CLEO FARISELLI. HYDRIA

Sabato 6 aprile 2019 inaugura, nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone, negli stessi spazi in cui è conservata parte della sua collezione d’arte, il settimo appuntamento del progetto In Pratica, dedicato a Cleo Fariselli con la mostra Hydria.

Cleo Fariselli (foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello)

Dopo le presentazioni di Davide Monaldi, Luca De Leva, Andrea Romano, Beatrice Marchi, Giovanni Iudice e di un progetto dedicato a dieci giovani artisti albanesi realizzato in collaborazione con Art House di Adrian, Melisa e Zef Paci, In Pratica prosegue nel suo intento di proporre, attraverso il susseguirsi di piccole mostre, un continuo confronto tra le opere degli artisti già consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione e quelle di artisti emergenti di talento, anche se talvolta ancora poco conosciuti dal grande pubblico, invitati per l’occasione a concepire progetti site-specific.

Cleo Fariselli, Hydria, immagine guida In Ptratica 7, Collezione Giuseppe Iannaccone, Milano

Filo conduttore di Hydria sarà l’acqua, elemento fortemente ricorrente nell’immaginario di Cleo Fariselli. “Mi capita spesso di sognare l’acqua, a volte come un mare calmo, una pioggia imminente, un fiume impetuoso, un lago oscuro e così via” spiega Cleo Fariselli “negli anni ho imparato a interpretare il suo aspetto mutevole come spia dei movimenti più profondi del mio mondo interiore, ed è sempre stato per me oggetto di ispirazione, riflessione e di auto-analisi. Mi interessa esplorare questo tema non solo in chiave introspettiva e auto-analitica ma anche come paradigma estetico e metaforico della contemporaneità. L’immagine contemporanea dell’acqua è trasparente, cristallina; dall’estetica delle nuove interfacce tecnologiche che ne propongono seducenti rappresentazioni, all’acqua in bottiglia nelle réclame di uno stile di vita salutista e up-to-date, quest’acqua infallibilmente limpida, senza ombre, incarnazione di una perfetta chiarezza, è domata, epurata di ogni mistero e, in ultima istanza, di ogni vitalità.”

Cleo Fariselli, Gran Papa VI, 2016, gesso ceramico dentistico, cm 25x30x35 (foto: Marco Davolio)

L’intenzione concettuale della mostra è quella di “restituire all’acqua il suo aspetto mutevole, la sua capacità generativa, il suo lato affascinante, misterioso e conturbante.” “Fin dalle prime visite della collezione” racconta l’artista “ho immaginato l’ufficio dell’avvocato con le sue finestre affacciate sulla fontana di Piazza San Babila, come la cabina di una nave”.

Cleo Fariselli, Senza titolo, dalla serie Sculture impugnate, 2014, stampa inkjet su carta cotone, cm 28×42

Una serie di inedite sculture dialogheranno con dei dipinti che per la prima volta faranno il loro “debutto ufficiale” in una mostra di Cleo Fariselli. Questo medium infatti, utilizzato da Cleo per formare la sua vocazione artistica, era stato poi abbandonato, ma ora, forse stimolata anche dalle opere della Collezione Giuseppe Iannaccone, i dipinti prenderanno forma e si inseriranno tra le sculture in ceramica realizzate con la tecnica giapponese del Raku. Una tecnica che ricalca parti anatomiche dell’artista che paiono “oggetti fuori dal tempo, in bilico tra l’umano e il naturale. Nascono dalla suggestione dei volumi del mio corpo immaginati come ambienti vuoti, nei quali aggirarmi, o strumenti di visione, nei quali perdersi con l’occhio”.

Cleo Fariselli, Senza Titolo (spalla), 2018, ceramica raku, cm 43x32x31 (foto: Sebastiano Luciano)

“Cleo” raccontano l’Avvocato Giuseppe Iannaccone e la curatrice Rischa Paterlini “con le sue opere cariche di suggestioni, rimandi ed esperimenti materici, ci parla di una profonda relazione con il mondo, attraverso il suo sguardo rivolto prima alla sua realtà interiore e poi a quella circostante, un rapporto continuo tra corpo, gesto, mente e inconscio. Le sue sculture, dalle forme imprecisate, che non esaudiscono mai del tutto il bisogno dello spettatore di attribuirgli un significato, ci portano in una dimensione diversa, eclettica, indefinita e talvolta seducente”.

 

 

Cleo Fariselli

Cleo Fariselli (foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello)

Cleo Fariselli nasce a Cesenatico (FC) nel 1982, vive e lavora a Torino. Dopo studi di teatro si laurea all’Accademia di Brera nel 2007, completando la sua formazione con artisti internazionali del calibro di Jimmie Durham, Liliana Moro, Rirkrit Tiravanija e The Otholit Group. Il suo percorso artistico negli ultimi anni è andato focalizzandosi sulla scultura, con un taglio eclettico e sperimentale che combina concettualità a una dimensione esperienziale.

Cleo Fariselli, Cleo, 2018, taffetà iridescente, scagliola carpigiana (3 elementi), m 3×10 e ca cm 24x22x15 ciascuno (foto: Sebastiano Luciano)

Le sue opere sono state esposte a Palazzo Reale di Milano, alla Biennale di Praga, al Museo Pecci di Prato e a Palazzo Fortuny nel 2017 per la grande mostra Intuition a cura di Axel Vervoordt. Nel 2018/19 torna a Palazzo Fortuny per la grande collettiva FutuRuins, a cura di Daniela Ferretti e Dimitri Ozerkov con Dario Dalla Lana.

 

IN PRATICA 7

CLEO FARISELLI

HYDRIA

 

7 aprile-12 luglio 2019

 

Collezione Giuseppe Iannacone

Corso Matteotti, 11

Milano

 

collezionegiuseppeiannaccone.it

Opening sabato 6 aprile solo su invito e prenotazione fino ad esaurimento posti. La mostra di Cleo Fariselli, che sarà accompagnata da un catalogo distribuito gratuitamente edito da MadeinTemp, sarà visitabile nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone dall’7 aprile al 12 luglio 2019, solo su appuntamento, per piccoli gruppi di persone. Prenotazione sempre obbligatoria al solo indirizzo email: info@collezionegiuseppeiannaccone.it