CHIUSA: L’ESSENZA DELL’INVERNO ALTOATESINO
C’è un Alto Adige intimo e prezioso che si lascia scoprire a passo lento. Nel baricentro culturale della Valle Isarco, poco distante dalle atmosfere vivaci di Bolzano e Bressanone, Chiusa si rivela come un rifugio di rara armonia, dove la misura del tempo ritrova il suo valore naturale. Riconosciuta tra i Borghi più belli d’Italia, questa cittadina dalle architetture medievali custodisce una dimensione appartata e preziosa, dove la pietra storica, le facciate merlate e le botteghe tradizionali dialogano con un’ospitalità raffinata e discreta. A dominare la scena dall’alto è la rupe del Monastero di Sabiona, storica culla spirituale del Tirolo spesso definita l’Acropoli della regione, affiancata dal prezioso Tesoro di Loreto donato nel Seicento dalla regina Maria Anna d’Asburgo: un patrimonio artistico di singolare rilievo che fa del borgo un crocevia privilegiato tra cultura viva, quiete e piaceri ricercati.
Con l’arrivo dei primi freddi, Chiusa si accende della poesia sussurrata del “Klausner Gassladvent” il caratteristico Borgo Natalizio di Chiusa. Una denominazione che custodisce nel termine dialettale “Gassl”, il caratteristico vicolo stretto della tradizione altoatesina, l’essenza stessa dell’evento: l’Avvento che prende vita tra le suggestive viuzze medievali del borgo. Dal 27 novembre al 23 dicembre 2026, ogni fine settimana dal venerdì alla domenica, con aperture straordinarie il 7 e l’8 dicembre e nei giorni che precedono la vigilia, dal 21 al 23 dicembre, il centro storico si illumina dalle 10:00 alle 19:00 per riscoprire il valore delle cose autentiche e curate: lanterne disposte lungo i ciottolati, un presepe vivente, musiche d’atmosfera e prelibatezze della tradizione gastronomica locale.
A scandire l’attesa del Natale a Chiusa sono speciali fine settimana tematici, pensati per far vivere il borgo in tutte le sue sfaccettature. L’apertura rende omaggio alla tradizione musicale alpina con il weekend degli ottoni, impreziosito al sabato da una speciale iniziativa solidale: la realizzazione del più lungo spiedino di frutta glassata al cioccolato, il cui ricavato è interamente devoluto alla rete benefica provinciale Südtirol Hilft.
Nei giorni successivi la festa si rivolge ai bambini tra spettacoli di burattini, carrozze d’epoca e la rievocazione folcloristica di San Nicolò e dei Krampus. L’artigianato d’eccellenza torna poi protagonista grazie alle dimostrazioni dal vivo di maestri del legno, del feltro e delle erbe officinali, mentre a chiudere il percorso dell’Avvento, il 20 dicembre alle 17:30, è un suggestivo spettacolo di fuoco che accende la pietra antica del borgo prima dei giorni della vigilia.

Photo credits Thomas Rötting
Accanto all’incanto del centro storico, la stagione invernale valorizza l’approccio slow e rispettoso del territorio: l’esperienza dell’inverno dolce. Dal fondovalle, lo sguardo e il cammino si aprono verso i pendii e i borghi vicini di Barbiano, con il celebre campanile pendente della chiesa di San Giacomo, e Velturno, punto di partenza ideale per passeggiate panoramiche tra boschi ovattati e castagneti silenziosi. Poco più in quota, la distesa soleggiata dell’Alpe di Villandro regala orizzonti aperti sulle sagome inconfondibili delle Dolomiti, proponendosi come anfiteatro perfetto per lo sci di fondo, le discese in slittino e le escursioni con le racchette da neve, scandite da soste golose nei rifugi alpini.
A connettere il fascino raccolto del borgo con la dimensione incontaminata degli altipiani è il servizio navetta Winter Skisafari, formula di mobilità sostenibile pensata per chi desidera vivere la montagna senza l’uso dell’auto. Prenotabile comodamente dalle strutture ricettive, il collegamento consente di modulare la giornata secondo le proprie inclinazioni: raggiungere in pochi minuti i silenzi ovattati dell’Alpe di Villandro e i pendii di Barbiano e Velturno, oppure aprirsi alle grandi aree sciistiche vicine come Val Gardena, Alpe di Siusi, Plose, Rio Pusteria e Corno del Renon.
Per gli estimatori dello sport a passo lento, l’inverno qui rivela la sua espressione più pura e contemplativa. L’Alpe di Villandro si trasforma in un altopiano candido dove il ritmo dei passi e il respiro scandiscono l’esperienza: gli anelli per lo sci di fondo si snodano dolcemente tra le ondulazioni dell’alpeggio al cospetto delle vette dolomitiche, mentre gli itinerari tracciati per le ciaspole e il winter hiking invitano a camminare immersi in una quiete assoluta, interrotta soltanto dalla sosta rigenerante nei rifugi tradizionali.
Questo connubio armonico tra natura aperta e piaceri raffinati trova il suo culmine ideale a metà marzo 2027 con Snow & Wine, l’atteso appuntamento di fine inverno sull’Alpe di Villandro. Un’escursione enogastronomica a tappe tra i rifugi alpini che trasforma la neve in un teatro del gusto: qui, al calore del sole d’inizio primavera e circondati da panorami a tutto tondo, i migliori vini bianchi della Valle Isarco incontrano le creazioni culinarie del territorio, offrendo un’esperienza conviviale d’alta quota dove l’eleganza del calice dialoga con l’anima autentica della montagna.
Dove dormire tra piaceri epicurei e celebrazione del riposo
Castel Ansitz Steinbock

