MARIE COURTIN RÉSONANCE 2021
Due ettari e mezzo a Polisot, un versante esposto a est e sud-est e il Pinot Noir come voce d’elezione: è su queste pendenze del Barséquanais che Dominique Moreau ha dato vita a Marie Courtin, imprimendo alla Côte des Bar una delle sue interpretazioni più vibranti e identitarie. Conduzione biologica e biodinamica, vinificazione rigorosamente parcellare e millesimata, rinuncia totale al dosaggio: Dominique affida l’equilibrio dei suoi Champagne esclusivamente alla piena maturità del frutto. Ne nascono sorsi densi, materici, attraversati da una freschezza acuminata e da una salinità profonda, dove la generosità della polpa dialoga costantemente con una tensione minerale, quasi rocciosa.
La storia affonda le radici nel 2000, quando Dominique, lasciata la cattedra d’insegnamento, sceglie di legarsi a questo fazzoletto di terra. Fin dai primi passi, la scelta biologica definisce un approccio fondato sull’ascolto intimo del vigneto: una scala dimensionale raccolta che le consente di assecondare l’andamento di ogni singola annata e di decifrare le mutevoli risposte del pendio. Nel 2005 il progetto prende ufficialmente forma sotto il nome di Marie Courtin, omaggio devoto alla nonna, figura emblematica di dedizione contadina. L’eredità si traduce in un rispetto assoluto per la vigna: è l’origine a dettare il ritmo di ogni cuvée, mentre la cantina si fa custode discreta della sua espressione più integra.
Sebbene il Pinot Noir domini la scena, affiancato da piccole quote di Chardonnay e Pinot Blanc, il coteau svela un’eterogeneità sottile. Lungo il dislivello variano la profondità del terreno e l’abbraccio delle radici con la roccia madre, differenze che Dominique asseconda vendemmia dopo vendemmia per orientare la raccolta e preservare l’anima di ogni parcella. A Polisot, l’argilla calcarea e le marne kimmeridgiane evocano le matrici geologiche di Chablis, distanziandosi dal profilo gessoso della craie settentrionale. In questo scenario meridionale della Champagne, la selezione massale custodisce un patrimonio genetico prezioso, esaltato dai principi biodinamici: la vitalità del suolo e l’equilibrio della pianta generano grappoli impeccabili, capaci di coniugare volume e acidità vibrante, fondamento indispensabile per vini pensati senza alcun maquillage zuccherino.
L’essenzialità del gesto si riflette anche nelle scelte enologiche. Dominique isola e riproduce i lieviti indigeni direttamente dalle uve del domaine, impiegandoli sia per la prima fermentazione sia per la presa di spuma: una coerenza tecnica che prolunga il legame con il vigneto fin dentro la bottiglia. La fermentazione malolattica svolta e il prolungato riposo sui lieviti conferiscono rotondità e pienezza alla materia, armonizzando l’affilatura acida senza addomesticarla. Durante l’affinamento il vino trova respiro e definizione aromatica, preparandosi a una sboccatura rigorosamente non dosata, dove la purezza gustativa si fa spazio tra contrasti sapidi e ritorni agrumati.
James’ Tasting
Marie Courtin Résonance 2021
Espressione pura di questa disciplina, Résonance nasce dal Pinot Noir coltivato nella porzione sommitale del versante, dove lo strato arabile si assottiglia a ridosso della roccia. La vinificazione in acciaio ne esalta il profilo tagliente e la verticalità, lasciando che siano la qualità della materia prima e la sosta sur lattes a plasmarne lo spessore. Résonance 2021, sboccatura settembre 2024, apre con un’eleganza austera: al naso le erbe aromatiche e il timo limonato si fondono a una pesca bianca matura e solare, venata da cenni fumé e scorza d’agrume amaro che ne preannunciano la fibra tesa. Al palato l’attacco è netto, dritto, scolpito da un’acidità penetrante che infonde dinamismo a una polpa succosa e densa di pesca e susina. Il Pinot Noir conquista il centro bocca con energia e compostezza, sostenuto da una trama salina che ne scandisce l’allungo. Il finale si distende asciutto e millimetrico: riaffiora la scorza d’arancia amara con un tocco amaricante di straordinaria precisione, lasciando una sensazione saporita e interminabile. È uno Champagne di forza minerale e incisiva freschezza, ma anche di estrema eleganza e piacevolezza.