Il sette ottobre pioveva parecchio, ed era buio, essendo sera. Ma, varcato l’ingresso del monumentale e candido Palazzo del Ghiaccio di Milano, da anni istituzione glamour per eventi meneghini ad alto valore aggiunto, tutto è stato luce, suoni, colori, networking e bella gente. L’occasione era ghiotta e importante, quella di The 50 Best Bars 2026, evento giunto alla sua diciottesima edizione che premia ogni anno i locali più iconici di tutto il mondo distribuiti in 26 città, con 14 new entry tra Atene, Bangkok, Buenos Aires, Hong Kong, Londra, Madrid, Medellín, Città del Messico, New York, Parigi e San Paolo, e i migliori protagonisti della mixology internazionale; una serata decisamente unica per disegnare anche trend, destinazioni e nuovi scenari del bere miscelato al top. Ma quali sono stati primi tre classificati?
Bar Leone di Hong Kong, co-fondato dall’italiano Lorenzo Antinori e ispirato ai tradizionali bar del quartiere romano di Trastevere, si conferma primo assoluto e conquista il titolo di The World’s Best Bar. Alle sue spalle, Moebius Milano si aggiudica il premio di The Best Bar in Europe, raggiungendo la seconda posizione; con una proposta che riunisce sotto lo stesso tetto creatività d’avanguardia nella miscelazione, cucina innovativa e design contemporaneo, il locale si conferma una delle realtà più interessanti della scena dell’ospitalità milanese. Locale Firenze, nel nome si palesa la località che lo ospita, si posiziona invece trentatreesimo. Nella top 10 spiccano inoltre due locali a guida italiana: Connaught Bar di Londra, buon ottavo, e Bar Mauro di Città del Messico, al decimo posto, a ulteriore conferma del ruolo di primo piano dell’ospitalità italiana sulla scena internazionale. E il terzo classificato assoluto? Alquímico di Cartagena, che ha costruito la propria notorietà tra cocktail, musica e atmosfere caraibiche.
Se la serata ha evidenziato l’idea dell’esperienza e dell’identità presenti, pur con caratteristiche diverse tra tutti e 50 i finalisti e premiati, diventa interessante ed emblematico capire l’ubicazione, all’interno del nostro pianeta, dei protagonisti. In sintesi, qual è il trend geografico? I bar europei fanno da traino e Parigi conquista il primato continentale: per la prima volta in assoluto la capitale francese ha superato Londra, diventando la destinazione del vecchio continente più rappresentata nel mondo dei cocktail e collocandosi a pari merito a livello globale come città con il maggior numero di bar, così come New York è in testa alle Americhe, dimostrando la ricchezza della sua scena della mixology. Infine, Hong Kong domina in Asia, sebbene Bangkok la talloni da vicino.