ETNA BIANCO DOC 2025 SANTA TRESA
La storia di Santa Tresa è da sempre legata al rispetto per la biodiversità, all’agricoltura biologica e alla valorizzazione dell’identità vitivinicola siciliana. Guidata con visione da Stefano e Marina Girelli, l’azienda ha esteso i propri orizzonti lasciando lo storico areale di Vittoria per abbracciare le pendici dell’Etna. Il risultato di questa ricerca è l’Etna Bianco Doc, la prima etichetta della cantina prodotta sotto la guida enologica di Mattia Giacomelli. Una sfida complessa, nata dalla volontà di individuare una filiera interamente ed effettivamente biologica sul vulcano senza scendere a compromessi con la propria filosofia produttiva. Le uve 100% Carricante provengono da un terroir d’eccezione situato sul versante sud-est del Monte Etna. I vigneti coltivati secondo la tradizione ad alberello etneo con pali di castagno, affondano le radici in suoli di sabbia vulcanica sul versante sud-est del vulcano, a un’altitudine di 400-500 metri e a soli sette chilometri dal Mar Ionio. È proprio questa sintesi tra microclima montano, brezza marina e terra lavica a plasmare l’identità espressiva del vino. La cura in cantina è improntata al rispetto della materia prima: dopo la raccolta manuale in cassette da 20 kg nella seconda metà di settembre, le uve sostano in cella frigo per una notte prima di subire una diraspatura e pressatura estremamente soffice. Segue una fermentazione a temperatura controllata e un affinamento sur lies di almeno cinque mesi con continui bâtonnage, utili a dare struttura e complessità.
JAMES’ TASTING
ETNA BIANCO DOC 2025 SANTA TRESA
Prodotto in un tiraggio limitato di 8.000 bottiglie, mostra nel calice una luminosa veste giallo paglierino con riflessi verdolini. Al naso l’impatto è verticale dominato da un vivido frutto agrumato di pompelmo rosa e scorza di limone. Man mano il profilo olfattivo rivela la sua matrice vulcanica e marina: emergono marcati richiami di pietra focaia, note iodate e salmastre, accompagnati da un delicato timbro di erbe della macchia mediterranea. L’ingresso al palato è teso, dinamico e di grande pulizia. La componente alcolica e la struttura avvolgente trovano immediato equilibrio in una spiccata mineralità. Anche la sapidità è ben integrata e sostiene lo slancio del sorso, accompagnando la beva verso un finale lungo, affilato e persistente, con nitidi ritorni salini e agrumati.