HENRIOT: IL RITORNO DELLA CUVÉE DES ENCHANTELEURS
La Maison Henriot, con il millesimo 2015, ha restituito alla propria cuvée di prestigio il nome originario: Les Enchanteleurs. A partire dal millesimo 2005, la cuvée era stata ribattezzata Hemera, un nome scelto per evocare il carattere luminoso dei vini. In quel periodo la Maison stava orientando il proprio stile verso Champagne contraddistinti da una freschezza più marcata, risultato anche della maggiore precisione raggiunta nella scelta delle date di vendemmia attraverso la degustazione sistematica degli acini. All’interno della Maison, tuttavia, tutti avevano continuato a chiamarla Les Enchanteleurs. Nei registri di cantina il nome originario non era mai scomparso. Il ritorno alle radici si è dunque imposto con naturalezza, senza modificare l’identità sostanziale della cuvée: “Continuiamo a utilizzare gli stessi cru, nelle medesime proporzioni”, precisa Alice Tétienne, direttrice generale aggiunta e Chef de Cave della Maison Henriot, appartenente al gruppo Terroirs & Vignerons de Champagne. Per Alice la scelta appare ancora più coerente poiché “Les Enchanteleurs si rivolge a una nicchia, quella dei collezionisti. Ogni tiratura non supera gli 8.000 esemplari; possiamo, quindi, conservare elementi fortemente identitari, rivolti soprattutto a un pubblico di conoscitori”.
Pur avendo cambiato più volte denominazione nel corso della sua lunga storia, per un periodo si chiamò persino Baccarat, i principi di elaborazione sono rimasti fedeli all’impostazione originaria. Il nome Les Enchanteleurs rimanda a un intero universo legato al sapere artigianale. Nel gergo degli operai di cantina, l’enchantelage indica infatti l’operazione che consiste nel collocare una botte sopra due elementi di legno, sollevandola dal terreno. Un richiamo diretto alle persone che materialmente contribuiscono a custodire la memoria della Maison.
Creata nel 1889, occupa un posto particolare nella storia della Maison ed è concepita come una sintesi dei suoi terroir fondatori. Il nome poetico Les Enchanteleurs era stato scelto da Joseph Henriot nel 1986. Il suo recupero non rappresenta quindi un semplice omaggio al passato, ma si inserisce in una riflessione più ampia sul modo in cui Henriot intende raccontare oggi la propria cuvée di prestigio. Questa evoluzione si riflette anche nella veste grafica. L’etichetta recupera i codici stilistici del passato, reinterpretati in una tonalità marrone scuro coerente con il recente rinnovamento della collezione Henriot. Una scelta sobria, che privilegia l’essenziale e restituisce centralità al nome.
CUVÉE DES ENCHANTELEURS 2015
L’assemblaggio riunisce sistematicamente sei Grand Cru: Verzy, Verzenay e Mailly-Champagne, sul versante settentrionale della Montagne de Reims; Avize, Le Mesnil-sur-Oger e Chouilly, nella Côte des Blancs. Tutti partecipano in proporzioni equivalenti, all’interno di un equilibrio complessivo composto per il 50% da Pinot Noir e per il 50% da Chardonnay. Il millesimo 2015 ha beneficiato di nove anni di affinamento; il dégorgement è avvenuto nel 2025, con un dosaggio Extra Brut di 2,5 g/l.
La cuvée viene elaborata soltanto nelle annate in cui tutti e sei i cru raggiungono il livello qualitativo richiesto e, soprattutto, riescono a esprimersi coralmente senza che sia necessario modificare la proporzione di uno o dell’altro. “Può accadere che la vendemmia sia ottima in tutti e sei i cru, ma che dall’insieme non emerga alcuna armonia. Ogni anno si crea quindi una sorta di suspense, qualcosa di particolarmente emozionante: tutta la squadra si pone la stessa domanda, riusciranno a intendersi? Prima della degustazione non sappiamo mai quale sarà il risultato, né se nascerà davvero un’emozione. Tanto più che si tratta di personalità molto forti. Per me sono proprio questi i momenti nei quali comprendo fino in fondo la fortuna che abbiamo nel fare questo mestiere”, racconta Alice Tétienne. La struttura dell’assemblaggio è stabilita fin dall’inizio: o i sei cru trovano spontaneamente il proprio equilibrio, oppure Les Enchanteleurs non viene prodotta.

Nel 2015 questa armonia ha raggiunto uno dei suoi vertici. Le sfumature amare talvolta associate a un millesimo particolarmente solare lasciano spazio a una freschezza sorprendente, espressa attraverso richiami agli agrumi e alla ciliegia, avvolti da eleganti nuances di nocciola e mandorla.
Il 2015 è stato un anno caldo, privo di particolari difficoltà nel corso della stagione vegetativa. Sebbene diversi vini dell’annata abbiano mostrato un equilibrio condizionato dalla maturità e da una freschezza meno incisiva, Les Enchanteleurs ha seguito una traiettoria differente. La cuvée si rivela elegante, solare e luminosa, attraversata da una profonda componente floreale. I Pinot Noir della Montagne de Reims manifestano le personalità più decise dell’assemblaggio, conferendo profondità e consistenza attraverso note di anacardo tostato e pepe nero. Gli Chardonnay della Côte des Blancs apportano invece purezza e tensione, sostenendo una progressione agrumata, incisiva e dinamica. La trama si distende successivamente verso i frutti gialli, gli agrumi canditi e il miele d’acacia, mantenendo una notevole naturalezza espressiva e una straordinaria facilità di beva. Un concetto particolarmente caro ad Alice Tétienne: non esiste alcuna incompatibilità tra un grande vino capace di generare emozione e una piacevolezza immediata, in grado di renderlo accessibile senza sottrargli profondità.
Uno Champagne di emozione e di luce, concepito per attraversare il tempo e alimentare la memoria.
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