ARNALDO POMODORO. 1955-65

Ad aprile, Tornabuoni Art Paris presenta una mostra che documenta le origini del lavoro dello scultore Arnaldo Pomodoro (1926, Morciano di Romagna). La mostra, organizzata in stretta collaborazione con la Fondazione Arnaldo Pomodoro, si incentra sugli anni 1955-1965, periodo fondamentale della produzione dell’artista, presentando materiale d’archivio esclusivo ed opere mai esposte prima.

Arnaldo Pomodoro, Il Cubo (1961-62). Bronzo, 59 × 109 × 109 cm. (Photo credits Aurelio Barbareschi)

L’esposizione documenta in modo organico e compiuto la prima stagione creativa di Arnaldo Pomodoro, quando, trasferitosi a Milano nel 1954, l’artista inizia a tessere le sue trame segniche in rilievo creando situazioni visive al limite tra bi-dimensione e tridimensione.

Arnaldo Pomdoro, La luna il sole la torre (1955). Argento e juta stuccata e patinata, 40,5 x 50 cm. (Photo credits Dario Tettamanzi)

Arnaldo Pomodoro, La Colonna del viaggiatore (1960). Bronzo, 300 x 120 cm. (Photo credits Dario Tettamanzi)

Per me” racconta Pomodoro “è stato un periodo fittissimo di scambi intellettuali, l’incontro con Lucio Fontana e con i giovani milanesi che Enrico Baj e Sergio Dangelo avevano raccolto intorno alla rivista “Il Gesto” e quelli dell’“Azimuth” di Manzoni e Castellani, con i tedeschi di “Zero”, con Gastone Novelli e Achille Perilli e “L’Esperienza Moderna”. E insieme, con la generazione grande dell’architettura e del design che dibatteva in seno alle Triennali, da Gio’ Ponti a Ettore Sottsass“.

Nella mostra sono presentate, per la prima volta nel loro insieme, alcune delle opere più rappresentative del periodo 1955- 1960: sono i bassorilievi in argento, piombo e bronzo composti con una fitta serie di segni leggeri e ritmici, un tracciato di nodi, punti e fili, come una sorta di scrittura arcaica e illeggibile. “Lavoravo su fondi di velluto che sbiadivo con candeggine, con trucchi di acidi, con polvere di ferro, mescolandola e incollandola su tavole, su piani di cemento, un po’ come Klee che operava con una tessitura di garze, carte, acquarelli“.

È questa la ricerca che conduce Pomodoro alla consapevolezza del segno astratto come cellula plastica e che lo porta a realizzare le prime Colonne del viaggiatore, le Tavole e opere fondamentali come Luogo di mezzanotte, la Grande tavola della memoria e La macchina del tempo.

Arnaldo Pomodoro, Sfera n.1 (1963). Bronzo, ø 120 cm. (Photo credits Aurelio Barbareschi)

Con gli anni Sessanta dalla frontalità del bassorilievo nasce la complessità materica e spaziale della forma: è il momento della rottura formale. Pomodoro affronta la tridimensionalità dapprima curvando e modulando le superfici piane, per lavorare poi sulla struttura dei solidi euclidei (cubi, sfere, cilindri, dischi, coni, piramidi) corrompendoli da dentro con corrosioni e perforazioni fino a rivelarne l’interno misterioso e complesso. Nascono così La ruota, Il cubo, e la prima sfera, Sfera n. 1, esposte in mostra. La contrapposizione formale tra la levigata perfezione della forma geometrica e la caotica complessità dell’interno sarà d’ora in poi caratteristica di tutta la vicenda successiva dell’artista.

Arnaldo Pomodoro, Tavola dell’agrimensore (1958). Bronzo, 78 x 58 cm. (Photo credits Dario Tettamanzi)

La mostra comprende anche alcune opere più recenti, realizzate tra la fine degli anni Settanta e il 2010: le serie delle Aste cielari, delle Stele e dei Continuum. Accompagna la mostra una pubblicazione monografica, a cura di Luca Massimo Barbero, che offre una nuova lettura dell’opera di Pomodoro, attraverso un’approfondita indagine storica e critica del decennio 1955-1965 e un ricco apparato iconografico di documenti e materiali di archivio, messi a disposizione dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro. “È straordinario come un Maestro internazionalmente noto come Arnaldo Pomodoro” afferma Luca Massimo Barbero “riservi a un occhio contemporaneo una sorpresa inventiva che risale alle sue origini, alla nascita di un universo plastico totalmente originale. L’idea della mostra è proprio quella di uno scavo, di una sorta di ‘carotatura’ nel tempo dal 1955 al 1965 per poter approfondire la parte germinale del suo lavoro, radice di un pensiero che ha preso una forma universale”.

