BORGO SAN JACOPO, CAMBIARE RESTANDO SÉ STESSI
Borgo San Jacopo cambia, ma senza perdere la misura che ne ha definito l’identità negli ultimi vent’anni. Il ristorante fine dining della Lungarno Collection ha riaperto, dopo qualche mese di chiusura, con interni rinnovati, una nuova articolazione della proposta gastronomica e un intervento che coinvolge anche Picteau Bistrot & Bar, dove debutta la Sala River affacciata sull’Arno.

Il ristorante, fiore all’occhiello del progetto della famiglia Ferragamo, aperto nel 2004 e premiato negli anni con importanti riconoscimenti, rinnova infatti gli interni insieme alla proposta gastronomica di Claudio Mengoni, alla guida della cucina dal 2018. L’intervento porta una misura più contemporanea negli spazi, mantenendo però quell’idea di eleganza domestica che da sempre distingue il locale: quasi una casa privata sull’Arno, con Firenze che entra dalle finestre e non fa solo da sfondo.

Il progetto firmato dall’architetto Michele Bönan continua a guardare all’Italia degli anni Cinquanta e all’universo estetico di Salvatore Ferragamo, ma lo fa attraverso un linguaggio più pulito e attuale. Bozzetti, fotografie di moda e ritratti dialogano con parquet di noce, tessuti nei toni del grigio e del blu, cristalli e porcellane, mentre l’ampia vetrata incorniciata da un arco resta uno dei punti focali della sala. Più che un esercizio di decorazione, il restyling lavora sull’atmosfera: luci più raccolte, dettagli calibrati e quella sensazione, non facile da ottenere, di trovarsi in uno spazio importante senza sentirne il peso.

Claudio Mengoni
Anche la cucina segue la stessa traiettoria. Mengoni, dopo esperienze con Andrea Berton, Gaetano Trovato, Andrea Migliaccio e all’Enoteca Pinchiorri, continua a muoversi su una linea che privilegia leggibilità e totale equilibrio. Le tecniche possono essere complesse, ma nel piatto non diventano mai il centro del discorso. Restano invece ingredienti riconoscibili, costruzioni precise e una classicità senza effetti speciali.
La nuova carta si articola in tre percorsi degustazione. “Experience” raccoglie le creazioni più rappresentative dello chef; il menù stagionale segue invece il ritmo delle materie prime, mentre il percorso vegetariano sviluppa una ricerca sul vegetale che non viene trattato come alternativa, ma come materia gastronomica autonoma. A questi si aggiunge una formula più libera: due portate e dessert oppure tre portate scelte tra le proposte in degustazione. Una soluzione che rende il ristorante meno rigido, senza snaturarne l’impostazione. Tra i piatti più riusciti, il suo signature: Lumachine con ricci di mare, alici alla colatura, ventresca di tonno stagionata e coulis di pomodoro giallo. Da provare anche la Pluma di maiale con tatin di albicocca, senape in grani e scalogno sotto cenere.

Pluma di maiale con tatin di albicocca, senape in grani e scalogno sotto cenere
Resta centrale il lavoro di sala e di cantina. La selezione seguita dal sommelier Salvatore Biscotti supera le 950 etichette, tra Italia ed estero, e accompagna una cucina che ha bisogno di precisione anche nel bicchiere. Interessante anche la proposta analcolica, frutto di una ricerca certosina del meglio disponibile sul mercato.
PICTEAU BISTROT & BAR

Il rinnovamento, però, non si ferma alla porta del ristorante. Poco distante, all’interno dell’Hotel Lungarno, Picteau Bistrot & Bar amplia il proprio racconto con la nuova Sala River, completamente ridisegnata. Qui il registro cambia: ampie vetrate sull’Arno e Ponte Vecchio, luce naturale, atmosfera più rilassata e un’impostazione quasi residenziale. Al mattino ospita la colazione dell’hotel; a pranzo e a cena diventa parte integrante del bistrot.
Nel complesso, il progetto sembra indicare con chiarezza la direzione scelta da Lungarno Collection: non inseguire una nuova identità, ma rendere più attuale quella che già esisteva. Ed è forse proprio questo il passaggio più riuscito. In una città dove la vista sull’Arno rischia facilmente di diventare l’argomento principale, Borgo San Jacopo prova ancora a fare in modo che resti soltanto una parte del racconto.
Lungarnocollection.com