ARTIMINO EXPERIENCES

Si avverte tutta la potenza e l’autorevolezza dei Medici, giungendo a Villa La Ferdinanda sulla collina di Artimino, un’antica dimora di caccia che si rivela da subito in tutta la sua magnificenza. Chiamata anche villa dei cento camini, è posta sulla sommità di un verde crinale panoramico, una delle magioni più splendidamente conservate della celeberrima dinastia fiorentina, oggi parte della Tenuta di Artimino, che comprende la villa medicea, l’azienda vitivinicola, l’hotel, il ristorante, gli appartamenti e il centro wellness.

Un’acquisizione avvenuta nell’89 da Giuseppe Olmo, campione del ciclismo degli anni ’30, e autore nel 1935 del record dell’ora, in seguito affermato industriale, fondatore del Gruppo Olmo, leader nella produzione di poliuretano espanso, dell’azienda Olmo Biciclette, degli impianti sciistici di Bobbio e appunto della Tenuta Artimino, acquisita e trasformata in un resort luxury, oggi guidato dai nipoti del campione, Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo.

Un soggiorno davvero unico, in un luogo non ancora battuto dal turismo di massa, che garantisce un’immersione nella storia e momenti di puro relax, a pochi minuti di auto da Firenze. Filari di vite Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah e Malvasia, si rincorrono negli scoscesi pendii esposti a sud della tenuta che abbraccia la villa, mentre l’efficace sinergia fra l’agronomo Alessandro Matteoli, promotore di un’agricoltura sostenibile ed etica, e l’opera dell’enologo Filippo Paoletti, caratterizzano una produzione attenta e responsabile, sviluppata su ottanta ettari di vigneto, con il Carmignano Docg, il Chianti Docg, e la linea Artimino, intitolata “1596”, l’anno in cui iniziarono i lavori di edificazione della villa La Ferdinanda.

Dieci vini fortemente identitari, che esplorano la più antica tradizione enoica di questa parte della Toscana, con grandi formati e pregiate limited edition, una dedicata al record dell’ora conquistato al Vigorelli da Giuseppe Olmo, e l’altra ai 300 anni dall’editto di Cosimo III dè Medici a conferma di quanto già nel 1300 fosse solida la reputazione dei vini di Carmignano. Accanto alla villa, la Paggeria Medicea, un hotel 4 stelle, diretto dalla general manager Letizia Nardoni perfettamente inserito nel contesto architettonico complessivo, grazie all’attento restauro conservativo di un edificio del XVII secolo, che oggi conta 37 camere arredate in stile antico e contemporaneo, con pareti, tappezzerie e tendaggi ispirati ai colori dei vini della tenuta, coniugando elementi originali e i preziosi camini, insieme ad ambienti eleganti e tranquilli salotti dove poter trascorrere momenti di relax, a pochi passi dalla piscina.

Un’ospitalità diffusa che si completa con 59 comodi appartamenti con piscina, realizzati a poche centinaia di metri, dove un tempo sorgevano la fattoria e le abitazioni padronali, all’interno dello splendido borgo medievale.

Poi la cucina, nell’affascinante residenza a pochi passi dall’hotel, che fu di Biagio Pignatta, il primo maggiordomo di Ferdinando I dè Medici, cui è dedicato il ristorante. Un locale contemporaneo in stile country chic, nelle tonalità del verde salvia, che richiama all’olio e alle 17.000 piante di olivo della tenuta, dove ripercorrere i piatti della tradizione medicea attraverso il ricettario della nobile dinastia, insieme alla cucina locale.

E’ il regno della chef Michela Bottasso, piemontese di nascita e toscana di adozione, con un percorso professionale ricco, grazie ad esperienze a Londra, Kuala Lumpur, Saint Tropez, Montecatini, Caraibi, che si lascia ispirare dalle grandi materie prime dell’orto e dalla sua creatività, proponendo una cucina leggera ma fortemente radicata al territorio. Da provare il risotto mantecato ai funghi porcini e blu ai mirtilli del Palagiaccio, i pici, la ribollita alla carmignanese (una golosa versione asciutta della classica zuppa toscana), le polpette del Biagio con salsa di pomodoro piccante e maionese al lime, il petto d’anatra alla Caterina dè Medici, ma anche il tagliere dei salumi toscani, con la prelibata Mortadella di Prato, oltre a proposte vegetariane e menù degustazione in abbinamento ai vini della tenuta.

E per chi desidera ricavarsi una pausa wellness, nel borgo medievale c’è la Spa, seicento metri di benessere con piscina, idromassaggio, sauna, bagno turco, docce emozionali, area fitness e relax, e una vasta serie di trattamenti a base di wine Therapy, e alla preziosa azione detox dei polifenoli contenuti nel vino, negli acini, nel mosto e nei vinaccioli, grazie all’esperienza dello staff guidato dalla spa manager Daniela Alcano.

 

Tenuta di Artimino

Viale Papa Giovanni XXIII 1 – Artimino Carmignano (PO)

tel. 055.8751426

www.artimino.com