FLAVIO FAVELLI. IL BELLO INVERSO

Quindici opere inedite formano l’intervento a Ca’ Rezzonico di Flavio Favelli. Il bello inverso, “cioè a rovescio, opposto“, spiega l’artista, racconta di “una bellezza pensata che è il mio immaginario, qualcosa che non è semplice da esporre in un luogo e in una città che è l’Arte per antonomasia. Venezia è sempre stata una tappa della mia vita; fin da bambino ci andavo perché, come diceva mia madre, “bisogna conoscere l’Italia”. E’ difficile esporre in luoghi così connotati: si cerca sempre il dialogo, si spera che l’artista di oggi, che per sua natura è considerato “leggero” rispetto all’arte del passato, renda un omaggio alla nostra Arte & Storia vista come una specie di ideale a cui guardare“.

Flavio Favelli, Il bello inverso. Cà Rezzonico Museo del Settecento Veneziano

Le pedane di legno che per mesi sono state calpestate dai passanti che hanno attraversato il ponte dell’Accademia, rivestito per un restauro terminato alla fine dello scorso anno, con i segni dell’usura da calpestio e delle vernici del lavoro.

Flavio Favelli, Il bello inverso. Cà Rezzonico Museo del Settecento Veneziano

Una stella rossa di pubblicitaria memoria, i lightbox con i loghi e nomi (Generali, Lacoste, Coca-Cola) e i marchi cancellati dalla pittura, la reinterpretazione di una vecchia etichetta del famoso aperitivo veneziano Select che si fa stendardo. Grate di ferro in forma di traliccio, motivi mimetici di navi da guerra, specchi graffiati, mobili ricomposti e vassoi silver plated.

Flavio Favelli, Traliccio Tunisi (2019). Assemblage of iron grill, 407×70×70 cm

Flavio Favelli, Purple Riviera (2019). Assemblage of cut and ground cans on enabled furnishing, 266×48×43 cm

Flavio Favelli, Purple Riviera (2019). Assemblage of cut and ground cans on enabled furnishing, 266×48×43 cm

Flavio Favelli, Silver Plated (2019). Assemblage of trays, 303×45×43 cm

Flavio Favelli, Military Decò (2019). Assemblage of painted furnishings, 261×72×63 cm

Il denominatore comune di queste opere è la sovrapposizione di immagini, trame e materiali. La forma è l’assemblaggio, la combinazione di forme e oggetti e significati, la composizione, il collage e infine la pittura. Il tema centrale è quello del segno-scritta-logo alterato e sofisticato per un’immagine differente che sposta e adultera il senso originale e porta a una nuova complessità formale e di concetto.

Flavio Favelli, Eau de Toilette (2019). Collage on light box, on an assemblage of painted furnishing, 90×57×43 cm

Flavio Favelli, Serenissima Star (2019). Collage on light box, on an assemblage of painted furnishing, 105×50×39 cm

Flavio Favelli, Premium Quality (2019). Collage on light box, on an assemblage of painted furnishing, 73×99×29 cm

E ancora costruzioni, tralicci, mobili e tabelle di latta, insegne, statue “astratte” e lightbox. Come nota l’artista, nel Museo del Settecento Venezianonon ci sono pareti da bucare“: l’intervento è perciò site-specific nel senso più pratico, con opere tridimensionali.

Flavio Favelli, Ferragosto Decò (2019). Assemblage of furnishings and enamel, 191×54×34 cm

Flavio Favelli, Carte d’Or (2019). Assemblage of furnishings and enamel 180×62×43 cm

Flavio Favelli non guarda solo alla storia dell’arte. Nella sua opera entrano la storia del costume, degli oggetti d’uso, della comunicazione, e della pubblicità “che in Italia ha influenzato la nostra storia più di quanto pensiamo”, e c’è la stessa biografia dell’artista, anche nella sua storia personale quei materiali e quegli immaginari si sono depositati (a cura di Gabriella Belli).

 

FLAVIO FAVELLI

IL BELLO INVERSO

 

9 maggio/15 settembre 1919

 

Ca’ Rezzonico

Museo del Settecento Veneziano

Venezia

 

carezzonico.visitmuve.it

 

Photo Credits Dario Lasagni