AGOSTINO DE ROMANIS PER ANZIO IMPERIALE

Negli spazi del Museo Civico Archeologico di Anzio, sarà visitabile fino al 27 aprile la mostra Agostino De Romanis per Anzio Imperiale. Il progetto, da un’idea e a cura di Roberto Luciani, è promosso dalla Città di Anzio e dal Museo Civico Archeologico di Anzio, con catalogo di Roberto Luciani e prefazioni istituzionali. L’allestimento sperimentale è di Giusi Canzoneri.

Agostino De Romanis, Volgeranno lo sguardo (2018). Olio su carta rintelata cm. 120 x 80

Nella prefazione Roberto Luciani indica come “da tempo il Museo Civico Archeologico di Anzio associa all’esposizione e allo studio di capolavori di arte antica la ricerca e la sperimentazione dell’arte contemporanea. L’idea di proporre, esporre e integrare Artefatti, formalmente “estranei” al contesto archeologico, nasce dalla ricerca e dalla sperimentazione che il Museo ha avviato da circa un decennio. Un progetto di dialogo tra Archeologia e Arte moderna e contemporanea elaborato attraverso l’uso di ben tre livelli (conoscitivo “oggettivo”, conoscitivo “soggettivo” e azione “integrativa”).

Agostino De Romanis, Verso la luce del cielo (2018)

Tale sinergia, quest’anno, è stata definita “Dialogo tra Arte-Fatto antico e Arte-Fatto contemporaneo in ambiente archeologico”, lasciando all’interno delle Sale espositive, spazi fisici e operativi alla creatività di significativi artisti contemporanei, che con le loro opere riescono a creare collante con l’antico.

Agostino De Romanis, Non pescatemi (2017). Olio su carta rintelata cm. 76 x 56

Quando poi si tratta di artisti internazionali di chiara fama come Agostino De Romanis, tutto questo diventa magia, con opere il cui intimo significato mira a creare dialogo e confronto intorno ad un concetto legato ad un luogo (Anzio e il suo Museo Archeologico), all’interno del quale mettere in atto riflessioni e combinare frammenti di memoria ed esperienza. De Romanis è un pittore di vasta e meritata fama, protagonista di un’esperienza rigorosa e originale, come la Pittura Colta, movimento artistico teorizzato da Italo Mussa agli inizi degli anni ottanta e successivamente ispirato dai colori dell’Indonesia.

Agostino De Romanis, La verde strada della misericordia (2016). Olio su carta rintelata cm. 120 x 80

Le opere esposte, determinando relazionalità tra museo, artista e spettatore, al di là del senso estetico, trasmettono e avviano, sebbene per metafora, processi di cambiamento che avvicinano le persone alimentando nuovi spazi di crescita culturale”.

Agostino De Romanis, L’inutile attesa (2016). Olio su cartone cm. 73 x 50,8

Agostino De Romanis è nato a Velletri, il 14 giugno 1947. Ha frequentato, con grande impegno e notevole profitto, l’Accademia delle Belle Arti di Roma, conseguendo il titolo di Scenografo, perché la passione pittorica era unita, a quel tempo, alla predilezione per il Teatro, che ha lasciato un segno profondo nell’attività artistica successiva. Giovanissimo ha cominciato a produrre opere, a ritmo intenso, esponendole subito in mostre collettive e personali, numerose anche a Roma, dove ha ottenuto lusinghieri consensi della critica e del pubblico. La sua statura artistica è cresciuta e la sua meritata fama si è diffusa in Italia ed all’estero, dove è stato chiamato ad esporre, in particolare, in Australia, a Sidney, ed in Indonesia, più volte, a Jakarta ed a Bali. Numerose sono le pubblicazioni, in pregevole veste tipografica, a cura di prestigiose Case Editrici, in più lingue, che hanno diffuso in tutto il mondo il nome dell’artista veliterno.

 

 

Agostino De Romanis per Anzio Imperiale

14-27 aprile 2019

 

a cura di Roberto Luciani

 

Museo Civico Archeologico di Anzio

Via di Villa 2

Anzio

 

culturalazio.it/musei/anzio

comune.anzio.roma.it

 

Cover: Agostino De Romanis, Mistico cavallo (2002). Dettaglio