 

Arnaldo Pomodoro

Arnaldo Pomodoro con La ruota (Milano, 1961). Photo credits Mario Dondero

Arnaldo Pomodoro nasce a Morciano di Romagna nel 1926. Trasferitosi a Milano nel 1954, frequenta intellettuali quali Alfonso Gatto e Leonardo Sinisgalli, e artisti come Lucio Fontana, Bruno Munari, Enrico Baj. Insieme al fratello Gio’ e a Giorgio Perfetti forma il Gruppo 3P, con il quale realizza i primi gioielli esposti in varie edizioni della Triennale di Milano e i suoi primi rilievi in cui emerge una singolarissima “scrittura” inedita nella scultura, che viene d’ora in poi interpretata variamente dai maggiori critici. Nei primi anni Sessanta affronta la tridimensionalità e sviluppa la ricerca sulle forme della geometria solida quali sfere e colonne, erodendone e fratturandone le superfici con l’intento di rompere la perfezione della forma e scoprire il mistero che vi è racchiuso. Prende parte al gruppo Continuità, focalizzato sulla ricerca astratta fra materia e segno.

Arnaldo Pomodoro a Parigi (1957). © Archivio Arnaldo Pomodoro

Nel 1966 gli viene commissionata una sfera di tre metri e mezzo di diametro per l’Expo 67 di Montreal, ora a Roma di fronte alla Farnesina: è il passaggio alla grande dimensione. Si tratta, infatti, del primo di molti lavori che da quel momento verranno esposti in spazi pubblici, in città come Los Angeles, Milano e Città del Vaticano, ma anche in luoghi simbolici, quali la sede delle Nazioni Unite a New York e quella dell’UNESCO a Parigi. L’artista ha realizzato numerose opere ambientali: dal Progetto per il Cimitero di Urbino del 1973 scavato dentro la collina urbinate, poi non realizzato a causa di contrasti e problemi locali, a Moto terreno solare, il lungo murale in cemento per il Simposio di Minoa a Marsala, dalla Sala d’Armi per il Museo Poldi Pezzoli di Milano, all’environment Ingresso nel labirinto, dedicato all’Epopea di Gilgamesh, fino al Carapace, la cantina di Bevagna realizzata per la famiglia Lunelli e inaugurata nel 2012. Arnaldo Pomodoro è oggi esposto in tutto il mondo. Ha ricevuto numerosi e importanti premi, tra cui il Premio per la Scultura alle Biennali di São Paulo (1963) e Venezia (1964); il Japan Art Association Imperial Praemium for Sculpture (1990), e il Lifetime Achievement in Contemporary Sculpture Award dal San Francisco’s International Sculpture Center (2008). Nel 1992, il Trinity College Dublin gli conferisce la Laurea in Lettere honoris causa e nel 2001 Università di Ancona quella in Ingegneria edile-architettura. L’artista è tuttora in attività: nel 2010 ha esposto il Grande Portale Marco Polo (12 metri di altezza e 10 di larghezza) all’Expo di Shanghai; lo stesso anno ha realizzato una serie di nuove opere intitolate Continuum, che comprende un bassorilievo di cinque metri di lunghezza, composto da 6 pannelli bronzei, creato appositamente per la retrospettiva a lui dedicata da Tornabuoni Art. Nel 2016, per celebrare i 90 anni dell’artista, ha avuto luogo un’importante esposizione in vari spazi a Milano: trenta sculture esposte tra la Sala delle Cariatidi a Palazzo Reale, il Museo Poldi Pezzoli, la Triennale e la Fondazione Arnaldo Pomodoro, hanno ripercorso la ricerca artistica dello scultore dal 1955 ad oggi. Il complesso scultoreo The Pietrarubbia Group è stato esposto, per la prima volta nella sua interezza, in Piazzetta Reale. L’opera, iniziata nel 1975 e completata solo nel 2015, è ora installata nel nuovo sito dell’Università Milano Bicocca. Nel 1995 ha costituito la Fondazione Arnaldo Pomodoro, con lo scopo di documentare la sua attività di artista e in generale di promuovere l’arte contemporanea, con un’attenzione particolare alla ricerca delle giovani generazioni. Vive e lavora a Milano fianco della «darsena» di Porta Ticinese.

 

TORNABUONI ART

Tornabuoni Arte nasce nel 1981 a Firenze in via Tornabuoni, grazie alla passione per l’arte di Roberto Casamonti. Nel corso degli anni la galleria, oltre alla sede principale in Lungarno Cellini a Firenze, inaugura le sedi espositive di Milano (1995), Forte dei Marmi (2004), Tornabuoni Arte Antica (2006) e Tornabuoni Arte Contemporary Art (2014) entrambe a Firenze, oltre alle sedi estere di: Crans Montana in Svizzera (1993), Parigi (2009), Londra (2015).

 

ARNALDO POMODORO

1955-65

 

12 aprile – 13 giugno 2019

 

Tornabuoni Art Paris

Passage de Retz, 9 rue Charlot

Parigi

 

tornabuoniart.fr

 

Cover: Arnaldo Pomodoro, 2014 (Photo credits Veronica Gaido)