ANSELMI, “RISCRIVERE” IL TERRITORIO
Più che custodire una tradizione, Anselmi ha scelto di reinterpretarla. Non una storia di continuità, ma uno storia di evoluzione. Dal 1948 a oggi, il suo cammino è stato segnato da una costante spinta verso il cambiamento, con l’obiettivo di valorizzare il potenziale di un territorio straordinario come quello di Soave. Fondata nel 1948 da Almerino Anselmi, con il commercio e l’imbottigliamento dei vini del territorio. La svolta arriva alcuni decenni più tardi con il figlio Roberto Anselmi, che al termine degli studi decide di dedicarsi a un progetto ambizioso: riportare la famiglia alla viticoltura e costruire una realtà capace di esprimere l’identità più autentica delle colline veronesi. A guidarlo è anche il ricordo del nonno, stimato viticoltore che, a causa delle difficoltà economiche del dopoguerra, era stato costretto a rinunciare ai propri vigneti. Roberto inizia così un paziente lavoro di recupero, individuando e acquisendo terreni nelle zone più vocate alla produzione di grandi vini bianchi.

Roberto Anselmi
Una scelta allora controcorrente, destinata a cambiare il volto dell’azienda. Dall’imbottigliamento alla viticoltura, il percorso dell’azienda è stato scandito da scelte spesso controcorrente, capaci di anticipare i tempi e di contribuire al rinnovamento del panorama enologico di Soave. All’inizio degli anni Duemila arriva la decisione più radicale: abbandonare il peso della denominazione per valorizzare l’identità dei singoli vigneti. Nascono così vini che portano il nome delle colline da cui provengono e che affiancano alla tradizione della Garganega una ricerca aperta a varietà internazionali come il Sauvignon blanc e il Goldtraminer. Una visione che continua a privilegiare il carattere dei luoghi rispetto alle classificazioni, facendo dell’originalità stilistica e della qualità produttiva i propri veri elementi distintivi.

Lo sguardo della cantina è rivolto anche alle nuove frontiere della viticoltura. Tra queste, un ruolo centrale è affidato ai vitigni PIWI, varietà resistenti che stanno aprendo prospettive inedite per una produzione sempre più attenta all’equilibrio tra qualità e sostenibilità. In vigna questo si traduce in una drastica riduzione dei trattamenti necessari alla difesa delle piante, con benefici concreti per l’ambiente e per il territorio. Una scelta che non rappresenta una semplice innovazione tecnica, ma una precisa visione del futuro del vino italiano. Oggi l’azienda vede coinvolta anche la terza generazione, i figli di Roberto: Tommaso in cantina e Lisa nell’area commerciale e nelle relazioni con il mercato.
La cantina Anselmi produce cinque tipologie di vino. San Vincenzo prende il nome da San Vincenzo Ferreri, santo protettore dei vignaioli, e viene prodotto con un blend di Garganega e altri vitigni della proprietà. Un bianco dal profilo raffinato e contemporaneo, capace di coniugare immediatezza espressiva e complessità I profumi richiamano agrumi, fiori di campo e frutta bianca matura, mentre al gusto si distingue per la texture setosa e l’energia che accompagna il sorso. Elegante, nitido e persistente, chiude con una freschezza succosa che invita immediatamente a tornare al calice. Ottimo per l’aperitivo, con antipasti e primi piatti della tradizione italiana, crostacei, molluschi, ma anche abbianto a cucina fusion e speziata.
Capitel Foscarino rende omaggio all’omonima storica collina di origine vulcanica che ospita uno dei vigneti più rappresentativi dell’azienda. Nasce da una prevalenza di Goldtraminer, arricchita dallo Chardonnay e da un mix di vitigni resistenti dalle spiccate caratteristiche aromatiche. Un bianco dal carattere contemporaneo, capace di coniugare fragranza e precisione. I profumi richiamano la frutta fresca, gli agrumi e i fiori di campo, mentre al palato si distingue per energia e pulizia espressiva. La componente minerale accompagna il sorso fino a un finale lungo e armonioso. Ideale in abbinamento agli asparagi, in particolare a quelli bianchi del territorio, accompagna con equilibrio anche primi piatti a base di ortaggi, pesce alla griglia e crostacei.
Ispirato al santuario che sorge tra i filari della collina Zoppega, Capitel Croce racconta il legame profondo tra storia, territorio e cultura rurale. Realizzato con un assemblaggio di Garganega, Incrocio Manzoni, Chardonnay e una selezione di vitigni resistenti semi aromatici, ha un profilo raffinato e intenso, esprime aromi di frutta matura, fiori delicati e accenni di frutta secca. L’assaggio è pieno e vellutato, caratterizzato da equilibrio, freschezza sapida e una chiusura di grande lunghezza. Perfetto con vitello tonnato, zuppe di pesce, carni bianche, funghi.

Il vino Realda è dedicato a Dugale Realda, la località dove si trova il vigneto con cui viene prodotto, documentata come proprietà della Chiesa fin dal Quattrocento. 100% Cabernet Sauvignon, nel calice mostra un colore intenso e brillante. Al naso emergono note di frutti di bosco, spezie e leggere sfumature erbacee che ne arricchiscono il profilo aromatico. L’assaggio è avvolgente ed equilibrato, sostenuto da tannini eleganti e da una piacevole tensione gustativa che prolunga il finale. Si esprime al meglio accanto a carni rosse arrosto, preparazioni alla brace e formaggi di lunga stagionatura.
I Capitelli è la proposta “dolce” di Anselmi. Il suo nome si ispira alle cappelle votive disseminate tra i filari, testimonianza della devozione popolare e dell’identità del territorio. Blend di Goldtraminer e Garganega, si presenta intenso e raffinato, caratterizzato da aromi che richiamano la frutta matura e la frutta tropicale, con delicati accenti agrumati. Il sorso è vellutato e corposo, bilanciato da una spiccata impronta minerale che ne esalta profondità e persistenza. Si sposa molto bene con l’aragosta, è ottimo con paté de foie gras, formaggi e pasticceria.