ALTO COCKTAIL FESTIVAL, CERVIA ACCENDE LA NUOVA OSPITALITÀ

La quinta edizione del progetto ideato da Niccolò Amadori ha trasformato il rooftop del Villa del Mare Spa Resort in un laboratorio internazionale dedicato a mixology, cucina, lievitati e cultura dell’accoglienza contemporanea.

 

Si è chiusa a Cervia la quinta edizione di ALTO Cocktail Festival, l’appuntamento indipendente ideato e diretto da Niccolò Amadori che, dal 23 al 29 maggio 2026, ha trasformato il settimo piano del Villa del Mare Spa Resort in un hub internazionale dedicato all’hotellerie, alla mixology d’autore, alla cucina di ricerca e all’arte dei lievitati.

Con oltre 1.000 presenze e più di 50 guest nazionali e internazionali, il festival ha confermato il proprio ruolo tra le piattaforme più interessanti del panorama hospitality italiano, superando la formula dei tradizionali banchi d’assaggio e scegliendo un format più fluido, costruito su contenuti reali, dialoghi spontanei e contaminazione tra cucina, sala e bancone.

Le giornate hanno alternato momenti di approfondimento professionale, aperitivi, live cooking e grandi eventi serali. I talk del mattino, moderati da firme del settore come Penelope Vaglini, Chiara Degli Innocenti, Rossella De Stefano, Carlo Passera e Claudia Orlandi, hanno affrontato alcuni dei temi più attuali dell’accoglienza: il pairing come alternativa sempre più strutturata al vino, l’evoluzione della cultura low alcol e analcolica, il rapporto tra pizza, fine dining e miscelazione contemporanea.

Al tramonto, il Garden Lounge del resort ha ospitato l’Aperitivo Italiano, mentre dalle 21 il Rooftop ALTO è diventato il cuore pulsante della manifestazione, tra cene a più mani, experience bar, barbecue, pizza d’autore e pairing al bancone. Una formula pensata per abbattere le barriere tra discipline e restituire all’ospitalità il suo valore più autentico: quello dell’incontro.

La mappa dei protagonisti ha riunito bartender, chef e professionisti arrivati da alcune delle insegne più dinamiche della scena italiana e internazionale: da Ruggine Bologna ad Aguardiente, da Bar Folia a Il Locale, da Svanen e Himkok di Oslo a Dry Milano, Gucci Giardino, Ruby Copenhagen, 1930 Milano, Club Derrière Roma e Atrium Bar Firenze. Sul fronte cucina e lievitati, il festival ha coinvolto realtà come Moebius, Lubna, Fuba, O’ Fiore Mio, Racine, I Vesuviani, Frangente, Sentaku, Piano 35, Cascina dei Sapori e Podere Belvedere.

ALTO Cocktail Festival continua a crescere grazie a una rete di relazioni personali, stima professionale e connessioni costruite negli anni, accomunate dall’entusiasmo di prendere parte a un festival percepito come autentico, libero e costruito attorno ai contenuti” ha dichiarato Niccolò Amadori.

Dall’edizione 2026 emergono tre direzioni chiare: la destrutturazione del pairing, il consolidamento del binomio pizza-cocktail e una nuova idea di sostenibilità umana, fondata su indipendenza, relazioni e qualità dei contenuti. In un mercato saturo di format standardizzati, ALTO sceglie una rotta diversa: meno fiera, più comunità; meno vetrina, più pensiero condiviso.