2015/2021: L’AMARONE “FAMIGLIA FARINA” IN VERTICALE

La quarta generazione della famiglia Farina, Elena e Claudio, sono eccellenti ambasciatori del territorio oltre che della loro azienda che da oltre un secolo interpreta la tradizione dei vini della Valpolicella in chiave contemporanea.

I loro vini, dallo stile moderno, non tradiscono la storia nella quale affondano, profonde, le radici famigliari. La casa patriarcale del 1500, ancor oggi sede dell’azienda, è segno di una storia ben più lunga rispetto a quella che colloca la nascita dell’azienda vinicola Farina agli inizi del ‘900.

Sono gli anni in cui le differenti colture (cereali, olivi, ciliegi) lasciano il posto ai vigneti dedicati alla produzione di vini rossi; la stalla e il fienile trovano nuovo impiego, così come i granai che diventano il luogo dove mettere a riposo le uve.

La storia recente è fatta di sostenibilità, di risparmio energetico e di basso impatto ambientale con l’intento di creare un ecosistema-vigneto il più possibile vario ed equilibrato. Quindi nessun diserbo chimico, confusione sessuale per limitare l’uso di pesticidi, potature secondo il metodo “Simonit & Sirch” e viticoltura intelligente per interventi mirati che limitano l’accumulo di metalli pesanti nel suolo.

Anche in cantina, ritenuta all’avanguardia in Valpolicella per ogni aspetto della vinificazione, è stato quasi azzerato l’impiego di detergenti chimici e si è adottato un sistema automatizzato di climatizzazione dei fruttai.

 

AMARONE DELLA VALPOLICELLA DOCG FAMIGLIA FARINA

L’Amarone Famiglia Farina è un prodotto abbastanza recente, la prima annata è infatti la 2015, ma si ispira e riprende lo stile dell’Amarone del 1968, anno che coincide con la nascita della Doc Valpolicella. Non una copia, ma una reinterpretazione cercando di ricrearne lo stile anche nell’etichetta. È un Amarone “vecchio stile”, che con il suo nome “Famiglia Farina”, sintetizza il connubio tra l’eccellenza dell’Amarone e il tratto distintivo della famiglia. Secco, dalla buona bevibilità e non particolarmente carico nella struttura, racconta dell’intensità del lavoro di squadra, dell’orgoglio dell’esperienza, dell’entusiasmo della ricerca e del calore di un abbraccio. Le uve sono quelle classiche, 70% Corvina, 10% Corvinone, 10% Rondinella, 10% Molinara, con il Corvinone ad aiutare bevibilità e la Molinara la sapidità. I vigneti coinvolti sono quelli di San Pietro in Cariano, Marano, Mazzano e San Peretto di Negrar che giacciono a una media di 350 metri di altitudine su suoli variegati, prevalentemente calcarei con ghiaia o stratificati con basalti. L’appassimento, o per meglio dire, la messa a riposo delle uve, viene effettuata il più lentamente possibile, senza forzature. La vinificazione prevede due delestage e la sosta in botte per 24 mesi seguita da altri 12 mesi in tulipe di cemento non vetrificato. Il vino non subisce alcun processo di filtrazione a ripercorrere lo spirito dei tempi passati.

2015

L’annata 2015 è stata favorevole, inverno con neve, primavera regolare ed estate calda e asciutta. Uve sane con alta concentrazione fenolica e zuccheri ben sviluppati. Dal colore granato intenso, si apre all’olfatto con sentori di frutta matura, di prugna, a cui seguono sentori speziati e di cuoio. Le tostature si rivelano invece al palato dall’ottima bevibilità con un centro bocca morbido che poi lasca il posto alla tensione gustativa. Ottima persistenza e gradevole sapidità.

2016

Inverno freddo ma secco, primavera piovosa e fresca, estate non particolarmente calda, autunno dalle temperature elevate e dalla buona ventilazione. Maturazione tecnico-fenolica ottimale. Profilo più contratto rispetto a quello dell’annata precedente con delicati sentori di spezie. L’acidità, riconducibile a quella del frutto, emerge al palato dai toni scuri e dalla struttura meno evidente. Un vino in equilibrio dalla buona persistenza.

2017

Inverno asciutto e rigido, gelate in aprile ma con danni circoscritti. Sbalzi termici a fine agosto e piogge a settembre. Uve perfettamente mature. Particolarmente luminoso (così come le successive annate) nel calice color granato. Spezie, tostature, frutta anche sotto spirito e accenni balsamici definiscono un olfatto ricco e complesso. Scattante al palato dalla grande godibilità; ritorni di frutta, minerali e tostati nella lunga persistenza.

2018

Annata abbastanza variabile: primavera piovosa, estate calda e finale di stagione buono per la maturazione delle uve. Grande attenzione in vigneto per gestire le malattie fungine. Se il profilo olfattivo rimane giocato sulle tostature e sulla frutta nera matura, l’impatto gustativo è succoso e goloso. Ricco e pieno al palato, lascia emergere note fruttate, quasi giovanili, nella lunga e piena persistenza.

2020

Annata complessa ma interessante, dalle forti variazioni climatiche. Alternanza tra siccità e piogge. Uve comunque sane e mature. Olfatto dai toni brillanti di frutta matura, di leggere tostature e di spezie. Asciutto e dal tannino elegante, questo vino, dalla buona persistenza e dai ritorni di frutta matura, necessita ancora di trascorrere del tempo in bottiglia per esprimere al meglio le sue potenzialità.

2021

Definita eccellente grazie al clima che ha bilanciato maturazione e sanità delle uve, promette vini equilibrati e longevi. Screziature ancora rubino solcano il calice rosso granato. Frutta nera ben matura, tostature e uno sbuffo balsamico contraddistinguono l’elegante olfatto. Sensazioni dolci e morbide avvolgono il palato dal tannino fine e dalla buona persistenza. Un vino che si riappropria della quotidianità.

 

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