Il nebbiolo per oggettive caratteristiche genetiche superiori (complessità aromatica, potenza tannica e notevole capacità di invecchiamento) è diventato il re dei vitigni di Langa e nell’inesorabile scorrere del tempo gli sono stati riservati i terreni migliori, vale a dire i versanti collinari esposti a mezzogiorno dei vari comuni della denominazione (Doc nel 1966, Docg nel 1980). Nonostante alcuni tentativi di esportazione, il vitigno rimane legato indissolubilmente alla sua terra d’origine. Una grande pianta sensibile alle condizioni geografiche, ma che elargisce alcuni dei vini più fini e longevi del mondo con una veste molto profonda e con dei bouquet eccezionali.
La Cantina Damilano è una delle più antiche di Barolo e la sua attività comincia nel 1890, quando Giuseppe Borgogno, bisnonno degli attuali proprietari Guido, Mario e Paolo Damilano, coltiva e vinifica le uve di proprietà. Ora, vengono gestiti 40 ettari collocati tra Barolo, Monforte d’Alba, Grinzane Cavour, Novello, La Morra e Casorzo, sotto la meticolosa conduzione dell’agronomo Giampiero Romana.
In cantina la definizione e l’espressione è invece consegnata all’enologo Alessandro Bonelli appoggiato, a sua volta, da Guido Damilano nella mansione quotidiana.
Ne deriva una prestigiosa gamma costruita intorno al “re dei vini”, un appassionante gioco di scacchi dove ogni Barolo possiede una sua personalità in cui si esprimono le peculiarità del micro-territorio da cui nasce. Etichette, dunque, non soltanto decisamente curate sul piano della tecnica, ma anche in grado di raggiungere egregi vertici di carattere e di interpretazione.