MIKE NELSON, L’ATTESO

Dal 2 novembre 2018 al 3 febbraio 2019 le OGR Officine Grandi Riparazioni di Torino presentano L’Atteso, la prima mostra personale in un’istituzione italiana dell’artista inglese Mike Nelson, a cura di Samuele Piazza.

Mike Nelson, To the Memory of H.P. Lovecraft, 1999-2008. Installation view, The Hayward Gallery, 2008. Photo: Stephen White. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

Mike Nelson – che ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia del 2011 ed è stato due volte candidato al Turner Prize – realizza un nuovo progetto, pensato appositamente per gli spazi delle Officine Grandi Riparazioni.

Mike Nelson, MAGAZIN, Büyük Valide Han, 2003. Installation view, Büyük Valide Han, 2003. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

Il Binario 1 appare completamente trasformato in un “luogo altro” da un’installazione su larga scala che va a occupare l’intera navata con un intervento poderoso ma, allo stesso tempo, quasi intimo: lo spazio ex-industriale è reso irriconoscibile, generando un effetto straniante in cui il visitatore è chiamato a trovare il suo percorso personale, a esplorare liberamente gli elementi presenti alla ricerca degli indizi necessari per costruire la propria individuale narrazione. Come preannunciato dal titolo, un clima sospeso ed enigmatico caratterizza l’installazione, formata da un paesaggio che sembra uscito dalle immagini di un film e in cui diverse memorie e stratificazioni materiali creano una narrazione aperta a molteplici letture. Emergono le tematiche del viaggio (metaforico e reale) e della mobilità, entrambe care all’artista: una sorta di fil rouge di questo racconto che, nella cornice delle OGR, dove per un secolo si sono riparati i treni, trova una sponda ottimale per amplificare il senso di un’opera lasciata volutamente priva di chiavi di lettura predefinite.

Mike Nelson, Triple Bluff Canyon, 2004. Installation view, Modern Art Oxford, 2004. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

Primo tassello di questo percorso è una piccola scultura, Untitled (intimate sculpture for a public space) (2013) che accoglie il visitatore nel foyer delle Officine Nord: un sacco a pelo posizionato a terra, racchiuso in una teca, omaggio alla memoria di un amico e collaboratore, Erlend Williamson, artista e appassionato scalatore che con Mike Nelson aveva condiviso interessi e lunghi periodi di ricerca, mancato durante una scalata mentre stava viaggiando per raggiungere l’amico.

Mike Nelson, A Psychic Vacuum, 2007. Installation view, The Old Essex Street Market, Creative Time, 2007. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

 

Mike Nelson, Imperfect geometry for a concrete quarry, 2016. Installation view, Kalkbrottet, Limhamn, Malmö, 2016. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

La scultura, con la sua presenza intima e discreta fa da contraltare all’intervento visibile attraverso la vetrata d’accesso al Binario 1: la soglia trasparente permette di vedere un ammasso di detriti e materiali di risulta, un cumulo terroso frutto di demolizioni che sembra premere sulla parete a vetri. Un’enorme struttura in legno, simile a una impalcatura, in un primo momento visibile solo dal retro, conduce all’interno dello spazio. La scultura sembra un grande cartellone pubblicitario o lo schermo di un drive-in: è necessario oltrepassarla per trovarsi definitivamente all’interno di un ambiente buio dove, tra una distesa di macerie pressate, stazionano una ventina di automobili parcheggiate, coperte di polvere, in stato di abbandono. Non è chiaro perché le macchine siano in quello stato, ma diversi oggetti che raccontano le memorie dei loro possessori sono ancora distribuiti tra i sedili e portano traccia del passato del luogo e di questi personaggi. Solo poche fonti luminose e sonore guidano l’esplorazione dei visitatori, chiamati a interagire con gli elementi di questa complessa installazione, immersi in una sospensione spaziale e temporale che rende indefiniti i contorni esistenziali, prima ancora che visivi.

Mike Nelson, A Psychic Vacuum, 2007. Installation view, The Old Essex Street Market, Creative Time, 2007. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

 

Mike Nelson, Cloak, 2016. Installation view, Noveau Musee National de Monaco, UBS building, Monaco, 2016. Photo: Sebastiano Pellion di Persano. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

L’intervento di Mike Nelson per le OGR unisce fonti di ispirazione diverse in un nuovo lavoro, in cui le diverse suggestioni si ampliano in un continuo gioco di rimandi: l’ammasso di detriti che forma il pavimento su cui i visitatori si trovano a camminare ricorda un intervento di Land Art alla De Maria, trasformando però il suolo dell’installazione nella terra battuta di un parcheggio, in cui risultano ben visibili i resti di vecchie costruzioni, frammenti di piastrelle o materiali di risulta.

