GARDA DOC, TRA CONSAPEVOLEZZA E VISIONE STRATEGICA
Cos’è il Garda? Sicuramente un lago, tanto amato dai turisti in particolare da quelli provenienti da paesi del Nord Europa, ma anche un bacino amato da chi pratica sport acquatici: il vento che spira costante è di grande attrazione. Il Garda è anche un territorio con le sue cittadine che si riflettono sulle pacifiche e scure acque, un territorio ricco di storia e monumenti che ne testimoniano le differenti vicende. Ma “il Garda” o, meglio, “Garda” è anche, per quello che più ci riguarda, una Denominazione. Denominazione di recente istituzione che inizia a confrontarsi con il mercato e, opera lodevole, riflette sulla propria identità e ruolo all’interno del mondo del vino.
Durante “Garda Wine Stories” un convengo ha cercato di fare il punto sullo stato dell’arte.
Innanzitutto, uno studio realizzato da Wine Meridian e commissionato dal Consorzio, ha cercato di analizzare come è percepita, tra il pubblico degli operatori, la Denominazione Garda DOC. Un atto di coraggio quello di farsi giudicare prima di intraprendere nuove strategie, come ricorda il presidente del Consorzio Paolo Fiorini. Il tutto con l’obiettivo di sviluppare una Denominazione moderna, chiara, nata non su mere logiche campanilistiche né, tantomeno, per assecondare logiche di mercato. L’obiettivo ultimo è quello di crescere e muoversi in linea con il mercato mantenendo fede alla missione di essere un brand riconoscibile.

Paolo Fiorini
Nella ricerca, sono stati intervistati una settantina tra giornalisti, buyer e influencer. Se è vero che solo 13% degli intervistati non conosce affatto la Denominazione è altrettanto vero che solo il 35% ne degusta con regolarità i prodotti; il 23% la considera una Denominazione orientata al mercato. Il 32% degli intervistati concorda sul forte appeal internazionale e sull’essere un brand fortemente evocativo; al contrario, solo l’1% lo associa a una tradizione vinicola.
Secondo la ricerca presentata al convegno da Fabio Piccoli, Direttore Responsabile e Fondatore di Wine Meridian, la riconoscibilità del Brand (34%) e il Paesaggio e la posizione geografica favorevole (22%) sono i punti di forza del Garda DOC, mentre le debolezze sono state individuate nell’identità non ancora definita (31%) e nella scarsa conoscenza presso il consumatore finale (29%) di questa Denominazione che si può definire una Denominazione Ombrello (o, come si usava dire in passato, “di ricaduta”). La difficoltà di percezione da parte della critica enologica (9%) e la sovrapposizione con denominazioni limitrofe (6%) sono altri punti deboli.
Sempre secondo la ricerca di Wine Meridian, le opportunità che si presentano ai produttori e ai vini Garda DOC sono il mercato che richiede di vini freschi e versatili (32%), la facile riconoscibilità per il cliente internazionale (30%), la forza dell’enoturismo legato al lago (29%) e la buona adattabilità allo storytelling del lifestyle gardesano (21%).
Ma la fine di sfruttare al massimo queste opportunità occorre che la Denominazione trovi una sua identità e un posizionamento e che vengano ben definiti i rapporti con le altre denominazioni affinché non vi siano sovrapposizioni o, ancor peggio, contrapposizioni.
Dopo aver dunque analizzato opportunità e criticità della Denominazione, un altro tema affrontato durante il convegno ha riguardato l’evoluzione delle logiche di mercato e la possibilità di migliore dialogo con la distribuzione, sia essa GDO che Ho.re.ca.
Siamo in una fase di contrazione del mercato del vino a livello mondiale. Fattori generazionali, economici, salutisti e locali (vedi le normative legate alla sicurezza sulla strada o i ricarichi nella ristorazione) hanno portato a una progressiva riduzione delle vendite di vino.
I primi quattro mesi del 2025 riportano (come rileva Lucio Roncoroni, Direttore generale presso CDA Consorzio Distributori Alimentari), per il mercato Ho.re.ca. italiano, una riduzione del 3% (del 4% a valore) rispetto allo stesso periodo del 2024. Il mercato tedesco, di particolare interesse per il Garda DOC, ha registrato, nel 2024 un calo delle vendite del 13% parzialmente compensato da un aumento (+10,5%) del prezzo medio della bottiglia. (dati forniti da Helena Mariscal, Direttore Acquisti Private Label e Brand Esclusivi, Mack & Schühle AG)
Se le vendite al cliente finale attraverso il segmento Ho.re.ca. sono mediate dalle capacità dei sommelier o dei camerieri di presentare o consigliare un particolare vino, è altrettanto vero che l’80% della produzione viene venduta attraverso la Grande Distribuzione (GDO) che dal suo osservatorio privilegiato ha una profonda conoscenza del mercato.
Daniele Colombo, Category Manager Area Beverage di Esselunga, ha sottolineato come sia necessario, per una denominazione giovane e che gode di notorietà internazionale come quella del Garda DOC, non cercare di seguire le mode ma fare investimenti che portino ad uno sviluppo duraturo; occorre la collaborazione tra le aziende per rafforzare il posizionamento e valorizzare l’identità territoriale.
Il prezzo competitivo, la buona qualità e il forte spirito evocativo del territorio sono le armi vincenti in possesso del Garda DOC per conquistare il consumatore finale. Consumatore che negli ultimi decenni ha cambiato il proprio stile di vita e le modalità di consumo del vino che sempre meno accompagna la tavola. Nel vino si ricerca un momento distensivo, di condivisione, quindi deve essere un’emozione, deve essere un vino che piace e di qualità. E il lago porta emozione.
gardadocvino.it