YVES-LOUIS DORSEMAINE: “LA FRANCOFONIA CONDIVIDE LA LINGUA SENZA CANCELLARE LE DIFFERENZE”
Intervista di Houda Bakkali
In occasione del Mese della Francofonia 2026, evento internazionale che celebra le culture francofone nel mondo, Yves-Louis Dorsemaine, Console Onorario di Francia ad Auckland, Presidente della Federazione delle Alliances Françaises della Nuova Zelanda e Direttore Generale dell’Alliance Française di Auckland, ci avvicina alla missione, ai valori e alla personalità unica dell’Alliance Française. Un’istituzione il cui obiettivo principale, come sottolinea Dorsemaine, è creare spazi dinamici in cui le diverse comunità possano connettersi: luoghi d’incontro e di scambio di idee, di celebrazione delle culture e della diversità, con il francese come asse centrale.
Una lingua internazionale che promuove il dialogo nei cinque continenti e che, soprattutto, crea spazi animati dalla motivazione e dall’entusiasmo di costruire insieme, nel rispetto e nella diversità. Spazi come l’Alliance Française di Auckland, la più antica delle sei sedi presenti in Nuova Zelanda e che nel 2026 celebrerà il suo 130° anniversario. La sua lunga storia di successi non si misura solo nel numero di studenti, ma in tutte quelle persone che si lasciano sorprendere da una cultura inesauribile, che scoprono nuove prospettive e nuove opportunità grazie a una struttura discreta, solida, rispettosa, ben organizzata e di respiro universale.
Che cosa intendiamo quando parliamo di Francofonia?
La Francofonia non è un club con un rigido codice di abbigliamento. È una comunità viva, che respira ed evolve. Non si tratta solo di parlare francese. Se fosse solo grammatica, sarebbe terribilmente noioso. La Francofonia consiste nel condividere una lingua senza cancellare le differenze. Significa che un poeta senegalese, un cineasta quebecchese, un fumettista belga e un musicista tahitiano si esprimono tutti in francese, ciascuno con il proprio ritmo, il proprio accento, il proprio umorismo, le proprie storie e la propria visione del mondo. Per me, la Francofonia è una conversazione globale: a volte seria, a volte gioiosa, spesso deliziosa, ma sempre radicata nello scambio. È la diversità avvolta in un filo comune. E quel filo non è l’uniformità: è la connessione!
Quanti Paesi fanno parte della comunità francofona?
Il francese è lingua ufficiale in 29 Paesi, ma la comunità francofona comprende 88 Stati e governi membri, distribuiti tra Europa, Africa, Americhe, Asia e Pacifico. Il francese è parlato da oltre 320 milioni di persone nel mondo, il che lo rende non solo una lingua europea, ma una lingua veramente globale. È l’unica lingua, oltre all’inglese, parlata nei cinque continenti.
La Francofonia è anche una rappresentazione di valori. In che cosa si traduce tutto ciò? Quali valori rappresenta e promuove in senso culturale?
La Francofonia promuove la condivisione: di una lingua, di una cultura, di idee. Promuove la diversità culturale, la solidarietà, il dialogo e il rispetto dei diritti umani. Difende la convinzione che la diversità non sia una debolezza, ma una forza. In un mondo che a volte può apparire polarizzato, la Francofonia ci ricorda che possiamo appartenere a più identità allo stesso tempo, locali e globali. Per me, la Francofonia significa scambiare, creare insieme e celebrare molteplici prospettive. E sì, idealmente, attorno a una tavola con buon cibo e una buona conversazione.
Marzo è il Mese della Francofonia: come si vive ad Auckland? Quali eventi sono previsti quest’anno e quale impatto hanno avuto negli anni precedenti?
Il Mese della Francofonia ad Auckland cade nell’ultimo mese dell’estate, quindi facciamo il possibile all’aperto: il sole rende tutto migliore! Avremo colazioni tematiche, tra cui una speciale il 14 marzo con i consoli onorari di tutti i Paesi della Francofonia. Quest’anno celebriamo le donne e la Francofonia: una mostra di donne francofone famose creata dai nostri studenti, una conferenza su Camille Claudel e Rodin, e il 6 marzo Aissa Edon parlerà dei diritti delle donne e della lotta contro le mutilazioni genitali femminili. Gli appassionati di sport non perderanno la partita di rugby Francia-Inghilterra, e il 21 marzo le squadre di pétanque porteranno i nomi dei Paesi francofoni: strategia e divertimento garantiti! Il 28 marzo arriva il nostro Mercato francese con delizie gastronomiche e artigianali, e chiuderemo il 29 marzo con il Culture Fest, celebrando tutte le culture di Auckland. Ciò che mi piace di più è vedere gli abitanti di Auckland curiosi – non necessariamente francofoni – partecipare agli eventi semplicemente perché vogliono scoprire qualcosa di nuovo. Questa curiosità è lo spirito della Francofonia. L’impatto? Conversazioni. Incontri. A volte amicizie. E talvolta qualcuno decide di imparare il francese perché si è innamorato di un film o di un dibattito. Per noi, questo è il successo.