Mike Nelson, Quiver of Arrows, 2010. Installation view, The Powerplant, 2014. Photo: Toni Hafkenscheid. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

 

Mike Nelson, 408 tons of imperfect geometry, 2012. Installation view, Malmö Konsthall, 2012. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

Una collisione di temporalità diverse sembra caratterizzare l’installazione: un passato recente e una dimensione quasi archeologica (o potrebbe trattarsi di un prossimo futuro?), si uniscono materializzando un presente distopico: le automobili, scelte tra i modelli ancora ritrovabili nella vita quotidiana, si uniscono all’idea di precarietà che le macerie veicolano, all’ambiguità tra una demolizione da poco avvenuta, un’apocalisse in atto e una ricostruzione possibile. Nelson ancora una volta interviene con una trasformazione radicale dello spazio che con lo spazio dialoga, creando un’atmosfera di attesa e di sospensione – che richiama alla memoria grandi maestri del cinema come Michelangelo Antonioni e Dario Argento, o artisti del calibro di Ed Kienholz, tutti fonti della nuova opera – creando un limbo fisico ed emotivo carico di fascino e complessità.

Mike Nelson, I, IMPOSTOR, 2011. Installation view, British Pavilion, 54th Venice Biennale. Photo: Cristiano Corte. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

 

Mike Nelson, I, IMPOSTOR, 2011. Installation view, British Pavilion, 54th Venice Biennale. Photo: Cristiano Corte. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin

L’idea di trasformazione, cardine della programmazione di OGR, si materializza dunque in una struttura narrativa che emerge dalle modifiche dell’architettura in relazione alla storia dell’edificio e agli oggetti attentamente selezionati dall’artista e da lui trasformati in sculture nello spazio, per creare un’articolata stratificazione di senso e un percorso con molteplici livelli di lettura, dal viaggio onirico alla fantascienza.

 

LE NUOVE OGR DI TORINO

Le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, sono un nuovo centro di produzione culturale e di sperimentazione interdisciplinare di oltre 35.000 metri quadrati, interamente riqualificato dalla Fondazione CRT. Le OGR di Torino nutrono l’ambizione di far convivere tre anime – l’arte in tutte le sue declinazioni, la ricerca scientifica, tecnologica e industriale, il food & beverage – in connessione con i talenti, le best practice e le eccellenze internazionali. Nel 2013 la Fondazione CRT ha acquistato l’area in stato di degrado e l’ha riqualificata: il più grande investimento diretto su un unico progetto, oltre che uno dei maggiori esempi di venture philanthropy oggi in Europa.

Dopo 1.000 giorni di lavori, le ex officine dei treni sono rinate come Officine delle idee, della creatività, dell’innovazione: artisti di fama mondiale, tra cui William Kentridge, Arturo Herrera, The Chemical Brothers, Giorgio Moroder, hanno contribuito a realizzare la grande festa di inaugurazione – il Big Bang – durata due settimane e gratuita per tutti. Il programma del 2017 è continuato coinvolgendo in diverse collaborazioni artisti del calibro di Liam Gillick, Wolfgang Tillmans& Powell, Kraftwerk, Kamasi Washington, Noa, Ezio Bosso, Vinicio Capossela, Paolo Fresu, Dervisci Rotanti di Siria e altri. Il 2018 ha visto protagonisti nomi importanti dell’arte contemporanea come Tino Sehgal, Susan Hiller, Rokni Haerizadeh, Ramin Haerizadeh, Hesam Ramanian, Mike Nelson e grandi nomi della musica internazionale, come Blonde Redhead, John Cale, Arto Lindsay, New Order, Yann Tiersen, Michael Nyman. Tony Allen & Jeff Mills, Amadou & Mariam e Bombino, o come i Baustelle, che sono stati protagonisti del concerto di celebrazione del primo compleanno delle Officine Grandi Riparazioni, andato sold-out in poche ore dall’apertura delle prevendite. Le esibizioni di artisti di questo calibro, insieme a progetti come OGR SoundSystem, alla collaborazione con il Torino Jazz Festival e con il Salone Internazionale del Libro di Torino, qualificano le OGR come un vero e proprio centro di sperimentazione tra i più produttivi e dinamici a livello europeo.

 

 

Mike Nelson

L’Atteso

a cura di Samuele Piazza

2 novembre 2018 – 3 febbraio 2019

OGR – Officine Grandi Riparazioni

Corso Castelfidardo 22

Torino

www.ogrtorino.it

 

Cover: Mike Nelson, The Pumpkin Palace, 2003. Installation view, CCAC, San Francisco, 2003. Courtesy the artist and 303 Gallery, New York; Galleria Franco Noero, Turin; Matt’s Gallery, London; and neugerriemschneider, Berlin