Era il 1923 quando Agatha Christie arrivò sulle Dolomiti, al cospetto del Latemar, rimanendo così colpita da quel panorama da sogno da sceglierlo come cornice per un caso di Hercule Poirot. Soggiornando vicino al Lago di Carezza, l’autrice (di cui quest’anno si commemorano i cinquant’anni dalla morte) scoprì il suggestivo Labirinto del Latemar, un ambiente quasi lunare dominato da giganteschi massi e detriti franosi, sul quale si snoda un sentiero escursionistico ad anello (nove chilometri, 450 metri di dislivello e tre ore di cammino), dedicato alla regina del giallo, che qui ambientò l’avvincente finale del romanzo: “Poirot e i quattro” (The Big Four), pubblicato nel 1927. Il Latemar non è solo una sfida per alpinisti esperti, ma il cuore pulsante di una delle aree più affascinanti dell’Alto Adige. Perfetta in ogni stagione, questa destinazione merita un soggiorno di più giorni per scoprirne le infinite sfumature. Tra le esperienze da non perdere spiccano l’escursione a Malga Mayrl con la sua terrazza panoramica a 2.037 metri e i suoi piatti tipici, il trekking con gli asini e i laboratori per imparare a fare i canederli in un vero maso.
Gli amanti della storia, della natura e dello sport possono esplorare la chiesetta di Sant’Elena, il leggendario Lago di Carezza, i percorsi in Mountain-bike, in e-bike, le vie ferrate o il parco Alta fune di Obereggen. Il punto di partenza ideale per questa avventura? L’Hotel Sonnalp di Obereggen, un resort quattro stelle superior recentemente rinnovato. Situato a 1.600 metri di altitudine, a pochi passi dagli impianti di risalita, con una vista impareggiabile sul massiccio dolomitico. L’elegante resort, che conta 26 dipendenti e 40 tra stanze, suite, suite superior, luminose e arredate con materiali naturali, è stato fondato da Georg Weissensteiner, un albergatore di lungo corso, tra i primissimi a credere in Obereggen, quando il turismo invernale e la stazione sciistica erano solo un miraggio, inizialmente gestendo l’albergo Sport, accanto alle piste. Un precursore, mancato poche settimane fa, che diede un contributo fondante allo sviluppo della valle, grazie a una visione lungimirante. “Mio padre Georg, era nato qui e si era diplomato in Agraria a Innsbruck, ma una volta tornato a Ega, dopo il militare, nei primi anni ‘60 iniziò a lavorare per un’azienda che riforniva gli alberghi della riviera veneta. Si fece notare per la sua conoscenza delle lingue e malgrado non conoscesse la ristorazione, ricevette una proposta lavorativa da un albergatore di Jesolo. Fece alcuni anni di esperienza e poi tornò sulle montagne, prendendo in gestione la pensione Frida a Pozza di Fassa nel 1969, fu la sua prima attività, a cui ne seguirono altre due, sempre in Val di Fassa”.
È in quegli anni che tornando in valle e parlando con gli amici, comincia a farsi strada l’idea di creare un centro sciistico a Obereggen, che potesse essere una prospettiva per la valle. Nel 1970 i dieci amici fondano la società, che poi inaugurerà la prima seggiovia nel ’72, quando la strada doveva ancora essere ultimata e c’erano solamente tre pensioni. Si crea un efficace collegamento con i centri sciistici di Pampeago e di Predazzo, ma gli inizi sono difficili, c’è ancora poco turismo e la valle ha pochi abitanti, serve un albergo e Georg insieme a un socio di maggioranza, apre nel febbraio del 1980 lo Sport Hotel, davanti alla stazione della seggiovia, uno dei più eleganti e confortevoli dell’Alto Adige di quegli anni. “Georg, conobbe mia madre e nei primi anni ’80 venimmo alla luce io e mia sorella, crescendo letteralmente dentro allo Sport Hotel. Poi nel 1989, i miei genitori ebbero l’intuizione di comprare il terreno dove ora sorge il Sonnalp, agli inizi anni ’90 l’investitore dello Sport Hotel cede le sue quote ad un’altra società e mio padre lo prende in gestione ancora per tre o quattro anni, mentre con mia madre progettano il Sonnalp, inseguendo un sogno, che poi si realizzerà”.
Anni animati da un positivo entusiasmo, dove Georg, porta i suoi figli a vedere i progressi dell’albergo, la piscina, le camere, la hall, il loro appartamento, elettrizzati da tutti quei cambiamenti. “Vedendo i miei genitori e la passione che mettevano, ho capito che avrei fatto questo mestiere e avrei proseguito in questo settore e in questo albergo. Ma per mio padre era ancora troppo presto, ci teneva che facessi esperienze altrove, meglio se all’estero”. Sabine, dopo l’Alberghiero, va a Firenze e all’estero, mentre David dopo la maturità, lavora per sei mesi in due ristoranti stellati in Germania, per poi tornare al Sonnalp perché chiamato da suo padre, che ha bisogno di un barman per la stagione invernale. Ma non è ancora il momento di restare. “Voleva che ritornassi dopo cinque anni, quando ne avevo 26, era importante che studiassi e facessi ancora esperienza lontano da casa. E allora andai in Inghilterra, iscrivendomi alla Oxford Brooks University, un istituto per manager dell’ospitalità e della ristorazione, che mi impegnò per 4 anni, fino al 2006 quando rientrai al Sonnalp”.
