SPECIALE CATALDI MADONNA

Sotto la guida di Giulia Cataldi Madonna, enologa di quarta generazione, l’azienda di Ofena (AQ) ha inaugurato un nuovo corso che unisce la solida tradizione familiare a una visione contemporanea. Dal 2019 la cantina punta su un’artigianalità mirata alla profondità qualitativa piuttosto che alla crescita dei volumi, valorizzando i vitigni identitari storici coltivati a regime biologico. Il fulcro stilistico risiede nell’esaltazione del Pecorino, inserito per la prima volta in etichetta da Luigi Cataldi Madonna, di cui l’azienda è pioniera con il vigneto primogenitore “Frontone“, e nella ricerca di freschezza per il Cerasuolo d’Abruzzo. La produzione sfrutta l’equilibrio termico del “forno d’Abruzzo”, una conca caratterizzata da forti escursioni grazie ai venti del ghiacciaio del Calderone. In cantina l’azienda adotta una filosofia di protezione estrema dall’ossigeno per preservare gli aromi, supportata da un costante aggiornamento tecnologico. Attualmente è in corso una profonda ristrutturazione della cantina che prevede spazi dedicati a micro-selezioni e vinificazioni sperimentali. Il nuovo progetto di Giulia ridefinisce anche l’enoturismo e l’accoglienza attraverso il legame con il territorio e le proprie radici storiche.

 

JAMES’ TASTING

SPECIALE CATALDI MADONNA

 

PECORINO

2003

Il successo del Pecorino affonda le sue radici nella storia familiare dell’azienda e nel profondo coinvolgimento del fondatore che ha svolto una sperimentazione importante sul vitigno nonostante i risultati iniziali non fossero sempre incoraggianti. La vera svolta è arrivata con la decisione di trasformare il Pecorino in un prodotto fortemente identitario per la cantina. Questa scelta ha comportato la ferma volontà di mantenere la denominazione originaria e di farsi promotori attivi del vitigno, legando indissolubilmente il nome dell’azienda al territorio. Annata molto calda e siccitosa con una vendemmia anticipata, il Pecorino 2003 Cataldi Madonna è caratterizzato da un uso consistente di legno nuovo (60%) – è l’annata in cui il Pecorino viene messo in legno, l’utilizzo delle ultime barrique sono nel 2007 – e che lo spinge lontano dalla vocazione del Pecorino stesso, ovvero da un timbro di freschezza agrumata, acidità e aromaticità.

 2007

Annata della svolta, è la prima bottiglia prodotta senza l’utilizzo del legno. La fermentazione e l’affinamento avvengono in acciaio con sosta sulle fecce fini anche fino a 10 mesi e ripetuti bâtonnage. Da questo momento emergono chiaramente le caratteristiche tipiche del vitigno, la tensione, il sale, la vivacità, riscontrabili anche nelle annate più vecchie.

2011

Annata equilibrata ma più precoce per via dell’aumento delle temperature in fase vendemmiale che nel tempo ha mostrato un’evoluzione differenziata a seconda dei territori. Vino contrassegnato da freschezza e sapidità, con toni agrumati e floreali con ricordi di gesso e pietra focaia.

 

FRONTONE 2020 

 

Annata medio calda ma regolare. Il 2020 segna inoltre il recupero e la celebrazione della vigna dopo le precedenti gelate. Un vino che profuma di erbe aromatiche, di salvia, fiori bianchi e agrumi ed esprime la “battaglia culturale” di Cataldi Madonna che ama sottolineare quanto i loro vini siano concettuali. Diretto, potente, verticale, entra in bocca come una sciabolata di energia. Un vino puro, strettamente connesso al territorio, caratterizzato da sensazioni gessose e saline legata alla matrice calcarea, con un corpo di bella struttura.

 

PIÈ DELLE VIGNE

 

2006

Due le argomentazioni che mettono al centro il Cerasuolo. La prima: la definizione di vino “rosa” (non rosato o rosé), una proposta lessicale e culturale che vuole restituire dignità a questa tipologia di vini valorizzandone l’identità profonda, oltre i vecchi cliché. “Il Cerasuolo sta sotto il cappello di vino rosa” commenta Giulia Cataldi Madonna. La seconda: sostenere l’argomentazione che il Cerasuolo può invecchiare se “progettato” sin dal principio con questo obiettivo, rifiutando l’idea che sia un vino destinato esclusivamente al consumo immediato. Nel calice si esprime con un colore rosa ciliegia vivo.

2012

Il processo produttivo prevede la criomacerazione di una gran parte delle uve e una fermentazione in acciaio a 15-18 gradi. La tecnica di produzione è detta “svacata”, una antica pratica contadina riadattata con moderni criteri enologici, che consiste nel vinificare in bianco la maggior parte delle uve e aggiungere poi una parte vinificata con normale macerazione sulle bucce. Una ibridazione che ha dato i migliori risultati in termini di stabilità e longevità. Annata calda e piuttosto siccitosa: deliziosi profumi di ciliegia, rosa canina, ribes accolgono un sorso sapido, fresco, leggermente speziato.

2015

Annata dall’andamento piuttosto regolare, complessivamente calda ma senza picchi eccessivi. Vino succoso, intenso, con note di fragoline di bosco e pepe bianco. Lavorato con cura artigianale, è un vino rosa tipico.

2021

Annata di grande equilibrio che ha giovato di riserve idriche consistenti, sufficienti a evitare stress eccessivi. Il Cerasuolo Piè delle Vigne è stato prodotto per la prima volta nel 1997: a distanza di quasi trent’anni conferma la sua tipicità e la sua natura, sentito come un rosa o come un rosso a seconda dei desideri del momento.

 

cataldimadonna.com