GIOVANNI SOLOFRA APPRODA AL TRE ULIVI DI PAESTUM

Dodici anni alla corte del “kaiser” Heinz beck e una Stella Michelin fresca fresca guadagnata al St George Restaurant di Taormina. Questo il biglietto da visita di tutto rispetto messo sul piatto dallo chef Giovanni Solofra quando si è seduto al tavolo con Peppino Pagano, vulcanico imprenditore in quel di Paestum, che cercava un nome forte per far salire il livello del ristorante del suo hotel Savoy Beach. Un matrimonio tutto campano (terra d’origine dei due protagonisti) che promette scintille e che avanza la candidatura di Paestum, già meta turistica stranota per le sue ricchezze storiche, a nuovo baricentro del gusto dell’Italia del Sud.

Tutto è iniziato dall’elegante restyiling della struttura alberghiera, raffinato ed imponente allo stesso tempo, a cui doveva far seguito un colpo ad effetto anche a livello di offerta gastronomica. Ecco allora la coraggiosa scelta imprenditoriale di separare la banchettistica dalla cucina gourmet, allestendo due brigate separate e affidando a Solofra, e alla sua compagna di vita e lavoro Roberta Merolli, le chiavi della cucina del Tre Ulivi. Il coraggio, insieme alla visione, è certo una dote che non manca a Pagano: da zero, ha saputo creare due hotel di lusso, un lido di livello, un allevamento con oltre 700 capi di bufale, un’azienda con stabilimento di produzione, punto vendita e punto ristoro di prodotti caseari, succhi e marmellate (La Dispensa, sulla famosa Statale 18, la “via della mozzarella”) e una cantina, San Salvatore 1988, tra le più premiate in regione.

Solofra e Merolli gestiscono quindi da un paio di mesi il ristorante Tre Ulivi, le colazioni del Savoy e il servizio agli ospiti dell’hotel, con un’attenzione ai dettagli e alle esigenze del cliente che solo chi ha avuto esperienza in strutture alberghiere di altissimo livello può avere.

Nelle mani e nel cuore di Solofra si fondono tante anime. Quella campana, di chi sente il dovere di fare bella figura a casa sua, esibendo una naturale attenzione a tutti i prodotti del territorio, che, in tal senso, gli offrono uno scrigno di tesori, di mare e di terra, come pochi altri. Quella siciliana, che lo ha arricchito di profumi, di sapori, di colori e spezie, portandolo ad una “mediterraneità” ancora più evidente. Quella internazionale (ha accompagnato Beck in tante aperture in tutto il mondo), che gli da una visione d’insieme di ampio respiro.

La sua è una cucina tecnica ma calda, accogliente, che non vuole giocare sugli estremi, ma che vuole restituire armonia e divertimento al piatto.
Roberta Merolli, origini abruzzesi ma anche lei di scuola “beckiana”, si occupa del comparto dei lievitati e dei dolci. Pani, grissini, brioche, torroni, golosità di ogni genere, tutte condite con smisurata passione.
Insomma, che dire…ora Paestum offre un motivo in più per essere visitato!

 

savoybeachhotel.it