Sabine e David, non hanno nessuna idea di cambiare il Sonnalp, la strada è tracciata, quello che hanno deciso fino ad ora i loro genitori per loro va bene, a partire dallo stile, al management, alle relazioni con gli ospiti, alla clientela abituale, alle ristrutturazioni programmate, perché tutto sia sempre in ordine. Il resort ha tutti gli ingredienti che occorrono per fare ritornare gli ospiti: confort ricercato, ottima cucina, spa, piscina, esperienze che gli ospiti ogni giorno possono vivere, a partire dalle visite alle cantine e alle escursioni con David, che rappresentano un’autentica immersione nell’Alto Adige dei Top Wine. Ma soprattutto è un ambiente familiare, dove lo staff è quasi sempre lo stesso e la famiglia Weissensteiner è vicina agli ospiti. Poi c’è l’area wellness, dedicata al benessere degli ospiti, con saune, bagno turco, piscina interna riscaldata e piscina esterna riscaldata con vista sul Corno nero e sul Corno bianco, l’idromassaggio, l’area relax, i trattamenti remise en forme. “Il nostro cliente sente l’identità che abbiamo all’albergo e molti di loro mentre fanno check out prenotano la prossima vacanza da noi. Si identificano con il nostro albergo ed è come fosse loro, per noi è importante, i nostri genitori hanno costruito l’albergo e noi lo abbiamo reso attuale, modernizzandolo, dando continuità, ma decidendo ancora molto con loro”. Sonnalp, si pronuncia in tutte le lingue, significa “sole delle Alpi”, perché tutte le stanze sono esposte al sole, un’energia positiva che influenza lo staff e gli ospiti. “La fortuna di un posto, diceva nostro padre Georg è: ‘Posizione, posizione, posizione, poi la cucina’… E credo avesse ragione”.
Mamma Hanni Weissensteiner e i due figli Sabine e David, proseguono sulle orme di Georg. “Abbiamo sempre creduto nell’importanza di far vivere agli ospiti il territorio a tutto tondo, puntando sulla bellezza della valle, sul Latemar e sull’enogastronomia. Uno dei nostri punti forti è la cucina, ma anche il vino è da sempre un elemento fondante per noi”, racconta David Weissensteiner. “Una passione che ho fin da adolescente, quando i miei genitori gestivano lo Sport Hotel, vedevo il magazziniere sistemare in buon ordine le bottiglie ed ero affascinato da quelle etichette che nascondevano storie di vignaioli straordinarie, il mondo dei vini mi è sempre piaciuto, nei diversi hotel dove ho lavorato per fare esperienza, vedevo quanto erano competenti e appassionati i sommelier e cercavo di imparare da loro. A 19 anni ho fatto il primo corso da sommelier e poi ho cercato di cogliere ogni opportunità per conoscere il vino, visitando aziende e confrontandomi con colleghi più anziani, nel frattempo insieme al papà, negli anni dello studio, ho creato la cantina e da allora seguo la selezione dei vini, gli acquisti e la vendita, che curo personalmente in sala, grazie al contatto con gli ospiti”.
L’albergo è arredato con gusto, in stile alpino, ed entrando si respira un’atmosfera accogliente e familiare. A destra della hall c’è il bar appena rinnovato, ancor più ricco di selezioni di liquori, distillati e riserve, a sinistra invece c’è una antica stube centenaria, che è stata smontata da un vecchio maso della Val D’Ega, poi restaurata e collocata al Sonnalp nel 1997, per cene ed eventi particolari. “La nostra cantina conta circa 500 etichette e siamo pronti a consigliare la migliore delle bottiglie possibili con la cucina dello chef Martin Köhl, una persona di famiglia, che è con noi da 29 anni, a cui dobbiamo numerosi riconoscimenti da parte di guide importanti. Mio padre mi raccontava che quando costruivano le fondamenta del Sonnalp, nell’agosto 1996 Martin si propose, stava lavorando in un grande albergo di Merano, ma voleva tornare in Val D’Ega dove era nato e cosi dopo qualche settimana venne assunto, si piacquero subito e iniziarono a collaborare per progettare gli spazi della cucina. Dopo circa dieci mesi, nel dicembre 1997, finalmente inaugurammo il Sonnalp”.
David Weissensteiner in cantina
Menzionata nelle principali guide gastronomiche (Gaut & Millau; Die Besten Hotels; Falstaff, Espresso), la cucina del Sonnalp, si riflette in preparazioni creative, gustose, leggere, che attingono all’orto di erbe aromatiche e si basano sulla stagionalità. Quasi trent’anni, significano qualcosa e la reputazione della cucina del Sonnalp è una certezza, grazie alla lunga militanza dello chef Martin Köhl e alla gestione lineare della famiglia Weissensteiner.
Carré d’agnello, jus al cumino e lime, crema di topinambur brasati, fagioli, speck
Una cucina sud tirolese che si fonde con la tradizione mediterranea, per piatti signature che esprimono piacevolezza e creatività, ed è quasi impossibile togliere dalla carta, come i Ravioli (Schlutzkrapfen), a base di farina di grano bruciata nell’impasto e ripieno di fonduta di formaggio del pluripremiato maso Lerner; il Riso d’orzo; la Crema di carota e zenzero; La Brennsuppe, la zuppa dei poveri, con farina bruciata, brodo, spezie; tra i secondi il vitello, il manzo locale, i brasati; ma soprattutto la Punta di sotto fesa di manzo, con salsa di mela e balsamico, purè con burro di verdure e radice. Insieme alla Lasagnetta ai porri, funghi e riduzione di pomodoro; al Controfiletto di cervo, con crosta di caffè, papavero e salsa ribes; alla Tarte tatin di ricotta e rabarbaro, espressione di una cucina succulenta, elegante, local, dove la mano sicura dello chef, si muove su più registri, con lo staff di sala, attento, premuroso, cordiale e Hanni, David e Sabine Weissensteiner, sempre accoglienti e pronti ad esaudire qualsiasi necessità.