BERLUCCHI, “NATURALMENTE”

Per decenni il nome Berlucchi, nato dalla storica vendemmia del 1961 – 3.000 bottiglie firmate da Franco Ziliani e Guido Berlucchi – è stato sinonimo dell’origine stessa della Franciacorta. La vera trasformazione della cantina di Borgonato si è consumata però nell’ultimo ventennio, attraverso un cambio di passo stilistico e filosofico guidato dalla seconda generazione della famiglia Ziliani, Arturo, Cristina e Paolo. L’azienda ha scelto progressivamente di affrancarsi dal ruolo di grande interprete dei volumi per avviarsi a una svolta radicale. Il primo tassello è stato agronomico: la conversione biologica certificata oggi estesa al più rigoroso Protocollo per la Viticoltura Rigenerativa, a cui è seguito un cambiamento di gusto indirizzato a vini con maggiore tensione verticale privi di dosaggio. La ricerca sulla purezza del frutto — concretizzata dall’estrazione limitata alle frazioni più nobili del mosto fiore — e l’approfondimento sul Pinot Nero con la riserva Palazzo Lana, affinata fino a un decennio sui lieviti, hanno dimostrato la vocazione della cantina alla grande longevità.

Il rilancio della linea Nature sotto il nome di Vintage Nature è il coronamento naturale di questo percorso, con un duplice obiettivo. Da un lato c’è una risposta concreta ai mercati internazionali: la dicitura precedente creava ambiguità su millesimi e affinamenti; la nuova sintassi – che accosta Vintage (l’autenticità di una singola vendemmia senza vini di riserva) e Nature (l’assenza assoluta di dosaggio) – azzera ogni fraintendimento comunicativo. Dall’altro lato c’è una scelta produttiva rigorosa: etichette non standardizzabili né garantite nei volumi. Se l’annata non risponde agli standard o subisce cali drastici, la produzione semplicemente si riduce o non esce. Cristina Ziliani: “Il nome voleva essere comprensibile, anche per i mercati internazionali e soprattutto che sapesse evidenziare il valore del millesimo e quindi del lungo affinamento sui lieviti”.

La firma tecnica del progetto vede alla regia Arturo Ziliani insieme all’enologo Ferdinando Dell’Aquila e all’agronomo Diego Cortinovis. In vigna il lavoro è scandito dal Protocollo per la Viticoltura Rigenerativa sui suoli morenici a sud del Lago d’Iseo; in cantina la selezione è severissima: presse chiuse dedicate ed estrazione limitata a un drastico 30% di mosto fiore per abbattere i precursori amari ed esaltare la finezza. Le basi sostano sei mesi tra acciaio e legno prima del tiraggio, affrontando poi oltre 60 mesi di sosta sui lieviti. A riprova di un approccio sartoriale e trasparente, Berlucchi certifica sui lotti sia la data di tiraggio sia quella di sboccatura. Vintage Nature con le sue tre declinazioni fotografa il nuovo momento di Berlucchi, un percorso guidato unicamente dal tempo e dalla precisione.

 

DEGUSTAZIONE

 

Vintage Nature Terroir 2020

Vintage Nature Terroir 2020 è la cuvée d’elezione, concepita per restituire il profilo corale dei vigneti di Corte Franca attraverso l’assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero. L’annata 2020 si è distinta per l’andamento lineare: dopo una primavera calda e asciutta, i mesi estivi hanno giovato di un clima ventilato con ampie escursioni termiche tra il giorno e la notte, garantendo una maturazione omogenea. Il vino bilancia la freschezza e la verticalità agrumata grazie anche a una parziale permanenza in piccole botti di rovere che concedono rotondità senza impattare sulla tensione gustativa. Al palato emergono sensazioni di pesca bianca, fiori secchi, crosta di pane e un finale asciutto, teso, scandito da una netta scia minerale e salina.

 

Vintage Nature Blanc de Blancs 2019

Con Vintage Nature Blanc de Blancs 2019, l’attenzione si sposta sulla purezza dello Chardonnay e sul concetto di parcella, con selezioni mirate da singoli appezzamenti storici. Il 2019 è stato un millesimo complesso: rese basse e una forte pressione fitosanitaria hanno imposto cernite drastiche, premiando le uve residue con un tratto aromatico fuori dal comune. Proprio questa materia particolarmente ricca ha richiesto tempi di affinamento prolungati sui lieviti rispetto alla cuvée 2020. Elegante e allo stesso tempo complesso nella stratificazione gustativa, apre su polpa gialla matura e scorza d’arancia candita, evolvendo verso note di pasticceria e sfumature di mandorla. Al sorso è cremoso, sostenuto da una bolla fitta e raffinata, e una persistenza significativa che esalta la purezza del vitigno.

 

Vintage Nature Rosé de Noirs 2019

Ottenuto da Pinot Nero in purezza, raccolto nei vigneti di proprietà Quindicipiò e Gaspa, Vintage Nature Rosé de Noirs 2019 gioca volutamente sul termine “Rosé de Noirs” per chiarire la natura di un grande rosso vinificato come spumante rosato. “Abbiamo ideato questa nuova terminologia”, continua Cristina Ziliani, “perché è un Pinot Nero in purezza ma anche un rosato, e quindi perché non chiamarlo Rosé de Noirs”. Ottenuto da una quota a pressatura soffice diretta in bianco per garantire tensione e freschezza, una frazione ottenuta per infusione e diraspatura rapida per catturare i profumi primari, una parte a macerazione tradizionale in serbatoio per apportare tenuta fenolica e colore, si presenta con una delicata tonalità magnolia. Il profilo aromatico è definito e aristocratico: melagrana, piccoli frutti rossi, ribes, pepe rosa e tè nero. In bocca l’assenza di dosaggio sottolinea la struttura, piena e scandita da un tannino vellutato ma vivo, che consegna un sorso gastronomico, di eccezionale persistenza.

 

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