SCACCIADIAVOLI: DEMONI, LEGGENDE E … SPUMANTE

La nuova etichetta degli spumanti dell’azienda Scacciadiavoli di Montefalco torna alle antiche origini di quel nome che oggi, come in passato, ha identificato una delle realtà enologiche più brillanti e qualitative del rinomato territorio umbro.

 

La Scacciadiavoli, infatti, è una delle cantine più antiche della zona e l’origine di un nome così particolare e d’impatto non è affatto casuale. Si narra che nel XIV secolo, proprio nel luogo dove sorge l’azienda, ci fu un curioso episodio, riportato anche da Johannes de Rupescissa nel Trattato della Quintessenza, in cui fu praticato un esorcismo su una giovane posseduta.

L’esorcista chiamato a liberare la donna dal diavolo, decise di farle bere del vino locale, riuscendo in questo modo a scacciare il demonio. L’evento ha dato il nome al borgo, ancora esistente, chiamato appunto Scacciadiavoli. Alla fine del XIX secolo, il principe Ugo Buoncompagni qui fece costruire una cantina e la chiamò, a memoria degli antichi fatti, “Scacciadiavoli”.

L’importanza delle origini è il messaggio espresso dalla nuova immagine degli spumanti Scacciadiavoli. L’unicità e l’originalità, quindi, che ritroviamo intatte nel gusto spumeggiante e materico del Brut e del Rosè, prodotti a partire dall’utilizzo delle uve Sagrantino, le bacche nobili di Montefalco con la loro tipicità inconfondibile.

Queste uve, vinificate per i vini fermi, regalano uno spessore e una tannicità tale che ha reso il Sagrantino famoso in tutto il mondo e Montefalco tra le mete preferite, accanto ai mostri sacri Toscana e Piemonte, di milioni di wine lovers italiani e stranieri. Ma anche utilizzato per la spumantizzazione, il Sagrantino sa regalare suggestioni straordinarie, donando bollicine di grande carattere, in perfetto equilibrio tra potenza e delicatezza.

Lo Spumante Brut Metodo Classico riposa 36 mesi sui lieviti ed è un assemblaggio di Sagrantino (85%) e Chardonnay (15%). Il Rosè (24 mesi sui lieviti) si giova invece dell’apporto di sole uve Sagrantino. Entrambi condividono la medesima trasversale capacità di rendere un assaggio piacevole, fresco, mai banale, identitario di un territorio e di una storia.

La presentazione ufficiale del nuovo affascinate “abito” degli spumanti Scacciadiavoli è avvenuta lunedì 4 febbraio presso l’azienda, durante una vera e propria festa “gotica” che ha coinvolto gli oltre 300 ospiti tra suggestioni e reminiscenze in onore di una così significativa origine. Figure allegoriche, simboli animati, figuranti mascherati all’esterno e performance teatrali tra le botti di Sagrantino, in un ambiente onirico e fiabesco.

Poi ovviamente la scena è stata tutta per il protagonista, la “bollicina”, la panacea di tutti mali, anche i più “estremi”.

 

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