AFARIN SAJEDI. ECCE MULIER

Sarà la personale dell’Artista iraniana di Theran, Afarin Sajedi, ad inaugurare alla Dorothy Circus Gallery London, il programma espositivo annuale del 2019, dal titolo Turning Page.

Afarin Sajedi, Pink Holy (2018). Acrilico su tela, 200x200cm

La mostra, dal titolo Ecce Mulier parte dall’analisi psicanalitica delle profondità del femminile osservate prima da Goethe poi da Jung, e già da essi riconosciuta come icona del potere creativo dell’inconscio. Sajedi, artista di formazione pittorica classica, il cui percorso espressivo si intreccia con il simbolismo magico e con le più contemporanee contaminazioni di pop surrealismo americano e neo pop asiatico, porta in scena una coraggiosa e potente sintesi del pensiero della donna postmoderna e dei pattern emozionali femminili che uniscono molteplici esperienze e condizioni esistenziali. Il risultato è un ricco ritratto psicologico che guida attraverso la comprensione dell’insita natura spirituale e coesistenza di amore e forza nel mito materno.

Afarin Sajedi, You Look Ready. Acrilico su tela, 130×195 cm

Le grandi tele di Sajedi, in un duello di luci e ombre, esplorando sequenze di sogni e solitudini e raccontando battaglie e traguardi di una femminilità universale, disvelano un messaggio femminile dalle simbologie alchemiche, religiose e letterarie, capace di superare ogni barriera temporale e culturale ed offrire ulteriore illuminazione e comprensione sulla Donna di oggi.

Afarin Sajed, Ecce Homo (2019). Acrilico su tela (dettaglio)

Gli enormi dipinti, intensi e ironici, rievocano gli archetipi femminili del “Regno delle Madri” del Faust di Goethe, passando per le elaborate sfumature dei personaggi Shakespeariani, le avventure surreali di Cervantes e Calvino, i drammi di Lars von Trier, fino ad arrivare alla più estrema delle mitologie contemporanee nella sublime interpretazione della Bride di “Kill Bill” di Tarantino nell’opera “You Look Ready” .

Afarin Sajedi, Ceci n’est pas un poisson (2018). Acrilico su tela, 200×200 cm

Nella scelta di inaugurare questa mostra in occasione della Giornata Internazionale della Donna, cosi come nelle tele di Sajedi, non manca una velata e raffinata allusione all’eroico percorso di costruzione e decontrazione dell’identità sociale delle donne. Negli occhi arrossati, sulle labbra mangiate, e dalle guance calde leggiamo la sofferenza e la frustrazione per l’assurda violenza che la vede vittima di una ancora difficilissima emancipazione. Con questa mostra la DCG porta, infatti, nuovamente l’accento sul costante impegno e il vivo interesse per la rappresentazione e l’iconografia del femminile nel mondo dell’Arte. Si parlerà nuovamente di Donna, con particolare attenzione alle relazioni materne e alla relazione tra umanità e processo creativo, durante la programmazione curata per il 2019. Un tema che prende ispirazione dal Nadir di questo ultimo decennio, il e simboleggia il momento di chiusura, l’ultimo punto visibile di luce prima della notte, l’ultimo momento in cui siamo coscienti, appena prima di voltare pagina verso un nuovo capitolo, una nuova decade verso una nuova luce di conoscenza, comprensione ed umanità.

 

 

Afarin Sajedi 

Afarin Sajedi, Dionysus 2 (2018). Acrilico su tela, 200×200 cm

Afarin Sajedi nasce nel 1979 a Shiraz in Iran, e completa i suoi studi a Teheran, dove consegue la laurea in Graphic Design all’ Università Azad, e dove attualmente vive. Durante l’infanzia Sajedi dimostra un grande interesse e talento nel disegno e, grazie alla sua famiglia, viene introdotta al movimento del Rinascimento Italiano già da molto giovane. Questo ha influenzato notevolmente il suo stile futuro, caratterizzato da ritratti che ricordano le dame dei dipinti rinascimentali. L’artista è stata anche influenzata dai Clown di Heinrich Boll e da Gustav Klimt. La creatività e la tecnica ineccepibile di Afarin Sajedi le hanno assicurato una posizione di grande rilievo nel mondo dell’arte iraniana.

Afarin Sajedi, Stronger (2018). Acrilico su tela, 200×200 cm

Tra i diversi soggetti che Sajedi ama ritrarre, siano essi di ispirazione giapponese o clown o personaggi teatrali, vengono quasi sempre raffigurate immagini femminili. I suoi splendidi dipinti sono caratterizzati da una figura centrale, una donna su sfondo nero, che viene spesso interrotto da pesci dorati che attraversano un mistico scenario. Le grandi composizioni di Sajedi si concentrano sulla forza interiore e sulle sofferenze delle donne. Forchette bizarre, pesci, e abiti vestono i capi di queste donne per creare i più austeri e surreali copricapo. Sajedi ha partecipato a numerose mostre collettive e personali a Teheran con Etemad Gallery, che la rappresenta ufficialmente in Iran. Ha avuto la sua prima mostra europea a Roma, quando è stata invitata a esibire il suo lavoro nella prestigiosa location di Palazzo Valentini per “Inside Her Eyes”. Nel 2013 i suoi dipinti sono stati esposti accanto ai rinomati artisti americani Colin Christian e Sas Christian, insieme all’artista italiana Francesca di Nunzio, in un four person show “God is Her Deejay”, curato dalla Dorothy Circus Gallery a Roma. Nel 2015 Sajedi è stata invitata dalla La Citè Internationale Des Arts per una Residenza di tre mesi in Francia a Parigi. Nello stesso anno, le sue opere sono state presentate in una prestigiosa fiera d’arte nel Principato di Monaco.

 

ECCE MULIER

AFARIN SAJEDI

Solo Exhibition

 

 

8 marzo – 6 aprile 2019

 

 

dorothycircusgallery.uk

 

 

Cover: Afarin Sajedi, You Look Ready (2019). Acrilico su tela (dettaglio)