HOTEL WEISSES KREUZ, 800 ANNI DI STORIA

C’è una stanza, all’interno dell’Ansitz zum Löwen, che ancora oggi tutti chiamano “Sala da Ballo”. Nessuno vi ha però mai ballato: nel Quattrocento i vescovi-conti di Coira la usavano come magazzino e sala d’affari, per stipare balle di fieno e ricevere mercanti. È un aneddoto che racconta bene lo spirito dell’Hotel Weisses Kreuz, a Burgusio, nel cuore dell’Alta Val Venosta, in Alto Adige: un luogo dove ogni epoca ha lasciato un segno vero, mai decorativo. Il complesso, che intreccia quattro edifici e altrettante epoche – dalla tenuta zum Löwen del 1236 alla casa madre del 1871, dal nuovo edificio aggiunto nel 2013 al più recente Mamesa – si prepara a un nuovo inverno con lo stesso spirito di sempre e qualche capitolo inedito da raccontare: un trio alla guida dell’ospitalità, riconoscimenti freschi per la cucina e la Spa, una rete di piste da fondo che attraversa tre regioni alpine e serate gourmet da segnare in agenda.

Al Weisses Kreuz l’ospitalità porta tre firme: accanto a Mara Theiner – presente tra sala e reception e pronta a consigliare gli ospiti come sommelier – ha preso stabilmente il proprio posto Marlene, presenza costante ma mai invadente, che gli ospiti più curiosi incontrano soprattutto fuori dall’hotel: è lei a dispensare consigli e, insieme alle guide dell’hotel, ad accompagnare alla scoperta della valle. Completa il terzetto Marc Bernhart, chef e cuore pulsante della cucina, che al ristorante fine dining Mamesa mette in tavola quanto imparato in giro per il mondo. Un equilibrio a tre che si respira in ogni angolo della casa, dalla colazione servita con calma fino all’ultima coccola in Spa.

 

Cuore pulsante del Weisses Kreuz è senza dubbio l’area benessere Aura Mea Spa: sauna al cirmolo, biosauna, sauna in abete, piscina infinity di 20 metri con vista sulle cime innevate e idromassaggio panoramico all’aperto. Dalle sale relax lo sguardo spazia dal Piz Lun al massiccio dell’Ortles, fino ai vigneti dell’Abbazia di Monte Maria. Nella Silence Lounge, riservata agli adulti, lettini ad acqua riscaldati e luce di candela invitano al riposo davanti a un’antica parete in legno che per oltre un secolo è rimasta nascosta in una fattoria della valle, prima di trovare qui una seconda vita. Il giardino d’inverno, con vetrate panoramiche e sdraio comode, è un’ulteriore area dedicata al relax. Tra i trattamenti, la Private Spa propone pacchetti per due come il “Wellness da sogno” (peeling, bagno e massaggio, con prosecco e frutta) o il romantico “Batticuore”, tra bagno di coppia, massaggio rilassante e cabina a infrarossi condivisa.

Per chi ama il fitness, l’area climatizzata attrezzata Technogym e la sala yoga restano a disposizione degli ospiti, con lezioni settimanali guidate da Annalisa tra Hatha, Ashtanga, Flow e Vinyasa. Per chi desidera vivere un’esperienza ancora più immersiva, il Weisses Kreuz organizza periodicamente retreat yoga di quattro giorni dedicati all’introspezione e al riequilibrio psicofisico: (Re)Treat Yorself. Il programma alterna pratiche mattutine e serali, momenti di condivisione e tempo libero da dedicare alla natura, alla spa o semplicemente al silenzio della montagna.

 

In cucina, una filosofia chiara: sei tavoli, cinque sensi, radici sudtirolesi che dialogano con il savoir-faire francese e suggestioni thailandesi e giapponesi, in un ambiente raccolto ricavato in un ex fienile con vista sulla valle. Il rispetto per la materia prima si spinge fino all’allevamento: i Wagyu che finiscono in tavola sono cresciuti nell’azienda agricola di famiglia, al pascolo sui prati di Burgusio d’estate e in stalla a stabulazione libera d’inverno, lavorati secondo il principio “nose to tail” che non spreca nulla dell’animale. Accanto a Marc, il pastry chef Kay Baumgardt continua a lavorare senza zucchero bianco, puntando su tecniche che esaltano la dolcezza naturale delle materie prime.

 

La stagione porta con sé anche un appuntamento che merita una prenotazione con largo anticipo. Domenica 29 novembre 2026 torna la Kitchen Party, dopo il successo della prima edizione: chef ospiti da tutta Europa, cucina fuori dagli schemi, vini selezionati e musica, per una serata che promette di non fermarsi al dessert.

