ROCCHE DI ROMAGNA, PICCOLE (MA GRANDI) SOTTOZONE

È stata un’annata complicata la 2022, come questa 2023 a causa della grandinate e dei nubifragi che si sono verificati. C’è chi punta il dito sulla crisi climatica e chi sostiene che si tratti di cicli. Fatto sta che i viticoltori sono chiamati a sforzi maggiori e a prevedere e contenere, per quanto possibile, vere e proprie catastrofi che portano alla perdita di gran parte del raccolto. Partendo dal 2020, l’anno dalla pandemia, in Romagna si è verificata un’annata splendida, culminata con una quantità di pioggia tra le più alte mai registrate dal 1961, che si è rivelata un’importante e benefica riserva d’acqua per l’anno successivo, segnato dalla siccità e da gelate tardive primaverili, seguite da un’estate caldissima e appunto asciutta.

Secondo il Consorzio Vini di Romagna la produzione di Sangiovese e di Albana nel 2021 è stata caratterizzata da un livello qualitativo tra i più alti delle ultime decadi e con un buon potenziale evolutivo, nonostante si tratti di un’annata precoce che ha registrato un calo produttivo tra il 20% e il 30%. Mancanza di acqua anche nel 2022, con picchi di calore estremi e una conseguente vendemmia anticipata, con zuccheri più alti, maggiori concentrazioni nei vini anche dal punto di vista alcolico. Acidità pressoché medesima ai millesimi precedenti, gli episodi di pioggia a marzo e maggio sono stati benefici per le piante.

La 2022, assieme alle altre annate, sono state indagate in occasione dell’ultima Anteprima Vini di Romagna organizzata lo scorso luglio presso il Pavillon di Villa Abbondanzi a Faenza, che ha visto la presenza di 150 campioni delle aziende affiliate operanti nelle 16 diverse sottozone riconosciute: Serra, Brisighella, Marzeno, Modigliana, Oriolo, Castrocaro, Predappio, Meldola, Bertinoro, Cesena, Mercato Saraceno, Longiano, Imola, Coriano, San Clemente e Verucchio, racchiuse dallo scorso anno dal marchio collettivo Rocche di Romagna, in rappresentanza di uno degli elementi più identificativi del territorio romagnolo. Con individualità tutelate e incluse sotto un medesimo cappello, la Romagna da sempre è abituata a non fermarsi con iniziative sempre più convincenti anche nei vini.

Ottimi gli assaggi da Imola e Predappio, nelle varie tipologie bianco per l’Albana, Superiore e Riserva per il Sangiovese. Ma non mancano grandi conferme, e sorprese, a Bertinoro, Coriano, Marzeno e Modigliana. Segnali importanti anche dalle cantine sociali, con vini sempre più piacevoli, come, in particolare, quelli della Cantina di Cesena Tenuta Amalia.

 

 

 

Ad Imola le viti si sviluppano in una superficie piuttosto ampia, a quote medie tra i 60 e i 400 metri di altitudine, su “terre rosse e brune in prossimità della via Emilia, argille grigie alle quote intermedie, terre ocra negli areali più alti”. Dopo l’Albana, l’altro grande vitigno protagonista della regione è il Sangiovese, con 1.039 ettari vitati.

 

Naso arricchito da idrocarburi, aloni mentovati, salvia; una trama lievemente tannica e iodata accompagna la persistenza del sorso che culmina serico e con aromi di pomelo maturo.

 

Un grande colore, luminoso e tendente al violaceo anticipa una materia polposa, densa e fibrosa con un centro bocca impattante e già in armonia. Gradevolissimo già oggi.

 

Tantissimi agrumi per questo calice, tra i più sorprendenti in batteria. Melograno in primo piano seguito da arancia rossa e pompelmo. Sorso croccante, acido e ampio.

 

Naso concentrato, su aromi di frutta rossa, dolce e matura, un vino avvolgente e impattante per la sua persistenza fruttata. Fragrante al palato, coinvolgente per una grande piacevolezza ad un ottimo rapporto qualità/prezzo.

 

 

Predappio, al centro dell’areale produttivo, si contraddistingue per la anima vigorosa e gessosa, una zona che andrebbe spacchettata in altre sei aree e che meriterebbe una denominazione a parte. Suoli argilloso-calcarei e  marnoso-gessosi in cui le quote altimetriche più alte raggiungono i 400 metri di altitudine.

 

 

Naso intarsiato da spezie dolci e frutti rossi maturi, matrice tannica serrata e aderente alla materia. Persistente e di grande dinamismo.

 

Frutti rossi intensi accompagnati da incenso e note più terrose prima di aprirsi ad alloro e lamponi. Tannini in sospensione che restituiscono una trama fitta, da attendere per vederne la totale distensione e densità. Vino di grande prospettiva.

 

Apertissimo sui frutti rossi dolci e cenni di spezie. Sorso di grande piacevolezza, tonico e persistente su un gusto che si evolve con distensione e armonia al palato, tra la parte tannica e la freschezza della polpa.



 

Sorso ricco di energia, di agrumi e peonie. Scorrevole ma di buona avvolgenza con matrice tannica serica e di grande piacevolezza.

 

Da aspettare qualche minuto nel bicchiere prima di apprezzare un ventaglio di aromi che richiamano le bacche blu, gli sbuffi balsamici e la roccia bagnata. Intenso, profondo, elegante e con una propulsione tannica sottile ma invitante a richiamare la polpa e la sua freschezza.

 

Naso ricchissimo, giocato sui frutti maturi e balsamici; frutti di bosco, mentolo e un velo di salsedine. Sorso stratificato e morbido, dove a centro bocca avanzano percezioni di frutto più carnose, che rilasciano invitanti aromi di confettura e un sottilissimo velo tannico.

 

  

 

Note di biancospino ed erbe aromatiche, succoso e fragrante, ampio al palato, si distende con agilità supportato da una buona freschezza.

 

Naso incentrato sugli agrumi e qualche accenno floreale. Sorso carnoso con aromi di vaniglia e grano, chiude su toni morbidi e di polpa matura, pera e pesca.

 

Naso intenso su note di ciliegia e distillato di rosa, corpo vibrante e in tensione che si espande al palato. Buona presa tannica nonché scorrevolezza in un sorso già in equilibrio e d’approccio immediato.

 

Note di melograno e frutti rossi, sorso molto arioso, tannini apertissimi gestiti in una trama tannica sottilissima e incentivante di un sorso equilibrato e invitante con un sottile eco iodato nel finale.

 

Sangiovese che non gioca sulla verticalità ma sulla sua capacità di avvolgere il palato con una polpa densa, golosa, serica con tannini già integrati. Frutto maturo, tessitura liscia e morbida.

 

Il migliore Sangiovese per questo millesimo, si distingue già al naso per le sue note di mirto, rosmarino, erbe selvatiche e agrumi rossi a completarne il profilo. Vino dal frutto propulsivo e con una freschezza sempre incalzante. Al centro, una delicatezza che rasenta l’oleosità. Morbidissima la fibra e lunghissimo il sorso.

 

Agrumi caldi, maturi, qualche spezia. Sempre una certezza questa azienda che con questo millesimo restituisce un sorso caldo ma in tensione, di un equilibrio convincente per fibra e persistenza gustativa.

 

Naso giocato su toni balsamici, mentolo e ginepro. Vino lunghissimo e dalla fitta trama tannica, di persistenza con una propulsione energica verso aromi fruttati e iodati. Da invecchiamento.

 

Eucalipto, scorze di agrumi, sorso di grande energia e compattezza. Materia carnosa supportata da tensione e freschezza.