Come convivono le culture locali con l’essenza della Francia e delle culture francofone rappresentate dall’Alliance Française di Auckland? In che modo la arricchiscono?
Auckland è una delle città più multiculturali del mondo. La cultura māori, le comunità pasifika e le influenze asiatiche ed europee convivono qui ogni giorno. Non “esportiamo” la cultura francese: la invitiamo al dialogo. Quando si proietta un film francese ad Auckland, viene interpretato attraverso occhi kiwi. Quando organizziamo un evento, questo viene plasmato dalle sensibilità locali. Questo scambio trasforma entrambe le parti.
La cultura non è un pezzo da museo: è viva. E cresce quando incontra altre culture. Ad Auckland, il Mese della Francofonia coincide persino con il Culture Fest e con eventi sotto il motto World of Culture organizzati dal Comune di Auckland, che celebrano la diversità linguistica e culturale della città. Questa coincidenza è perfetta: ci permette di mostrare la cultura francofona all’interno di una conversazione multiculturale più ampia, condividendo idee, arte ed esperienze con tutta la città.
A livello globale, quali sono gli obiettivi dell’Alliance Française di Auckland?
A livello mondiale, la rete dell’Alliance Française promuove la lingua francese e il dialogo interculturale. A livello locale, il nostro obiettivo è creare uno spazio accogliente per tutti, che parlino francese fluentemente o che siano semplicemente curiosi. Se qualcuno esce dall’Alliance sentendosi più connesso al mondo di quando è entrato, allora abbiamo avuto successo. La nostra missione è aprire porte, non solo aule.
Ci parli della rete dell’Alliance Française in Nuova Zelanda: quando è stata fondata? Qual è la sua storia? Che tipo di eredità vuole lasciare?
In Nuova Zelanda, la nostra Alliance Française di Auckland è la più antica delle sei Alliances Françaises e celebrerà il suo 130° anniversario nel 2026. La sua storia inizia in realtà nel 1881, quando comunardi francesi, liberati dalla colonia penale della Nuova Caledonia, scelsero di esiliarsi in Nuova Zelanda invece di tornare in Francia.
Oggi l’Alliance riunisce 800 membri, mentre diverse migliaia di abitanti di Auckland partecipano ogni anno a più di 60 eventi, dalle proiezioni cinematografiche ai mercati e ai laboratori culturali. Offriamo inoltre oltre 5.000 ore di corsi di francese per tutte le età e livelli: dai nostri alunni più piccoli, di appena due anni che partecipano con i genitori, fino alla nostra studentessa più anziana, di 93 anni. E, sinceramente, quando vediamo i bambini giocare a “Uno, due, tre, stella” in francese nel cortile, sappiamo di fare qualcosa di davvero speciale. Il nostro lascito non è solo insegnare il francese: è coltivare la curiosità, il dialogo e la connessione interculturale. Non si misura nel numero di studenti, ma nelle persone che scoprono nuovi modi di pensare, nuove prospettive, e portano questa apertura nella loro vita personale e professionale, costruendo silenziosamente ponti tra due culture separate dalla geografia, ma unite dalla curiosità e dall’apertura.
Quali sorprese possiamo aspettarci dal programma culturale e artistico dell’Alliance Française di Auckland nel 2026?
Il 2026 sarà per noi un anno davvero speciale: una vera pietra miliare! La grande sorpresa — anche se forse non è più così segreta — è una grande giornata di celebrazione dell’anniversario, aperta a tutti i francofoni, ai francofili e agli abitanti curiosi di Auckland. Vogliamo che sia inclusiva, festosa, intergenerazionale e gioiosa. Ci si possono aspettare esperienze immersive, formati ludici e sorprese culturali che mescolano tradizione, innovazione e il piacere di connettersi con gli altri. Stiamo ponendo un forte accento sulla celebrazione di donne francofone famose: ci sarà una mostra dedicata a donne influenti di tutto il mondo francofono, e ciò che la rende davvero significativa è che i nostri stessi studenti stanno creando i contenuti. È un bellissimo simbolo di ciò che difendiamo: imparare, condividere e creare insieme. L’Alliance non è solo un luogo dove si riceve conoscenza; è un luogo dove la conoscenza si produce collettivamente. E se raccontassi tutto… beh, non sarebbe più una sorpresa. Ma potete certamente aspettarvi una programmazione audace, collaborazioni con artisti locali, esperienze partecipative e forse qualche formato inaspettato. La cultura deve sorprendere; altrimenti diventa semplicemente routine.
Per quanto riguarda l’educazione e l’apprendimento all’Alliance Française, quali sfide pone l’era digitale?
L’era digitale è allo stesso tempo un dono e una sfida. L’informazione è ovunque. L’intelligenza artificiale può tradurre all’istante. Ma la lingua non è solo traduzione: è tono, umorismo, silenzio, contatto visivo. La nostra sfida è adottare gli strumenti digitali senza perdere la dimensione umana. All’Alliance, imparare il francese non è solo una questione di schermi: si tratta di conversazioni, risate, errori e di riprovarci. Perché, in fondo, la lingua riguarda la connessione. E la connessione non si può automatizzare.
Cover: Imagen: Yves-Louis Dorsemaine (Photo credits Sylvie Whinray)