 

A pochi passi dal corpo principale, la dépendance Ansitz zum Löwen custodisce quasi ottocento anni di storia stratificata, tutelati dalla Soprintendenza e restaurati con cura. Il nucleo più antico, il Pfisterhaus, è risalente al XIII secolo; la casa padronale che oggi ospita la “Sala da Ballo” è stata aggiunta nel Quattrocento. Materiali d’epoca e contemporanei convivono senza soggezione: legno di cembro secolare, affreschi murali, soffitti a cassettoni, accostati a bagni moderni e arredi in cemento a vista, intonaco grezzo e vetro. Le sue nove suite, ciascuna appartenente a un’epoca diversa, nascondono piccoli segreti dietro ogni porta: un soffitto intagliato a mano, un bagno ricavato in un antico affumicatoio, un chiavistello che racconta ancora la sua storia. Al piano terra, un piccolo caffè di paese – aperto anche a chi in hotel non alloggia – serve espresso e succhi di frutta locali: è qui che l’Ansitz torna a essere, come lo era secoli fa, un punto d’incontro per gli abitanti di Burgusio.

 

Chi cerca un inverno che non urla trova qui la sua misura. Le giornate possono aprirsi con una ciaspolata verso la Croce del Watles, tra panorami ampi e silenzi profondi, oppure lungo l’altopiano della Roia, vicino al lago di Resia: un piccolo paradiso selvaggio a duemila metri, lontano dai grandi comprensori sciistici, dove il passatempo è disegnare angeli nella neve fresca sui prati imbiancati. La ciaspolata si spinge fino alla Baita Brugger attraverso il misterioso Zerzertal: due ore e mezza di cammino in un angolo particolarmente quieto e autentico della valle, per poi fermarsi a scaldarsi accanto al fuoco – da queste parti si dice “inkäntn” – con un tè caldo versato dal thermos. Per chi preferisce la slitta, la meta preferita della famiglia Theiner resta la pista naturale di quattro chilometri del Watles. Ma il vero momento speciale di questa vacanza è un altro: una passeggiata di circa un’ora lungo un facile sentiero invernale battuto, attraverso la mistica Val di Mazia fino alla Matscher Alm, dove assaporare un Kaiserschmarrn prima di tornare a valle in slittino.

 

A dieci minuti d’auto dall’hotel si apre il comprensorio del Watles, tra i più soleggiati dell’Alto Adige con 18 chilometri di piste; lo skipass Skiarena Val Venosta riunisce cinque comprensori – Schöneben-Belpiano, Malga San Valentino-Haideralm, Watles, Trafoi e Solda all’Ortles – per un totale di 150 chilometri di piste e 36 impianti di risalita. Per il fondo: le piste della Val Venosta, di Nauders e della Val Monastero/Val Müstair si sono unite in un unico grande circuito transfrontaliero, il nordic³, che porta il totale a 232 chilometri di tracciati tra tre paesi. Per lo sci alpinismo, la zona offre numerosi itinerari, tra cui quelli verso Cima Pian del Lago, Monte dei Vitelli e Piz Sesvenna. Restano protagonisti il pattinaggio sul lago ghiacciato di San Valentino (i pattini si noleggiano direttamente in paese) e sul lago di Resia, dove il celebre campanile sommerso emerge dal ghiaccio come un fermo immagine sospeso nel tempo. Chi preferisce restare al calduccio può salire sulla storica Vinschgerbahn e raggiungere in treno la città termale di Merano, per un aperitivo al sole invernale tra i portici della Laubengasse.



Tra le novità pratiche, la VenostaCard – inclusa per gli ospiti dell’hotel – è valida tutto l’anno e comprende l’uso di treno e mezzi pubblici in tutto l’Alto Adige, gli skibus verso i comprensori della valle, una visita guidata invernale a Glorenza e un corso base di sci di fondo a tariffa agevolata.

A questi si aggiungono i servizi invernali inclusi dell’hotel: shuttle gratuito verso gli impianti, noleggio gratuito delle ciaspole e le mappe dei sentieri.

 

A pochi minuti d’auto da Burgusio, la città murata di Glorenza – la più piccola dell’Alto Adige – si accende per il tradizionale Avvento, dal 6 all’8 dicembre 2026: bancarelle di artigianato sotto i portici medievali, fiaccole, cori e bande d’ottoni. In centro, imperdibile una sosta per il pranzo da Flurin, ospitato in una torre del Duecento, uno dei monumenti più antichi della cittadina. Qui lo chef Thomas Ortler propone un interessante menu che cambia mensilmente per seguire le stagioni e la disponibilità degli ingredienti, squisitamente locali. Poco più a valle, il 12 e 13 dicembre 2026 tocca a Silandro ospitare il proprio Mercatino di Natale, nella zona pedonale del paese.

Come arrivare

In auto: dall’autostrada A22 si prosegue verso Bolzano e quindi lungo la superstrada per Merano, continuando in direzione Val Venosta e Passo Resia fino a Burgusio. In treno: la stazione ferroviaria di riferimento è Malles, da cui Burgusio è raggiungibile con il Citybus 274; la linea 273 collega invece Malles, Resia e Nauders.

 

Tariffe: a partire da 260 euro a notte per due adulti in una stanza doppia con prima colazione.

 

 

 

Photo credits Daniel Zangerl