VALPOLICELLA E PARMIGIANO REGGIANO UNITI NELLA PROMOZIONE DEI LORO PRODOTTI
“L’unione fa la forza”. Il celebre motto è alla base di alcune iniziative promosse dai Consorzi del Parmigiano Reggiano e dei vini della Valpolicella che si sono uniti per comunicare e sostenere i propri prodotti sia in Italia che all’estero. Con un valore al consumo di oltre quattro miliardi di euro, queste due eccellenze dell’agricoltura italiana racconteranno i loro prodotti durante circa 25 eventi in tre Paesi Ue (Italia, Francia e Germania) all’interno del progetto “D’Opera – Quality Heritage of Europe” che terminerà nel 2027. Inoltre, nuovi progetti sono allo studio per altri interventi nei Paesi Scandinavi e in Nordamerica. Le attività si concentreranno sulla formazione e sulla conoscenza, offrendo ai partecipanti opportunità per approfondire i processi produttivi e le caratteristiche organolettiche dei vini Valpolicella e del Parmigiano Reggiano evidenziando il valore della filiera, basata su standard garantiti, trasparenza e un legame profondo con il territorio

Così come confermato dal presidente del Valpolicella, Christian Marchesini, il ruolo dei Consorzi di Tutela si deve concentrare su tutela e promozione dei vini delle Denominazioni: “il Consorzio ha confermato quest’anno la riduzione delle rese e reiterato il blocco dei nuovi impianti almeno sino al 2028, mentre ha intensificato i controlli nel mondo su sounding e contraffazioni, riscuotendo indennizzi per quasi un milione di euro. Nel 2025 la denominazione ha partecipato con le proprie aziende a oltre 100 eventi in Italia e nel mondo, organizzati direttamente e non. Un’attività che replicheremo con ancora maggior forza nel prossimo biennio”.

Per Carmine Forbuso, direttore marketing del Consorzio del Parmigiano Reggiano: “il Parmigiano Reggiano è non solo un prodotto di estrema versatilità e distintività, ma anche un elemento irrinunciabile di ogni momento di convivialità, come una degustazione in abbinamento con vini di eccellenza come quelli della Valpolicella”.

Tra le differenti espressioni viticole della Valpolicella, l’Amarone si colloca al vertice; una degustazione verticale ha consentito di ripercorrerne uno spazio temporale di oltre dieci anni. Iniziamo con l’annata 2022 presentata dalla cantina Seiterre di Valeggio sul Mincio, che ha presentato un Amarone dal frutto ancora croccante e dalla gioventù al sorso caratterizzato da buona lunghezza e da freschezza e tannino ancora in evidenza. L’annata 2021 è stata rappresentata da due campioni di Amarone della Valpolicella Classico: Santa Sofia e Corte Archi. Il primo, di grande eleganza, contraddistinto da spezie e note balsamiche all’olfatto, si è rivelato, al palato, dal tannino vellutato e dalla freschezza agrumata mentre il secondo, dalle note di confettura e di sentori maturi, ha evidenziato un profilo ricco e strutturato frutto del lungo appassimento delle uve. All’indietro negli anni fino al 2019 con l’Amarone di Lavagnoli che ancora profuma di frutta e spezie che in bocca diventano sentori di confettura accompagnati da una buona acidità, da piacevole sapidità e da un tannino sottile. Ancora a ritroso, al 2017, con il Classico Riserva Corte Brà di Sartori di Verona.

Dall’intrigante profilo scuro, di cuoio e di tostature, terroso e balsamico. Nonostante l’annata calda, la buona freschezza accompagna il tannino nella lunga persistenza che chiude, concentrato, con sentori di uva passa e liquirizia. La 2016 è rappresentata dall’Amarone Classico Centenarie della Tenuta Villa Bellini. I toni virano verso il granato abbastanza scarico e all’olfatto si affacciano sentori eterei, di erbe aromatiche e di amaretto. Attacco morbido poi freschezza e sapidità nella persistenza con un finale di frutta rossa dolce. L’Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2015 di Tenuta Santa Maria Valverde matura per sette anni in tonneau di rovere e si caratterizza per le sue note di tostatura, di frutta nera, di agrume, di spezie, di sandalo e di violetta candita. Pieno e avvolgente al palato dalla buona freschezza e dal tannino morbido; chiude con ritorni di confettura. L’annata più vecchia, la 2013, è rappresentata da Valentina Cubi e dal suo Amarone biologico Morar che sosta in legno solo per alcuni mesi. I sentori evoluti, di tostature, di frutta sotto spirito, di smalti si declinano al palato nella piacevole freschezza e sapidità che accompagnano il tannino ancora deciso e dalla fine tessitura apprezzabile nella lunga persistenza.

In abbinamento ai vini quattro diverse stagionature di Parmigiano Reggiano. Il primo campione, stagionato 24 mesi, il doppio del minimo, ha mostrato un sapore intenso e una struttura granulosa, a seguire un 48 mesi con profili aromatici più complessi. Di grande spessore sia olfattivo che gustativo le stagionature a 60 e 90 mesi nella quale l’olfatto si caratterizza per sentori speziati, di sottobosco, di fungo e il palato è sapido e chiude quasi piccante.
parmigianoreggiano.com
consorziovalpolicella.it