LE DONNE IN “ROSA”

I vini rosa sono “roba da donne”. Niente di più vero, aggiungerei.
Come le donne, capita che vengano presi sottogamba; come le donne hanno infiniti gradi di spessore e sfumature; come le donne sanno regalare brividi, rassicurazione e profondità nello stesso istante.

Solo una donna sa che questo colore ha innumerevoli sfumature e non è mai “solo rosa”: quella camicia cipria dalle intriganti trasparenze, quel rossetto fucsia che fa risaltare l’abbronzatura, quel bracciale rosegold che fa sentire subito più sicura.

Sono dettagli, frivolezze, ma il mondo è più bello se preso con la giusta dose di leggerezza. E se Audrey Hepburn credeva nel rosa, non vedo perché dovremmo contraddirla.

D’altronde, i vini rosa e le donne hanno una buona quantità di cose in comune ed è attraverso le donne che vi racconterò cinque bottiglie con cui consiglio di ingentilire la cantina.
Perché, prendendo in prestito un accessorio dal guardaroba femminile, il vino rosa è di certo il tubino nero che si può sfoggiare in qualsiasi occasione senza sentirsi mai fuori luogo: quella scelta che mette d’accordo lo stesso tavolo indeciso tra bianco e rosso e che va benissimo a tutto pasto, grigliate e verdure comprese.
Quel vino che, speriamo, riuscirò a convincervi a stappare anche quando i tramonti vista mare saranno finiti.

 

ROSERI CHIARETTO DEL GARDA 2018 CA’ MAIOL

Un rosa di territorio, massima espressione del Lago di Garda, che nasce da un blend di Groppello, Barbera, Sangiovese e Marzemino.
Lo precede un’eleganza semplice, fatta di profumi gentili di melograno, rosa, fragolina di bosco con la freschezza del the al bergamotto. Dopo la dolcezza delle intenzioni arriva però la sapidità delle terre argillose del basso Garda a donare una pulizia intensa.
È una donna come Virna Lisi dalla bellezza spontanea ma sempre nascosta, quasi di cui vergognarsi un po’, a preferire un carattere deciso e una cultura sottile… come quella che ha liquidato Hollywood con un “no, grazie”.

 

LUGHERINO PINOT NERO ROSATO 2018 VALLEPICCIOLA

Uno dei pochissimi rosati a base di Pinot Nero, che ha saputo stupire nonostante i timori iniziali di farlo in una realtà come quella toscana.
Arriva al naso con la golosità di una macedonia di frutti di bosco spruzzata di limone e zucchero a velo ma si frena al palato, ricordandosi di non essere un rosso e si ingentilisce con la freschezza di un ricordo persistente e la sapidità di un’estate agli sgoccioli.
Ha senza dubbio il carattere di Claudia Cardinale, con quella bellezza battagliera e indipendente che si fa largo senza chiedere permesso.

 

CODICEVINO CERASUOLO D’ABRUZZO DOP 2018 CODICE CITRA

Una nuova realtà tutta da scoprire che convince i perplessi sul Montepulciano. In rosa è un vino ricco, generoso, difficile da tenere a bada ma che trova in questo stadio la sua serenità ed espressione. Al naso sono chiari i sentori di frutti di bosco, canditi, melograno mentre al palato stupisce con una struttura e una energia che non prevedono pesantezza ma vigore. Lascia un’eleganza romantica che si presta a una cena su di un trabocco con un brodetto generoso. Lei, senza dubbio, non può che essere Monica Bellucci: generosa, ingombrante, femmina.

 

COREROSA PRIMITIVO 2018 CANTINA DUE PALME

La Puglia è la madre indiscussa dei vini rosa, quella che ci ha creduto per prima, che ancora regala emozioni con vini dalla dignità straordinaria e con un’ipotesi di invecchiamento non così scontata. E invece li assaggi e ti esplodono in bocca come i baci a lungo desiderati nella dolcezza del Primitivo e negli aromi dell’Aleatico. Profuma di confetto, amarena, visciola, acqua di rosa e viole.
Sa di promesse, di un Mediterraneo che guadagna spessore e struttura attraverso il mirto, l’alloro, le erbe aromatiche, che ti fa chiedere se non l’hai stappato troppo presto e ti ricorda, con la sua sapidità, che proprio lì due mari si abbracciano.
E chi, se non Sofia Loren potrebbe impersonificare il Corerosa con quel suo essere matrona decisa e rassicurante al tempo stesso, generosa e severa. Ma soprattutto indimenticabile a qualsiasi età.

 

TORRE MORA SCALUNERA ETNA ROSATO 2018 TENUTE PICCINI

Il Nerello Mascalese di questo vino sa di Etna, tanto viene marcato dalla lava che lo segna indelebile.
E quindi ecco tra naso e palato il ferro, l’affumicatura, la lava stessa che avvolge il frutto della passione e i frutti rossi. Poi tutto si placa appassionato, lasciando però il sentore della “ferrosità del sangue” privata e peccaminosa. Una donna così non può che avere la carne e la temerarietà di Maria Grazia Cucinotta, carica di contraddizioni, che tiene a bada una femminilità spiccata con una disarmante simpatia.