Photo credits Thomas Rötting
A Villandro, Castel Ansitz Steinbock accoglie gli ospiti in un’autentica dimora del Quattrocento che unisce il respiro della storia a un’idea contemporanea di lusso discreto. Qui l’esperienza culinaria è concepita come un viaggio d’autore: lo chef René Tschager esprime una cucina di rara nitidezza, dove rigore e sensibilità territoriale dialogano armonicamente, trovando la loro massima espressione nel Fine Dining “La Lumosa” con percorsi degustazione da cinque o sei portate.

Photo credits Alex Moling
Durante i mesi freddi, la tenuta rivela un’atmosfera ancora più intima trasformandosi in un raffinato Winter Wonderland: dal 19 dicembre all’11 gennaio gli ospiti possono ritrovarsi per un aperitivo attorno al fuoco acceso del braciere, mentre a sei metri di profondità, tra le volte secolari della cantina curata dal sommelier Bastian Winkler – già “Premio per la cultura del vino” e custode di oltre ottocento referenze selezionate – viene servita l’esclusiva fondue preparata con carne biologica altoatesina, sigillo di un’ospitalità appartata e memorabile.
ansitzsteinbock.com
Gnollhof – Mystic Place Dolomites

Al Gnollhof – Mystic Place Dolomites a Gudon, il silenzio e il benessere sono una promessa mantenuta. A 1.160 metri di altitudine, questo rifugio di pace è avvolto da un incantevole manto di neve. Sebbene lontano dal frastuono quotidiano, è facilmente raggiungibile dal pittoresco borgo di Chiusa. Qui, il benessere olistico e il sonno perfetto sono i protagonisti. Ogni elemento parla la lingua del silenzio e del riposo, dai materassi ergonomici ai cuscini di diverse dimensioni. Le 54 camere e le suite dal design minimalista sono pervase dal profumo avvolgente del legno di cirmolo, un’essenza naturale che favorisce il sonno profondo e regala una sensazione di pace istantanea.

Il corpo e l’anima si rilassano nella spa, dove la piscina a sfioro riscaldata offre una vista senza barriere e senza pari sulle Dolomiti. Qui si può provare il “Rituale del Sonno”, un trattamento che induce uno stato di pre-sonno profondo. Per chi desidera invece praticare attività sportive, il Gnollhof è il punto di partenza ideale per ciaspolate silenziose, passeggiate meditative ed escursioni guidate tra i boschi. La cucina, guidata dal proprietario Peter Verginer, celebra il territorio con piatti stagionali altoatesini, preparati con prodotti DOP, IGP o Presìdi Slow Food. L’impegno del Gnollhof per un turismo responsabile è confermato dalla certificazione GSTC (Global Sustainable Tourism Council), che riconosce le sue pratiche a basso impatto ambientale e il supporto alle comunità locali.
gnollhof.it
Chiusa è raggiungibile comodamente in treno da Bolzano. In auto, l’uscita dell’autostrada A22 del Brennero è invece quella di Chiusa-Val Gardena.
klausen.it
Cover: Photo credits Rene Gruber