanza di mezzo secolo, frequenta oggi l’Ottica Spiezia, la magia funziona ancora”.
La Roma di ieri e di oggi, attraverso la storia di un piccolo negozio e il dialogo con le persone più vicine ad Alessandro Spiezia, sua moglie Anna Maria, i figli Giancarlo e Luca, l’attore Riccardo Rossi, suo cliente e amico. Poi gli incontri con Papa Wojtyla, Papa Ratzinger e Papa Francesco, con cui ci sarà un’empatia speciale e nascerà un’amicizia. Papa Bergoglio verrà a far riparare gli occhiali non ad acquistarli, insistendo per pagare ciò che deve. La veste bianca, le scarpe nere da camminatore di città, lo sguardo fermo e pieno di pietà: “lui che ha colmato gli spazi deserti, che ha dato voce al silenzio, preoccupato e consapevole del tanto dolore e della paura collettivi, con Papa Francesco emerge la parte buona di noi, ti guarda negli occhi, sa ascoltare, ha una voce calda che parla al cuore” ricorda Spiezia.
di Luisa Carla Redaelli
Prefazioni di Luca Liguori e Riccardo Rossi
Edizioni Minerva – Bologna 2022
Photo credits: ©Archivio Spiezia